Marcia dei taleban su Kabul dopo ritiro Nato

Disertano i commando americani; polizia e militari passano dalla parte degli insorti.
I taleban impongono un governo parallelo: vicino il ritorno ad un narco-Stato.

Il ritiro delle truppe Nato dall’Afghanistan si è appena concluso (approfondimento al link) e già i taleban hanno raddoppiato i distretti che controllano.

Italia e Germania avevano ritirato i loro soldati in prima battuti, seguiti poi dagli Usa che hanno accelerato il ritiro sotto l’ordine del presidente Biden. Questo ha dato strada libera ai taleban che, dopo aver già messo a ferro e fuoco le province di Baghlan e Badakhshan, si sono imposti anche nei due distretti della provincia di Kapisa e puntano verso Faizabad con Kunduz ormai pronta a capitolare.

La capitale Kabul dista solo 65 chilometri ed in brevissimo tempo i taleban sono passati dal controllare 73 distretti ad amministrarne oltre 160 sui 407 totali, con altri 157 ormai prossimi a passare sotto il loro controllo.

Hanno disertato anche i “commando” addestrati dagli americani. Non solo: polizia e soldati passano, armi n pugno, dalla parte degli insorti.

Senza uomini sul campo non ci sarà più intelligence accurata, sostiene il Direttore della Cia William Burns:

La capacità di contrastare le minacce si ridurrà.

Nel giro di un anno i campi di oppio sono aumentati del 37% ed ora ricoprono una superficie pari a 224mila ettari: primo segnalo che l’Afghanistan stia tornando ad esse un narco-Stato.

Autore: Francesco Puppato

Vive in Polonia dove è responsabile del Controllo di Gestione degli stabilimenti polacchi di una holding italiana; parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha precedentemente lavorato nel dipartimento finanziario della Holding Orange1. Laureato in Economia Aziendale con indirizzo in Management ed Organizzazione presso l'Università degli Studi di Udine, ha anche un Master in "Gestione delle Risorse Umane ed Organizzazione del Lavoro" conseguito presso lo stesso ateneo. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity"  per la rivista "Economia - ecaroiundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina" e "Gazzetta Italia". Founder di "General Magazine", ha conseguito, tra i vari titoli, il patentino Bloomberg, l'Europass Mobilità e l'ECDL.

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