Crisi del mercato dell’auto

Calano le tedesche, reggono le giapponesi che hanno i componenti per produrre.
In Polonia la Toyota Corolla rimane l’auto preferita, sale Skoda.

Il mercato automobilistico sta vivendo una crisi causata dalla mancanza di componenti necessari per la produzione delle macchine, ma anche dalla crescente inflazione che scoraggia a comprare le auto.

Le aziende asiatiche come Toyota funzionano meglio per via della disponibilità dei componenti.

Come riporta “Polonia Oggi”, i problemi maggiori li stanno adesso affrontando le imprese tedesche.

Nel successo di Toyota si registra che un’auto su 20 è Corolla, che è diventata da molto tempo l’auto preferita dei polacchi e conferma i dati visti pochi giorni fa sulla classifica delle 5 auto più vendute di sempre (approfondimento al link).

Adesso però, il primo posto nelle preferenze è della Skoda Octavia le cui vendite a settembre sono cresciute del 47% rispetto all’anno scorso.

BMW, Mercedes e Audi sono invece i marchi premium preferiti.

Nonostante i gusti dei polacchi, la direzione nella quale va oggi il mercato automobilistico è preoccupante.

Ad agosto il prezzo medio di una nuova macchina è ammontato del 14% di più rispetto all’anno scorso.

Polonia: Ue bene come mercato ma non come valori

Kaczynski: Non vogliamo nuova cultura, vogliamo che vecchia fiorisca. In Ue vige legge del più forte grazie alla Germania.

Jarosław Kaczyński è uno degli ospiti del Forum Economico a Karpacz durante il quale ha partecipato ad un dibattito dedicato alla visione della politica del partito Diritto e Giustizia (PIS).

Kaczyński ha sottolineato che la tradizione polacca è di natura repubblicana.

Come riporta “Polonia Oggi”, il leader del PIS ha fatto riferimento alla politica di alcuni Paesi dell’Unione Europea:

È un grave errore dell’Occidente abbandonare la cultura cristiana. La civiltà cristiana è la più benevola del mondo, quindi va difesa e noi ci sforziamo per mantenerla”.

Secondo Jarosław Kaczyński, ci sono differenze culturali significative tra la Polonia e l’Occidente, rappresentato dall’Unione Europea:

Ne eravamo consapevoli, ma la Polonia degli anni ’90 era uno stato del tutto incompetente. L’UE porta con se molti aspetti positiveicome il mercato comune, la possibilità di libera circolazione del capitale. Eravamo consapevoli di queste differenze culturali, ma la decisone di entrare nell’UE era una decisione realistica e necessaria per la Polonia. Non volevamo invece assorbire gli elementi culturali dell’Occidente. Per questo motivo ci opponiamo a qualsiasi tentativo di imporci questi altri valori. L’unione economica ci ha aiutato, ma nell’Unione si applica la regola del più forte. Grazie a questo la Germania sta attuando i suoi piani neoimperiali. Lo scopo della Germania è di impedire alla Polonia di raggiungere lo stesso livello di sviluppo. Non vogliamo costruire una nuova cultura, vogliamo che quella vecchia fiorisca”.

General Magazine è sponsor ufficiale dell’AICK

Collaborazione con l’Associazione Italiana Calcio Katowice.
Supporto a progetti sportivi, sociali e culturali.

General Magazine è sponsor ufficiale dell’AICK!

L’Associazione Italiana Calcio Katowice (AICK) è una società sportiva e culturale con sede nell’omonima città, in Polonia, ed attraverso il calcio (a 5, a 7 ed a 11) promuove l’integrazione e lo scambio culturale.

In particolare è un punto di riferimento per gli italiani in Polonia, dove sovente organizza eventi sociali ed incontri enogastronomici, linguistici, professionali e culturali.

Tra i vari eventi, vi è il tradizionale torneo di calcio “Italiani in Polonia” che, arrivato già alla nona edizione, attraverso il divertimento e lo sport come veicolo di connessione mira a mettere in contatto più persone possibile sul territorio nazionale ed internazionale, ampliando sempre di più la rete delle collaborazioni sotto tutti i punti di vista.

Per General Magazine è un piacere ed un onore potersi rendere utile nel supportare questo genere di attività!

Polonia, Tusk propone la settimana lavorativa di 4 giorni

Esperimento già in corso in Spagna, Islanda e Regno Unito.
“Necessario adattarsi alla dinamicità del mercato del lavoro”.

Parlando a Szczecin, pochi giorni fa, il leader del partito Piattaforma Civica (PO) Donald Tusk ha annunciato la preparazione di un preciso progetto pilota per una settimana lavorativa di quattro giorni.

Secondo il leader di Piattaforma Civica, questa soluzione è dettata dai cambiamenti dinamici che si sono verificati di recente nel mercato del lavoro. L’ex leader del Consiglio europeo ha aggiunto che il progresso tecnologico non deve necessariamente comportare un aumento automatico della disoccupazione.

Tuttavia, stando a quanto riporta “Polonia Oggi”, secondo Tusk è necessario cambiare l’atteggiamento nei confronti del lavoro e modificare il modello sociale.

Più nel dettaglio, Tusk ha fatto riferimento a due modelli: uno è l’accorciamento della giornata lavorativa e l’altra è l’accorciamento dell’intera settimana; a suo parere, quest’ultima, cioè quattro giorni lavorativi a settimana, sarebbe più probabile.

Tra i Paesi che stanno sperimentando la settimana di quattro giorni ci sono il Regno Unito e la Spagna. L’Islanda è pronta a quest’esperimento.

Nel caso delle isole britanniche, più di 3.000 dipendenti di 70 aziende dovrebbero partecipare all’esperimento, annunciato nel giugno di quest’anno.

Le prime conclusioni degli esperimenti sono piuttosto ottimistiche. Tra l’altro, è stato notato un aumento della produttività dei dipendenti, o almeno è stato mantenuto il livello precedente allo studio.

Inoltre, i dipendenti erano meno stressati e avevano un minor rischio di burnout.

Tuttavia, gli esperti sottolineano che, per il momento, lo studio ha coperto un periodo di tempo troppo breve per poter trarre conclusioni più serie.

Duma propone denazificazione della Polonia

Morozov: spinti dalle parole delle autorità polacche.
Offese alla Russia e finanziamenti all’Ucraina le cause.

Le dichiarazioni della leadership polacca che hanno definito la Russia come un “tumore canceroso” e le ripetute decisioni di inviare indennizzi all’Ucraina sia economici che sotto forma di armi, spingono la Federazione Russa a “metterla in linea per la denazificazione“.

È quanto affermato da Oleg Morozov, presidente del Comitato per il controllo della Duma di Stato.

La notizia è stata riportata da Ria Novosti, citando come fonte il canale Telegram di Morozov; più nel dettaglio, le sue parole sarebbero state le seguenti:

Con le sue dichiarazioni sulla Russia come “tumore canceroso” e sull'”indennità” che dobbiamo pagare all’Ucraina, la Polonia ci incoraggia a metterla al primo posto nella coda per la denazificazione dopo l’Ucraina“.

In precedenza, il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki aveva dichiarato in una colonna del Telegraph di considerare il mondo russo “un cancro che rappresenta una minaccia mortale per l’intera Europa” e che, a suo avviso, deve essere “sradicato“.

Inoltre, il presidente polacco Andrzej Duda ha affermato che la Russia sarà costretta a pagare un’indennità all’Ucraina.

Che sia stato varcato un punto di non ritorno e che ci sia da aspettarsi il peggio?