BYD: in costruzione una fabbrica grande come Torino

Il nuovo colosso cinese dell’elettrico sfida il mondo intero.
Nell’area della fabbrica costruita una vera e propria città con un’economia interna.

Il nuovo colosso nell’industria dei veicoli elettrici sta continuando la propria inarrestabile espansione in Cina cercando al contempo di emergere in Europa, dove ha già avuto colloqui anche con i produttori italiani (approfondimento al link).

BYD (Build Your Dreams) sta realizzando a Zhengzhou una fabbrica di proporzioni senza precedenti che, una volta completata, ridefinirà gli standard della produzione automobilistica globale.

La nuova struttura di BYD, come riporta Tom’s Hardware Italia, si estenderà su circa 130 chilometri quadrati, una superficie pari dell’intera città di Torino.

Questa “super fabbrica” viene descritta come un progetto che “sfida ogni credenza” ed è destinata a cambiare radicalmente il panorama della produzione di veicoli elettrici.

Le riprese aeree rivelano la scala impressionante di questa nuova struttura: il complesso vanta eleganti edifici di produzione, blocchi di grattacieli, un campo da calcio e campi da tennis, tutti interconnessi da una rete di strade; la presenza di un campo da calcio suggerisce l’attenzione al benessere dei dipendenti. È inoltre visibile un piccolo villaggio destinato all’alloggio dei lavoratori.

La presenza di edifici residenziali adiacenti alla fabbrica è pensata per la comodità dei dipendenti, garantendo la loro disponibilità anche in caso di necessità urgenti.

Si ipotizza che questo modello possa creare un’economia interna all’azienda, con i dipendenti che vivono e spendono all’interno del complesso.

Italia: crolla il sostegno a Kiev. E il riarmo non piace

Gli italiani pro Ucraina passano dal 57% al 32%.
Ecco le percentuali dei cittadini e all’interno dei partiti.

Sarà la paura che il ReArmEu pesi su pensioni e sanità, o l’abitudine alle notizie di droni, bombe e missili su Kiev piuttosto che Gaza, sarà che i cittadini hanno iniziato ad informarsi più a fondo sulle questioni, fatto sta che gli italiani dalla parte dell’Ucraina sono molti meno rispetto all’inizio della guerra: erano il 57% a marzo 2022, sono il 32% oggi.

Lo certifica l’ultima sondaggio realizzato da Ipsos per Il Corriere della Sera, che svela anche la posizione degli italiani rispetto al piano di riarmo annunciato da Ursula von der Leyen.

Rispetto al conflitto in Ucraina:

  • il 57% degli italiani non appoggia né una parte né l’altra (tre anni fa erano il 28%);
  • Il 32% degli italiani sostiene la causa ucraina;
  • L’11% degli italiani è dalla parte della Russia.

In questi anni la percentuale di italiani pro Mosca è sempre oscillata tra il 5% e il 10% della popolazione. Oggi, poco più di un italiano su dieci (quindi più del 10%) sostiene che Vladimir Putin abbia ragione riecheggiando la teoria di Donald Trump secondo cui “l’Ucraina non avrebbe dovuto iniziare la guerra“.

Come riporta Adnkronos, emergono poi grandi differenze tra gli elettori a seconda dell’orientamento politico. Sostengono la causa di Kiev:

  • Il 59% degli elettori del Partito democratico;
  • Il 48% degli elettori di Forza Italia;
  • Il 41% di chi vota Fratelli d’Italia;
  • Il 29% di chi vota Movimento 5 Stelle;
  • Il 19% degli elettori della Lega

Tra gli elettori del Carroccio, i sostenitori di Mosca sono il 21%, più di quelli che appoggiano la causa ucraina.

Infine, solo il 28% è favorevole al ReArmEu, il 39% è contrario, mentre il 33% si astiene da esprimere un’opinione a riguardo.

I più contrari sono gli elettori leghisti (56%), mentre quelli di FdI (48%) e Pd (46%) sono più o meno 1 su 2.

Spaccati gli elettori di Forza Italia (36% contrari, 35% favorevoli, il restante 29% non si esprime).

La metà degli elettori M5s è contrario al piano di riarmo anche se sorprende il 30% degli elettori pentastellati favorevoli al ReArm Europe.

Festa del papà contro festa della mamma: chi fa girare di più l’economia?

Ecco il confronto tra origini, tradizioni e marketing.
Vi ci rispecchiate?

Ogni anno, la festa della Mamma e la festa del Papà riempiono le vetrine dei negozi e i social con idee regalo e messaggi affettuosi. Eppure, dietro la celebrazione dell’amore dei figli, si nasconde una realtà interessante: l’impatto commerciale di queste due ricorrenze è tutt’altro che equilibrato. Mentre la Festa della Mamma genera un vero e proprio boom di vendite e campagne pubblicitarie, quella del Papà rimane più in sordina. 

Origini:

La Festa della Mamma: ha origini antiche, ma la versione moderna nasce nel XIX secolo negli USA. In Italia si celebra la seconda domenica di maggio.

La Festa del Papà: ha radici religiose in molti Paesi, spesso legata a San Giuseppe. In Italia si celebra il 19 marzo, mentre in altre nazioni varia.

Due feste, due sapori: il cuore (e il portafoglio) tra mamma e papà

Una cosa che accomuna la Festa della Mamma e quella del Papà, è il desiderio di celebrare l’amore familiare, senza ogni dubbio. Ma mentre la seconda domenica di maggio si riempie di fiori, cuori e dolcezza, il 19 marzo porta con sé il profumo di frittelle e antiche tradizioni. Due feste che, pur condividendo l’intento affettuoso, hanno un impatto molto diverso sul mercato.

Per la Festa del Papà, in Italia, la tavola si riempie di zeppole di San Giuseppe, fritte o al forno, ripiene di crema e amarene, un omaggio alla figura paterna legata alla tradizione religiosa. La Festa della Mamma, invece, ha meno vincoli culinari, ma spesso si accompagna a dolci più delicati, come le torte alla frutta o alla panna, simbolo di leggerezza e dolcezza materna.

Ma non è solo il palato a fare la differenza. Il mondo del commercio risponde in modo molto diverso a queste due ricorrenze: la Festa della Mamma è un evento di punta per il marketing, con campagne pubblicitarie emozionali e vendite record di fiori, gioielli e prodotti beauty. La Festa del Papà, pur essendo sentita, riceve meno attenzione pubblicitaria e vede una scelta di regali più orientata alla tecnologia, agli accessori o agli alcolici.

Perché questa disparità? È una questione culturale o commerciale? Scopriamo insieme come e perché queste due celebrazioni influenzano il mercato in modo così diverso.

Il valore oltre il mercato

Alla fine, che si tratti di una zeppola dorata o di una fetta di torta soffice, di un mazzo di fiori o di un orologio elegante, il vero valore della Festa della Mamma e della Festa del Papà non si misura nelle vendite, ma nei gesti. Perché dietro ogni regalo, piccolo o grande, c’è il desiderio di dire “grazie” a chi ci ha dato amore senza chiedere nulla in cambio.

L’amore che non si vende

E forse è proprio questa la vera differenza tra le due feste: non tanto il modo in cui il mercato le tratta, ma il modo in cui ognuno di noi sceglie di celebrarle. Perché, al di là delle strategie pubblicitarie e delle tendenze d’acquisto, più dei fiori o degli orologi, restano i ricordi: il cucchiaio affondato nella crema delle zeppole, le dita sporche di zucchero, il profumo di una torta che si raffredda sul davanzale. E in quei piccoli gesti, in quei sapori intrecciati alla memoria, si nasconde il regalo più grande: l’amore, quello vero, che non ha prezzo e non ha bisogno di un’occasione per essere celebrato.

Stellantis investe 38 milioni a Verrone

Verranno prodotti componenti per motori elettrici.
Imparato: stiamo concretamente dimostrando di potercela fare.

Stellantis ha appena confermato ufficialmente un investimento da 38 milioni di euro per il suo stabilimento di Verrone in Piemonte.

I lavori serviranno ad allestire 56 macchine utensili necessarie a produrre componenti per motori elettrici pensati per veicoli del gruppo basati sulla piattaforma STLA Small.

L’avvio della produzione nella fabbrica sita in provincia di Biella è previsto entro il 2027.

Come riporta MotoriOnline, Jean Philippe Imparato, Chief Operating Officer, Enlarged Europe ha dichiarato:

Siamo molto orgogliosi di questo investimento, che si allinea perfettamente con le altre iniziative in corso nei vari mercati europei del Gruppo, con l’obiettivo di proiettarci nel futuro. Questo investimento conferma ancora una volta le elevate competenze professionali e l’impegno delle persone che lavorano in tutti gli impianti italiani di Stellantis, senza fare distinzione tra la produzione di autovetture, veicoli commerciali, componenti, motori e cambi. Insieme possiamo farcela, e noi lo stiamo dimostrando concretamente.

Danno psichico e Medicina Legale: comprendere le conseguenze psichiche dei fatti ingiusti e valutarne peso in sede di giustizia risarcitoria

Il convegno “Qualcuno volò sul nido del danno psichico” avrà luogo il 14 e 15 marzo a Milano.

La Medicina Legale torna a occuparsi di danno psichico in ambito convegnistico con l’evento organizzato dall’Associazione Medico Legale Ambrosiana (AMLA) il 14 e 15 marzo all’Auditorium San Fedele (Via Ulrico Hoepli, 3b 20121, Milano). Il convegno, impreziosito da un programma che innesta la disciplina nell’ambito di citazioni cinematografiche e letterarie, s’intitola “Qualcuno volò sul nido del danno psichico” e punta innanzitutto a sottolinearequanto il tema siadi grande interesse per la diffusione del fenomeno da un punto di vista epidemiologico e per la difficoltà dell’interpretazione clinica che resta, comunque, imprescindibile per la valutazione del danno. L’evento, patrocinato dalla Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA), rappresentata dal segretario nazionale dott. Lucio Di Mauro, si avvale di un comitato scientifico di primo piano e avrà come relatori alcuni dei maggiori esperti della materia in Italia: dall’area propriamente clinica all’ambito medico-legale e psichiatrico forense.

Il cammino del danno psichico è stato vorticoso in questi anni – spiega il professore Riccardo Zoia, presidente AMLA e past president SIMLA, che chiuderà la due giorni di studi con una lectio magistralis sull’unicità dell’uomo -. Comprendere le conseguenze psichiche dei fatti ingiusti è divenuto un usuale motivo di studio medico legale per i fini di giustizia risarcitoria e non solo. Le alterazioni psichiche derivate dai danni al sistema nervoso, le reazioni psichiche patologiche a fronte di gravi stress, le ripercussioni psichiche per la morte di un congiunto o per le gravi lesioni riportate da un convivente, ma anche il disturbo mentale correlato al lavoro e le risposte patologiche della psiche in giovane età per le svariate forme di abuso sono temi diventati centrali nella medicina legale“.

La disciplina si trova pertanto a dover rispondere a una varietà di domande che saranno inevitabilmente al centro del dibattito scientifico che si svilupperà nel corso del convegno: “Quando la psiche – prosegue il professorerisponde in modo patologico ad un insulto illecito? Come studiare questi fenomeni, con quali mezzi e con quali criteri? Come tradurre queste conoscenze per le finalità della giustizia e della trattazione dei danni alle persone? Sono tutti argomenti di attualità assoluta dei quali si vorrà dibattere nel Convegno Nazionale organizzato a Milano da AMLA (Associazione Medico Legale Ambrosiana) il 14 e 15 marzo con l’intervento dei maggiori esperti in tutte le discipline coinvolte (medicina legale, psichiatria, psichiatria forense, psicologia clinica) per favorire un confronto attivo e proficuo che indirizzi a premesse e procedure condivise nel complesso compito che la medicina legale deve quotidianamente affrontare”.


Il convegno affronterà, il giorno 14, nella mattinata, il tema dei disturbi psichici post traumatici da un punto di vista eminentemente clinico-diagnostico. A moderare l’evento sarà la dott.ssa Raffaella Stucchi, specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni e segretario AMLA.

Nella valutazione del danno da illecito civile – dichiara – si è assistito negli ultimi 20 anni ad una crescente valorizzazione dei disturbi psichici post-traumatici. La maggior attenzione che società ed istituzioni rivolgono alla ‘salute mentale’ e l’allocazione di crescenti risorse in questa direzione fa sì che lo specialista in Medicina Legale si trovi sovente a dover formulare pareri tecnici in tema di danno psichico. I confini tra fisiologia e psicopatologia, tra predisposizione e preesistenze e tra i diversi disturbi psichici, rappresentano per il medico legale una sfida che non può prescindere da un costante aggiornamento tecnico. La sessione mattutina del Convegno organizzato da AMLA ripercorre dunque i fondamenti clinici delle più frequenti patologie psichiche post-traumatiche“.

Nel pomeriggio si passerà a discutere del versante valutativo medico-legale della patologia psichica. Nella fase finale della giornata, avrà luogo una tavola rotonda che vedrà i partecipanti confrontarsi sui casi clinici. Il giorno successivo, il 15 marzo, spazio al danno psichico in età pediatrica e adolescenziale, ai disturbi di conversione e simulazione, nonché alla patologia psichica correlata al lavoro. La mattinata si concluderà, infine, con una tavola rotonda su prognosi, stabilizzazione e permanenza della menomazione psichica e con una lezione magistrale del Presidente di AMLA Prof. Riccardo Zoja.