Afghanistan: ritiro delle truppe Nato

Dopo 20 anni le truppe lasciano la strategica base aerea di Bagram.
Italia e Germania hanno già ritirato le loro, Biden anticipa il calendario.

Anche le ultime truppe Nato stanno lasciando la base aerea di Bagram, strategica in Afghanistan.

Dopo che Italia, tra l’altro impegnata nel lasciare anche la base aerea di Al Minhad negli Emirati Arabi Uniti (approfondimento al link), e Germania avevano già ritirato le loro, ora arriva anche il ritiro delle truppe americane con il presidente Biden che anticipa lo sgombero rispetto a quanto previsto da calendario.

L’aeroporto passa sotto il controllo delle forze afgane dopo 20 anni di presenza Nato ed il Paese sembra essere diviso in due tra contenti scontenti: c’è chi lamenta un deterioramento della situazione sul terreno e parla di incertezze per il futuro, mentre altri si dicono soddisfatti della partenza delle truppe occidentali.

Non manca, ovviamente, chi sta a metà mostrando pro e contro:

La loro presenza portava anche lavoro. In tanti adesso si ritrovano senza più niente.

Come segnala Euronews, vi è però un crescente numero di violenze talebane che potrebbe far peggiorare la situazione del Paese aumentando il caos interno.

Grecia: dialogo con la Turchia ma no a cessioni di sovranità

Tensioni tra i due Paesi per le risorse energetiche nel Mediterraneo orientale.
Nikos Dendias: sì al dialogo, ma non cederemo diritti sovrani.

Pochi giorni fa il presidente turco, Tayyip Erdogan, aveva annunciato la più grande scoperta di gas naturale della storia della Turchia (approfondimento al link).

Oggi, per voce del ministro degli Esteri Nikos Dendias, la Grecia ha dichiarato di essere aperta ad un dialogo, proprio al fine di allentare le tensioni sulle risorse energetiche nel Mediterraneo orientale, ma che non ha alcuna intenzione di cedere anche un solo millimetro in tema di diritti sovrani.

Le dichiarazioni sono giunte al termine di un incontro avvenuto ad Atene tra lo stesso Densias e l’omologo tedesco Heiko Maas.

Insieme alle dichiarazioni sopracitate, il ministro greco ha aggiunto che la Turchia non cessa le “provocazioni” e le “violazioni del diritto internazionale“, nonostante le richieste da parte dei Paesi confinanti e degli alleati di allentare le tensioni.

La questione non riguarda solo i Paesi membri della Nato ma tutta l’Unione europea, ha infine concluso Dendias.