La Giordania chiede i Patriot agli Usa

L’obiettivo dichiarato è rafforzare la difesa dei confini tramite sistemi di difesa missilistici.

La Giordania ha chiesto agli Stati Uniti di schierare i sistemi di difesa aerea Patriot per rafforzare la difesa dei confini, nell’ambito delle crescenti tensioni regionali.

Più nel dettaglio, come riporta Ansa, il generale di brigata Mustafa Hiyari, portavoce dell’esercito della Giordania, ha dichiarato alla televisione di Stato giordana quantoi di seguito:

Abbiamo chiesto alla parte americana di aiutarci a rafforzare il nostro sistema di difesa con i sistemi missilistici di difesa aerea Patriot“.

No di Ungheria e Slovacchia a 50 miliardi di aiuti all’Ucraina

I due Paesi si oppongono alle politiche Ue.
La Slovacchia smette anche di inviare armi.

Ungheria e Slovacchia hanno detto “No“.

I due Paesi si sono opposti allo stanziamento di 50 miliardi di euro a favore dell’Ucraina previsto da parte dell’Ue per il periodo che va dal 2024 al 2027.

Come riporta Giubbe Rosse, il primo ministro slovacco Robert Fico si è rifiutato a causa dell’elevato grado di corruzione che serpeggia a Kiev, mentre Orban ha confermato che il sostegno dell’Ue non ha funzionato.

Inoltre, la Slovacchia ha anche annunciato che non invierà più armi a supporto di Kiev.

Erdogan a Putin: silenzio occidente su Gaza peggiora la crisi

Telefonata tra i due premier.
Turchia: continueremo a cercare di portare tranquillità nella regione.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha discusso con l’omologo russo Vladimir Putin del conflitto in Israele e Palestina e, stando a quanto riporta Ansa, durante la sua telefonata ha dichiarato quanto di seguito:

Il silenzio dei Paesi occidentali ha portato la crisi umanitaria a Gaza a livelli incontrollabili“.

Il premier turco ha poi aggiunto che la Turchia continuerà con i suoi sforzi per cercare di riportare tranquillità nella regione.

Attaccata base militare Usa in Iraq

Due razzi; lanciarazzi trovato a circa 50 km di distanza.
Il premier iracheno condanno l’attacco.

Una base militare aerea che ospita forze statunitensi e altre forze internazionali a ovest di Baghdad, in Iraq, è stata attaccata con due razzi.

Le forze di sicurezza irachene hanno riferito che il lanciarazzi è stato trovato a circa 50 km a sud-est della base.

Come riporta Tgcom24, il segretario di Stato Antony Blinken ha ringraziato il premier Mohammed Shiaa al-Sudan per aver condannato l’attacco, probabilmente lanciato dal gruppo fondamentalista della “Resistenza islamica”.

Sempre più gas dal Qatar: l’Italia finanzia il terrorismo?

Sanzioniamo la Russia ma facciamo accordi con chi finanzia Hamas.
Bombe amercane vendute sia ad Israele che Hamas?

Eni importerà gas naturale liquefatto dal Qatar attraverso il terminal di Piombino.

Nel dettaglio, il colosso petrolifero ha firmato un contratto a lungo termine con QatarEnergy Lng Nfe, la joint venture con QatarEnergy per lo sviluppo del progetto North Field East (Nfe) in Qatar, per la fornitura fino a 1,5 miliardi di metri cubi (bcm) l’anno di Gnl.

Come riportano diverse testate, il contratto contribuirà alla sicurezza degli approvvigionamenti in Italia tramite la diversificazione delle fonti di approvvigionamento.

I volumi disponibili saranno consegnati al terminale di rigassificazione “Fsru Italia” collocato a Piombino con le consegne previste a partire dal 2026 per una durata di 27 anni.

I volumi prodotti dal progetto Nfe, dunque, aumenteranno la produzione di gas naturale liquefatto del Qatar di 45 bcm oltre agli attuali 108 bcm.

Dal 2007 Eni importa in Europa dal Qatar 2,9 miliardi di metri cubi l’anno tramite un contratto a lungo termine; nella nota si evidenzia quanto di seguito:

La partecipazione al progetto Nfe e il contratto di fornitura di Gnl sono in linea con la strategia di transizione di Eni che mira ad aumentare progressivamente il ruolo del gas nella produzione upstream raggiungendo il 60% entro il 2030, e ad aumentare il contributo del Gnl equity, facendo leva sull’integrazione tra il settore Upstream e le attività di gas marketing”.

Durante il governo Draghi l’Algeria è diventata il primo fornitore di gas per L’Italia, causa le sanzioni alla Russia (approfondimento al link) con tutti i costi ed i rischi connessi; ora ci si sbilancia fortemente verso il Qatar, sede centrale dell’organizzazione terroristica di Hamas.

Ammesso e non concesso che Russia e Palestina siano aggressori, volendo seguire un filo logico, invece che sanzionare i medesi Paesi o chi supporta come fatto con la Russia, l’Italia stipula contratti che andranno a finanziare Paesi ufficialmente ritenuti a supporto del terrorismo islamico.

È, probabilmente, la tipica politica occidentale guidata dalla Nato, e quindi dagli Usa, in cui il business vince su tutto: la bomba caduta sull’ospedale di Gaza pochi giorni fa, infatti, è di produzione americana, il che significa che è stata lanciata da Israele o che gli Usa vendono armi ad Hamas (approfondimento al link).