Volkswagen chiude in Germania ma aumenta la produzione in Polonia

A Poznań verrà prodotto il nuovo modello ibrido Caddy.
Licenziamenti di massa in Germania, investimenti in Polonia.

Il gruppo Volkswagen in Germania sta attraversando un periodo difficile, pianificando licenziamenti di massa e la chiusura di fabbriche non redditizie (approfondimento al link).

Nel frattempo, in Polonia, l’azienda ha annunciato l’inizio della produzione in serie del nuovo modello ibrido Caddy nello stabilimento di Volkswagen Poznań.

Finora, il Caddy era disponibile solo nelle versioni con motori a benzina e diesel; la produzione dei modelli ibridi, come riporta Polonia Oggi, ha richiesto allo stabilimento di Poznań l’adeguamento delle linee di produzione e investimenti nello sviluppo delle competenze dei dipendenti.

Il nuovo Caddy eHybrid, disponibile sia in versione passeggeri che commerciale, dispone di una potenza di 110 KW grazie alla combinazione di un motore a combustione interna e uno elettrico.

La batteria con una capacità di 19,7 kWh permette di percorrere fino a 122 km con il solo motore elettrico, consentendo una guida senza emissioni in contesti urbani.

Lo stabilimento di Poznań ha anche investito in tecnologie produttive moderne, come l’integrazione di nuovi robot e la tecnologia di taglio al plasma, che hanno contribuito all’automazione e al miglioramento del processo produttivo.

La presidente di Volkswagen Poznań, Stefanie Hegels, ha sottolineato che questi investimenti preparano meglio l’azienda alle sfide dell’industria automobilistica contemporanea.

Stellantis licenzia 500 persone a Gliwice

Nello stabilimento polacco verrà chiuso il terzo turno.
Il gruppo critica l’Ue: restrittive le nuove norme.

L’azienda automobilistica Stellantis di Gliwice licenzierà 500 persone alla fine del mese.

Questo va a riconfermare il periodo assolutamente nero del gruppo italo-francese che ha recentemente attirato le critiche di Luca Cordero di Montezemolo (approfondimento al link) e vede il Ceo Carlos Tavares verso l’uscita dal gruppo (approfondimento al link).

Ciononostante, come riporta Polonia Oggi, Stellantis mantiene il suo impegno a sostenere gli stabilimenti polacchi in questa situazione economica e di mercato instabile.

Tra le ragioni dei licenziamenti, Stellantis cita le nuove norme restrittive dell’UE e la transizione al trasporto elettrico.

In base a una decisione dell’Europarlamento, tutte le auto e i furgoni a combustione interna dovranno essere esclusi dalla vendita entro il 2035.

La difficile situazione è dovuta anche al calo ciclico delle vendite in questo periodo dell’anno. Inoltre, il terzo turno nello stabilimento sarà abolito e si è deciso di passare a un sistema a due turni nei reparti di produzione a partire dal 30 settembre.

Il terzo turno è stato ripristinato nello stabilimento di Gliwice un anno e mezzo fa e all’epoca sono state impiegate altre 600 persone per renderlo operativo.

Montezemolo critica Stellantis: produzioni delocalizzate e marchi venduti

Il manager: in Italia solo fabbriche vuote e cassa integrazione; ne risente tutta la filiera.
Poi aggiunge: Lancia poteva essere la BMW italiana.

Luca Cordero di Montezemolo non ha certo bisogno di presentazioni: per lungo tempo ai vertici della FIAT e di Maserati, ha guidato anche la Ferrari; inoltre, il manager italiano è stato pure al timone di Confindustria.

Montezemolo più volte si è detto dispiaciuto della situazione del settore automotive italiano e, adesso, torna a dire la sua su quello che sta succedendo oggi, in occasione della mostra dedicata a Vincenzo Lancia, presso il parco Amilcare Merlo di Confindustria Cuneo.

Come riporta HDblog.it, Montezemolo infila una serie di critiche su come si è evoluta Stellantis; il manager italiano si è detto infatti molto triste dato che l’Italia non ha più di fatto una produzione di auto:

L’Italia non ha più una produzione di automobili: FIAT non c’è più, Maserati non c’è quasi più e così Lancia e Magneti Marelli e Comau. Tutti marchi ex italiani, venduti ad azionisti esteri”.

Inoltre, Montezemolo aggiunge anche che in Italia abbiamo solamente fabbriche vuote e cassa integrazione: “C’è da indignarsi, ma sento solamente un silenzio assordante”.

Non mancano critiche nemmeno agli industriali “timidi” di fronte a quella che per i sindacati è una fuga strategica dall’Italia imposta dal numero uno di Stellantis, Carlos Tavares:

Il marchio Lancia si produce ancora ma all’estero, forse in Spagna, sicuramente non più nel nostro Paese. Persino la Fiat Seicento, simbolo della nostra industria nel dopoguerra è prodotta in Polonia”.

E parlando proprio della Lancia, con un po’ di nostalgia ricordando i modelli del passato e le vittorie nel motorsport, Montezemolo sottolinea che Lancia poteva diventare la BMW italiana.

Il manager parla poi di una stagione drammatica di deindustrializzazione, ricordando come in Piemonte che ha una grande tradizione del settore auto, oggi si produca essenzialmente solo la FIAT 500e e un modello Maserati, ma solamente con numeri bassissimi: una situazione che ha pure precise conseguenze per la filiera automotive.

Compravendita di posti in fila al confine tra Polonia e Bielorussia

Posti in vendita a partire da 35 euro per i trasportatori.
Business anche sui passeggeri: chi vuole salire su un autobus più vicino al confine paga 45 euro.

Attualmente gli autisti bielorussi devono affrontare file lunghissime per i controlli al confine polacco-bielorusso ed il problema è così grande che ha causato una vera e propria compravendita dei posti lungo la fila di mezzi in attesa.

Come riporta Polonia Oggi, i prezzi partono da 30 euro e più ci si avvicina al punto di controllo, più sono alti.

Ciò provoca una notevole disorganizzazione del traffico perché i posti in fila cambiano continuamente; questo porta a controversie e persino scontri tra gli automobilisti.

Pertanto, i servizi bielorussi hanno rafforzato il controllo della situazione al confine con Minsk che ha recentemente annunciato l’arresto di un gruppo di 10 persone che si occupavano delle vendite dei posti in fila.

Un altro fenomeno è il trasferimento dei passeggeri degli autobus che, per attraversare il confine più velocemente, cambiano il loro veicolo con uno situato più vicino al valico di frontiera: gli autisti li lasciano entrare pagando una tariffa di circa 45 euro.

Secondo il servizio di frontiera bielorusso, al valico Kukuryki-Kozłowicz ci sono un migliaio di auto in attesa, e al valico Brest-Terespol ci sono circa 336 veicoli.

Polonia presto quarta potenza europea

Dal 2004 ad oggi ha scalato 3 posizioni.
Paese senza grandi problemi sociali grazie alla gestione dell’immigrazione.

La Polonia, membro dell’Unione Europea da 20 anni, ha fatto un uso eccellente degli ingenti sussidi ricevuti da Bruxelles per rinnovare le sue infrastrutture“.

È quanto riporta Le Figaro, quotidiano francese.

Non solo. Come riporta Polonia Oggi, Le Figaro sottolinea che nel 2004 la Polonia era il nono paese dell’UE in termini di PIL (esclusa la Gran Bretagna), ed attualmente è sesta.

È ancora dietro a Spagna e Paesi Bassi in termini di PIL, ma presto li raggiungerà“, aggiunge il quotidiano, evidenziando nel titolo la previsione della Polonia come “quarta economia più grande dell’UE“.

Il quotidiano stima anche che il Triangolo di Weimarsia diventato l’asse politico più importante all’interno dell’Unione Europea oggi“. Inoltre, ritiene che la Polonia sia un paese senza grandi problemi sociali.

Individuando la questione dell’immigrazione, il quotidiano sottolinea che la maggior parte degli immigrati in Polonia sono ucraini che “hanno trovato lavoro e sono molto ben integrati“.

Il precedente governo (PiS) è infatti famoso per aver sempre rifiutato le quote di migranti senza mai piegarsi ai diktat europei.

Condividendo le sue impressioni da una visita di 10 giorni in Polonia (Bassa Slesia, Pomerania e Masovia), l’autore dell’articolo scrive di essere rimasto colpito dall’attività, dalla buona organizzazione e dallo “spirito civico” dei residenti.