I negozi di vicinato alla prova del futuro

La Generazione Z, tra online e offline, può contribuire a una nuova rinascita.
Nel 2022, chiusi oltre 43mila esercizi commerciali. L’idea di due studenti di 22 anni.

Sono oltre 43mila i negozi di vicinato italiani che, nel 2022, hanno chiuso i battenti contro le 22mila nuove aperture. I dati di Confesercenti sono preoccupanti: il saldo tra chiusure e nuove aperture è in negativo da ormai tre anni e, se da un lato, le chiusure sono in linea con i dati pre-pandemia, le nuove aperture sono in drastico calo.

La fotografia di Confesercenti sullo stato di salute dei piccoli negozi “di quartiere” è drammatica, ma uno spiraglio di serenità giunge dalle preferenze degli italiani per i piccoli negozi rispetto sia alla grande distribuzione sia ai canali online. Lo attesta un’indagine condotta sempre da Confesercenti nel 2019, che illustra con chiarezza quanto gli acquisti sotto casa siano graditi maggiormente non solo dalla popolazione anziana del Paese (i cosiddetti Baby Boomers), ma anche dai giovani della Generazione Z, ossia i ragazzi e le ragazze nati tra il 1995 e il 2010, che hanno un’età tra i 13 e i 28 anni:

«I cosiddetti Zoomers si legge nella relazione di Confesercenti-, pur se più ‘online’ della generazione X e dei Baby Boomers superano la propensione media all’acquisto in rete per alimentari, prodotti per la pulizia della casa, cibo e bevande da asporto, cosmetica ed elettronica».

Riuscire, dunque, a coniugare il web con la fisicità e il contatto umano è la sfida che i piccoli negozi devono mettere sul piatto della bilancia per la propria sopravvivenza.

Un utile strumento per raggiungere questa finalità arriva dall’idea di due studenti universitari di 22 anni, Tommaso Ferrari e Federico Licatache stanno lanciato “Itemty” un’app (gratuita) focalizzata sull’orientare i negozi fisici attraverso un processo di transizione digitale, preservandone al contempo la natura, l’eredità e i valori.

«L’obiettivo –spiegano i fondatori– è di garantire comodità, ma anche promuovere un approccio di acquisto responsabile dal punto di vista ambientale, economico e sociale. La piattaforma si propone di diventare il punto di riferimento per coloro che cercano prodotti unici e locali, ridefinendo così il concetto di shopping tradizionale».

Nell’epoca della rapida evoluzione tecnologica, dunque, il futuro dei negozi fisici è posto sotto la lente d’ingrandimento. Tuttavia, emerge una prospettiva innovativa da parte di Itemty, una società che si prefigge di rivitalizzare l’esperienza di shopping tradizionale, connettendo le offerte locali direttamente ai consumatori attraverso strumenti digitali.

«La sfida chiave che Itemty si prefigge di affrontare è la mancanza di informazioni tempestive sulla disponibilità di prodotti sul territorio, spesso spingendo i consumatori verso l’e-commerce –continuano Tommaso e Federico-. In un’epoca in cui la velocità della tecnologia evidenzia la necessità di un approccio ibrido, Itemty si propone come soluzione che integra la tecnologia per arricchire l’esperienza di shopping fisico. L’obiettivo è quello di superare l’inefficacia dei risultati di ricerca online tradizionali, consentendo agli utenti di individuare e acquistare rapidamente prodotti specifici disponibili localmente, nelle vicinanze, sotto casa. La piattaforma offre una ricerca veloce e precisa, ottimizzando il tempo dell’utente e riducendo la frustrazione associata alla mancanza di informazioni».

Per sostenere le attività commerciali locali nella transizione digitale, Itemty offre gratuitamente il suo sistema di gestione POS, un software che semplifica la gestione quotidiana dei negozi, fornendo un sistema di inventario facile da usare, un tool predittivo di intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza dei rifornimenti, del magazzino, delle scorte fino alla gestione del personale.

Per i consumatori la piattaforma consente di trovare e acquistare facilmente prodotti di qualsiasi categoria, nella zona selezionata, filtrando le ricerche per disponibilità, prezzo, distanza e rilevanza.

«La nascita di Itemty è stata guidata dalla curiosità e dall’ambizione di colmare il divario tra il commercio locale e il mondo digitale -concludono i fondatori-. In pochi mesi, il team ha trasformato un’idea iniziale in una piattaforma strutturata, sostenibile e, soprattutto, funzionale. Itemty rappresenta una risorsa preziosa per il futuro dei negozi fisici».

Itemty è in fase di pre-lancio. Per maggiori informazioni e per iscrivere il proprio negozio alla piattaforma gratuita, visitare il sito www.itemty.com.

Berlino promette nuove armi a Kiev per 1,3 miliardi

Durante la visita a Kiev il ministro tedesco Pistorius promette anche 20.000 munizioni, droni ad alta tecnologia e decine di sistemi radar.

Durante la sua visita a Kiev, il ministro tedesco della Difesa Boris Pistorius ha promesso all’Ucraina nuovi armamenti dalla Germania, per un valore totale di oltre 1,3 miliardi di euro.

Lo riporta Bild, poi citato da Ansa, precisando che la Germania consegnerà una terza tranche di sistemi di difesa Iris-T Slm, portando il numero totale da otto a dodici tra la fine del 2024 e il 2025.

Nel pacchetto non sarebbero invece presenti i missili da crociera Taurus, chiesti più volte da Kiev.

Pistorius ha anche promesso all’Ucraina 20.000 nuovi proiettili di artiglieria da 155 millilitri, 60 droni di sorveglianza ad alta tecnologia e decine di sistemi radar.

Zelensky: Ue apra negoziati per adesione Ucraina

“Non farlo significherebbe darla vinta a Putin”.
Poi continua: “abbiamo rispettato le 7 raccomandazioni al 100%”.

Zelensky spinge per l’adesione dell’Ucraina all’Ue.

Più nel dettaglio, come riporta Ansa, le parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky al termine dell’incontro con Charles Michel e Maia Sandu sono state le seguenti:

Vorrei che l’apertura dei negoziati di adesione all’Ucraina si basasse su fatti concreti, non ci aspettiamo regali e capiamo che si tratta di un processo di merito. Ma abbiamo rispettato le 7 raccomandazioni al 100% e questa decisione sarebbe importante per mobilitare il popolo ucraino e mostrerebbe che difendiamo i nostri valori coi fatti e non solo con le parole: se non saremo uniti daremo una extra vittoria a Vladimir Putin“.

Siria: base Usa sotto attacco da milizie filo-Iran

Altro attacco alle basi Usa in Siria a distanza di poco tempo.
Prima attaccata anche la base in Iraq.

Combattenti filo-iraniani presenti in Siria hanno annunciato poco fa di aver preso di mira la base militare statunitense di Tell Baydar, nella Siria nord-orientale.

Stando a quanto riporta Ansa, lo si apprende da un comunicato diffuso sugli account social della Resistenza islamica in Iraq, sigla che raccoglie una serie di gruppi armati operativi in Siria e in Iraq e sostenuti da Teheran.

Non è la prima negli ultimi tempi che accade qualcosa simile, dati i recenti attacchi via drone alle basi Usa sempre in Siria (approfondimento al link) e quelli precedenti in Iraq (approfondimento al link).

Usa: Congresso approva piano per evitare shutdown ma ferma finanziamenti a Ucraina e Israele

Erano previsti oltre 61 miliardi per l’Ucraina.
Cambio di decisione: pesano crollo dei consensi di Biden e avversione americani a guerra in Ucraina.

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato la proposta del neo presidente della Camera Mike Johnson, eletto meno di un mese fa dopo che Kevin McCarthy è stato estromesso all’inizio di ottobre, per evitare lo shutdown del governo: i finanziamenti al governo verranno mantenuti fino all’inizio del prossimo anno, anche se verranno rimandati i miliardi di dollari di finanziamenti per Ucraina e Israele.

Un totale di 209 democratici hanno votato con 127 repubblicani per sostenere il piano, che necessita di una maggioranza di due terzi per essere approvato utilizzando un processo accelerato, come riporta First Online.

93 repubblicani hanno votato contro il piano del loro nuovo leader, insieme a 2 democratici.

La decisione cade nel giorno dell’incontro tra Xi Jingping e Joe Biden, primo tentativo di disgelo dopo un anno difficile, e che forse può aver influenzato la decisione presa.

La misura tampone passerà ora all’aula del Senato, dove i leader di entrambe le parti hanno indicato che la sosterranno.

I leader del Senato avranno bisogno della collaborazione di tutti i senatori per superare gli ostacoli procedurali e rispettare la scadenza di venerdì sera, quando scadono i finanziamenti federali, per evitare uno shutdown che potrebbe portare tra l’altro al licenziamento di milioni di lavoratori federali.

Poi dovrà essere firmata dal presidente Joe Biden, mentre Johnson avrà tempo fino al prossimo anno per negoziare la spesa annuale.

La Casa Bianca, che inizialmente aveva reagito duramente al disegno di legge, ha ammorbidito la sua posizione. Probabilmente hanno pesato i recenti sondaggi che vedono Biden a picco nei gradimenti e gli americani stufi di finanziare guerre non loro (approfondimento al link).

Il disegno di legge non comprende i miliardi di dollari di aiuti aggiuntivi per Israele e Ucraina richiesti in un primo tempo dalla Casa Bianca, che aveva richiesto più di 61 miliardi di dollari di ulteriore assistenza per l’Ucraina come parte di un pacchetto complessivo di quasi 106 miliardi di dollari che comprende finanziamenti per Israele, operazioni sul confine tra Stati Uniti e Messico e il rafforzamento degli alleati nella regione indo-europea (compreso Taiwan).