Musk si riconferma la persona più ricca del mondo

Il proprietario di Tesla ha più del triplo del patrimonio del secondo in classifica.
Trump scala 55 posizione grazie alle sue criptovalute.

Il patrimonio netto stimato di Elon Musk, pari a 839 miliardi di dollari, lo rende l’uomo più ricco mai registrato sulla Terra, a guidare un club di paperoni che ha visto le fortune complessive aumentare nell’ultimo anno al massimo storico di 20.100 miliardi.

Secondo la tradizionale classifica di Forbes sulle valutazioni al primo marzo 2026, il patron di Tesla e SpaceX è al vertice per il secondo anno di fila, dopo che il suo patrimonio è aumentato di circa 500 miliardi di dollari negli ultimi dodici mesi, trainato dalle crescenti valutazioni delle sue società.

Ma le fortune di Musk ammontano a più di tre volte quella dei nomi successivi nella lista di Forbes, che ha raggiunto il record di 3.428 individui ed è popolata in cima da altri colossi della tecnologia.

I cofondatori di GoogleLarry Page (257 miliardi) e Sergey Brin (237 miliardi) si sono classificati al secondo e terzo posto; mentre il fondatore di AmazonJeff Bezos, è quarto con 224 miliardi ed il numero uno di MetaMark Zuckerberg, è quinto, con 222 miliardi.

Donald Trump è salito al 645esimo posto dal 700esimo posto dell’anno scorso, come riporta Tgcom24: le sue criptovalute gli hanno permesso di scalare 55 posizioni in 12 mesi nella prestigiosa classifica dei paperoni.

Google: se esplode la bolla IA non si salva nessuno

Pichai: investimenti in intelligenza artificiale straordinari ma anche irrazionali; nessuna azienda sarebbe al sicuro, nemmeno noi di Google.

Se la “bolla” innescata dal boom dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA) esplodesse, nessuna azienda sarebbe al riparo.

E’ l’allarme lanciato da Sundar Pichai, amministratore delegato di Alphabet, filiazione del colosso americano Google, intervistato sulle prospettive di questo business tecnologico dalla Bbc.

Pichai sottolinea “il momento straordinario” dell’IA, a livello di investimenti e aspettative, ma anche qualche elemento di “irrazionalità” dietro un interesse così trascinante: senza sminuire i timori che tempo circolano nella Silicon Valley, come sui mercati mondiali, in relazione ai rischi di “una bolla” in grado potenzialmente di scoppiare.

Io penso che nessuna azienda ne sarebbe immune, inclusi noi” ha dichiarato, come riporta Ansa.

Truffe finanziarie via Whatsapp: Consob chiede rimozione app da Google e Apple

Le app CapFirst e CapOne promettevano rendimenti fino al 300%; in realtà erano attività fasulle ed i soldi impegnati sparivano.

La Consob ha ordinato la cessazione di alcune attività di intermediazione finanziaria abusiva legate a due applicazioni, CapFirst (Google Pay) e CapOne (Apple Store), attraverso cui venivano promessi rendimenti fino al 300% via WhatsApp.

Lo dice una nota Consob, ripresa poi da Reuters, nella quale ha chiesto a Google e Apple di rimuovere le due app dai rispettivi store online.

Nel dettaglio, l’autorità che vigila sulla Borsa ha bloccato le proposte abusive d’investimento promosse su Whatsapp da sedicenti esperti del settore finanziario operanti presumibilmente sotto nomi di copertura, che millantavano una presunta autorizzazione da parte della stessa Consob.

La truffa consisteva nel prospettare rendimenti “stratosferici“, anche a tre cifre, che i risparmiatori avrebbero potuto ottenere seguendo le istruzioni loro impartite su Whatsapp e operando sui mercati finanziari tramite due app disponibili su Google Pay e Apple Store, cioè CapFirst e CapOne, da scaricare sul proprio smartphone. Attraverso le app e dopo aver aperto un conto che in apparenza sarebbe servito ad effettuare le operazioni di trading, le vittime della truffa erano indotte a svolgere una finta attività di negoziazione e d’investimento su titoli azionari e indici di Borsa, che poi si rivelava fasulla, portando alla perdita totale delle somme impegnate, spiega il garante.

La Consob ha inoltre diffuso una nuova Avvertenza ai risparmiatori sui rischi connessi alle proposte di investimento che circolano su gruppi e chat Whatsapp.

La precedente Avvertenza, del novembre scorso, faceva riferimento alle truffe che, usando come esca nomi come Morgan Stanley o Blackrock, promuovevano via Whatsapp false opportunità di investimento.

L’Arabia Saudita investirà 600 miliardi di dollari negli Usa

Storico impegno degli arabi verso gli americani.
Ecco alcuni dettagli del piano di investimenti.

L’Arabia Saudita si è impegnata a investire 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti.

L’accordo rafforzerà la sicurezza energetica americana, l’industria della difesa e l’accesso alle infrastrutture globali. Più precisamente, come riporta Giubbe Rosse riprendendo un comunicato della Casa Bianca, ecco alcuni dei tanti accordi stipulati in Arabia Saudita:

– DataVolt investirà 20 miliardi di dollari in data center AI e infrastrutture energetiche negli Stati Uniti.

– Google, DataVolt, Oracle, Salesforce, AMD e Uber si impegnano a investire 80 miliardi di dollari in entrambi i paesi.

– Hill International, Jacobs, Parsons e AECOM costruiranno progetti infrastrutturali per un totale di 2 miliardi di dollari di esportazioni di servizi negli Stati Uniti.

– Shamekh IV Solutions, LLC investirà 5,8 miliardi di dollari, incluso un impianto di fluidi IV ad alta capacità nel Michigan.

Microsoft ritirerà Skype dal 5 maggio

Nata nel 2003, era stata acquistata da Microsoft nel 2011 per 8,5 miliardi di dollari.
Ora si punta tutto su Teams.

Nei primi anni 2000 è stata l’app capace di cucire ogni distanza: le prime video-chiamate, sfruttando internet, avevano tutte lo stesso suono.

Skype era un po’ l’innovazione del momento e viaggiava sui Pc quando ancora gli smartphone erano solo un bel progetto.

Oggi, ovvero circa vent’anni dopo, come riporta Il Sole 24 Ore, la piattaforma sarà dismessa.

Lo ha annunciato Microsoft, proprietaria di Skype; più precisamente, Jeff Teper, presidente di Microsoft 365 Collaborative Apps and Platforms, ha scritto in un post ufficiale quanto di seguito:

Ritireremo Skype il 5 maggio 2025 per concentrarci su Teams, il nostro moderno hub di comunicazione e collaborazione“.

Una mossa destinata a far rumore, perchè la notorietà di Skype è enorme, soprattutto fra i non giovanissimi.

Nata nel 2023, questa applicazione per la comunicazione audio e video era stata acquistata da Microsoft nel 2011 per 8,5 miliardi di dollari.

Chiaramente, l’arrivo degli smartphone ha poi cambiato il mercato ed il successivo sviluppo di piattaforme come Microsoft Teams, Google Meet e Zoom ha definitivamente decretato la fine dello storico Skype.