Rubrica Lavoro: Internal Marketing – l’integrazione

Continua la “Rubrica Lavoro”: oggi ripartiamo dall’articolo sull’Internal Marketing fatto con Mariusz Wròbel per scendere nel dettaglio ed affrontiamo il tema dell’Integrazione.

Continua la collana degli articoli sulle tematiche lavorative; oggi la “Rubrica Lavoro” riprende l’articolo fatto con Mariusz Wròbel inerente all’internal marketing (link per la versione italiana e link per la versione polacca) per scendere più nel dettaglio ed analizzare ad uno ad uno i punti salienti di questo strumento.

Oggi, in particolare, il focus riguarda l’integrazione (disponibile anche in lingua polacca al link).

Mariusz, nell’intervista precedente hai menzionato quattro fattori di base che influenzano il marketing interno complessivo in un’azienda; oggi entriamo nel dettaglio, e partiamo con il fattore dell’integrazione.

Secondo te, qual è l’obiettivo dell’integrazione?

Credo che l’obiettivo dell’integrazione si quello di creare relazioni positive ed abbattere le barriere comunicative a tutti i livelli dell’organizzazione. Senza una buona relazione tra i dipendenti, è difficile creare una buona squadra basata sul reciproco aiuto ed il supporto, cosa che in questi tempi è un requisito chiave in molte posizioni. L’integrazione consente inoltre la comprensione dei singoli dipendenti e del loro comportamento, che in seguito si traduce in accuratezza nella delega di compiti, formazione interna e miglioramento della comunicazione”.

Quali sono le forme di integrazione che usi per gestire il tuo staff?

Personalmente, divido le forme di integrazione del team in pianificate (eventi, incontri, programmi di formazione) e non pianificate (conversazioni con dipendenti, leader, azioni congiunte per raggiungere l’obiettivo, ecc.). Considero questa forma un forte fattore di integrazione, perché funziona costruendo continuamente l’alta cultura di tutto il team. Ricordiamoci che dare ad ogni squadra/organizzazione un obiettivo chiaramente definito, crea trasparenza, spirito di competizione (positivo) e migliora il lavoro in team”.

Quali sono i costi di integrazione dei tuoi dipendenti?

Ecco, la parola “costo” sia il problema più grande per i datori di lavoro; mi sento di dire che la mancanza di conoscenza di questo strumento, lo faccia passare come un semplice calcolo finanziario e pure errato. Una sorta di miopia, direi. Quasi nessun capo pensa all’integrazione ed alla creazione di buone relazioni in una squadra proprio perché ne vede solo il costo (iniziale e certo), ma le attività sopracitate costituiscono invece la culla dell’integrazione.

È necessario investire nelle persone perché i vantaggi che possiamo ottenere sono enormi, nelle mani di un buon manager diventa uno strumento efficacissimo. Se il datore di lavoro pensa solamente al registratore di cassa nel momento in cui deve erogare il finanziamento, significa che manca la concezione di cosa sia il marketing interno e questa mentalità impatterà negativamente su tutta l’organizzazione”.

L’integrazione ha un peso notevole specialmente in un mercato del lavoro in via di sviluppo come la Polonia, ne convieni?

Assolutamente sì! Va ricordato che ciascuna forma del marketing interno ha un obiettivo: creare una grande squadra sulla base di buoni rapporti ed amicizia. Una squadra è una ‘saga’ individuale di idee e solo la piena integrazione può combinare i fattori più importanti in azione (in modo più creativo, più veloce, migliore, più efficace), di cui abbiamo bisogno per creare un team integrato”.