Tusk: la Polonia romperà lo stallo sull’ingresso di Kiev nella Nato

Il premier polacco spinge per l’entrata dell’Ucraina.
La Merkel da sempre contraria: “Sarebbe una dichiarazione di guerra e non porterebbe protezione all’Alleanza” .

La presidenza di turno polacca dell’Unione Europea romperà lo stallo che si è formato sul percorso di adesione dell’Ucraina nell’Ue, accelereremo il lavoro“.

Come riporta Ansa, lo ha detto il premier polacco Donald Tusk nel corso di un incontro a Varsavia con il presidente ucraino Volodomyr Zelensky, precisando che tra Ucraina e Polonia non c’è solo un rapporto di amicizia ma anche di “comuni interessi“.

Una Ucraina indipendente e sovrana, che decide del suo futuro, è prerequisito per la sicurezza della Polonia e dell’Europa: Kiev può contare sul sostegno di Varsavia e uno dei miei compiti è galvanizzare l’aiuto dell’Ue verso l’Ucraina“.

Chi, invece, è da sempre contraria all’entrata dell’Ucraina nella Nato è Angela Merkel: nel sua libro dice infatti che “l’ingresso nella Natro deve portare protezione non solo a chi entra ma a tutta l’Alleanza”, poi aggiungendo che “Sarebbe stata una dichiarazione di guerra a Putin” (approfondimento al link).

Riserve d’oro: Polonia leader di acquisti nel 2024

La Polonia ha iniziato ad incrementare le riserve d’oro nel 2019.
Prevede di superare il 20% delle riserve valutarie entro il 2025.

Secondo il think tank OMFIF, basato sui dati del World Gold Council, la Banca Nazionale di Polonia (NBP) ha acquistato 42 tonnellate d’oro fino a settembre 2024, il quantitativo più alto tra le banche centrali a livello globale quest’anno.

Complessivamente, gli acquisti netti delle banche centrali nel terzo trimestre del 2024 ammontano a 186 tonnellate, per un totale di 694 tonnellate dall’inizio dell’anno, un livello inferiore rispetto al 2023 ma in linea con il trend del 2022.

Ad ottobre, le riserve auree della NBP sono aumentate a 13,734 milioni di once, con un acquisto di 21,7 tonnellate solo a settembre, portando la quota dell’oro nelle riserve oltre il 16%.

La Banca Nazionale di Polonia, come riporta Polonia Oggi, aveva iniziato a incrementare significativamente le riserve auree a metà del 2019, portandole allora a 7,336 milioni di once.

La NBP prevede di aumentare la quota d’oro al 20% delle riserve valutarie complessive entro il 2025.

Volkswagen valuta la delocalizzazione della produzione di ID.Buzz in Polonia

Chiusura di 3 stabilimenti in Germania e migliaia di licenziamenti.
Tagli a stipendi e bonus e produzione delocalizzata.

Volkswagen, come tutto il settore automotive europeo, sta affrontando problemi finanziari.

Avendo meno profitti, stando a quanto riporta Polonia Oggi, ha annunciato la chiusura di tre stabilimenti in Germania ed il licenziamento di migliaia di lavoratori.

La dirigenza dell’azienda vuole anche tagliare gli stipendi del 10% e ridurre il numero di bonus assegnati.

Queste riduzioni dovrebbero portare 17 miliardi di euro di risparmi.

L’IG Metall (il maggiore sindacato nella Germania) annuncia scioperi e si batte per migliorare le condizioni dei lavoratori nelle fabbriche ma ora pare ci siano le intenzioni di trasferire la produzione dell’autobus elettrico ID.Buzz da Hannover in Polonia, a Poznań.

Questo modello d’autobus stava suscitando un grande interesse già da prima dell’inizio della produzione; tuttavia l’obiettivo di produzione di 130 000 veicoli non è ancora stato raggiunto.

Come riporta Deutsche Welle (media tedesco) il portavoce del Volkswagen Nutzfahrzeuge (VWN) ha affermato che esistono diversi piani per quanto riguarda la produzione del ID.Buzz nel futuro ma le decisioni definitive non sono ancora state prese. 

FCA Powertrain chiude a Bielsko-Biała

DL Invest Group acquista gli impianti per un valore vicino alla metà.
La fabbrica era stata fondata nel 1971.

Il processo di liquidazione della fabbrica FCA Powertrain a Bielsko-Biała, nota per la produzione di motori per Fiat, è giunto al termine, e lo stabilimento ha trovato un nuovo proprietario: DL Invest Group, che ha acquistato i locali per 27 milioni di euro.

Questa decisione è una delusione per il sindacato NSZZ Solidarność, che sperava che l’impianto diventasse parte dell’industria della difesa polacca.

Nonostante numerose discussioni con rappresentanti del governo e del Gruppo di Armamento Polacco (PGZ), non è stato raggiunto un accordo per l’acquisizione della fabbrica da parte di entità statali.

I sindacalisti si sono impegnati per anni per trasformare la fabbrica in chiusura in un centro per la produzione militare, il che avrebbe creato nuovi posti di lavoro e avrebbe potuto contribuire allo sviluppo economico della regione.

Nel luglio 2022, erano emerse delle speculazioni riguardanti un possibile acquisto della fabbrica da parte della società Jelcz, che cercava una nuova sede per i suoi stabilimenti.

Tuttavia, come riporta Polonia Oggi, la direzione di Jelcz ha alla fine scelto una posizione diversa, pianificando un’ulteriore espansione nel territorio locale, e questa decisione ha definitivamente spento le speranze di un uso militare per la fabbrica di Bielsko-Biała.

Il 12 novembre scorso il sindacato Solidarność ha inviato una lettera aperta al premier Donald Tusk, chiedendo di bloccare la vendita della fabbrica a un investitore privato.

Nonostante il contratto di vendita sia già stato condizionalmente firmato, lo Stato e la Zona Economica Speciale di Katowice hanno il diritto di prelazione nei prossimi due mesi.

I sindacalisti sostengono che l’acquisto da parte dello Stato per 32 milioni di euro, che rappresenta solo il 62% del valore della fabbrica, sarebbe un investimento vantaggioso data la possibilità di rilanciare l’industria della regione.

Lo stabilimento di Bielsko-Biała ha una lunga storia: è stato fondato nel 1971 come Fabbrica di Automobili di Piccola Cilindrata, dove inizialmente venivano prodotte le Syrena, e successivamente le Fiat 126p.

Dal 2003, la fabbrica si è concentrata sulla produzione di motori.

Nonostante gli sforzi per trasformare la fabbrica in un centro di produzione per la difesa, la vendita degli impianti alla DL Invest Group sembra ormai definitiva, chiudendo così un capitolo della storia industriale della regione.

Energia: Italia sul podio per il prezzo più alto

Polonia terzo Paese nell’Ue per prezzo dell’energia.
Più cari solo Irlanda ed Italia.

L’Italia è, purtroppo, sul podio dei Paesi con il costo dell’energia all’ingrosso più alto.

A riportare la notizia è Polonia Oggi che, facendo un focus sulla Polonia, riporta come solo in Irlanda ed in Italia l’energia costi di più.

Secondo i calcoli della Commissione Europea, infatti, i prezzi dell’elettricità in Polonia sono tra i maggiori sul mercato all’ingrosso d’Europa e più costosi sono solo in Irlanda ed Italia.

L’elettricità all’ingrosso in Polonia costa 91 euro per MWh, il 20% in meno rispetto a un anno fa.

Nel caso delle famiglie, i prezzi sono inferiori a 200 euro per MWh e quest’anno termina il congelamento dei prezzi dell’energia per le famiglie.

Se l’importo attuale (500 PLN per MWh – quasi 115 di euro per MWh) non verrà mantenuto, verrà aumentato a 623 PLN (oltre 140 di euro) e si applicherà fino alla metà del 2025.

Tuttavia, il Ministero del clima e dell’ambiente prevede di estendere il congelamento dei prezzi per il prossimo anno anche se potrebbe essere difficile trovare fondi nel bilancio per questo scopo, perché saranno necessari circa 5-6 miliardi di PLN (oltre un miliardo di euro) e sono stati riservati solo 2 miliardi di PLN (poco più di 450 milioni di euro).