Russia: Usa dovrebbero fermare i raid nello Yemen

Lavrov: “Più Usa e Gran Bretagna bombardano, meno gli Houthi desiderano dialogare”.

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha dichiarato che Usa e Gran Bretagna dovrebbero fermare i raid nello Yemen.

Più precisamente, come riporta Ansa citando la Tass, le parole del capo della diplomazia di Mosca nel corso della sua conferenza stampa annuale sono state le seguenti:

La cosa più importante adesso è fermare l’aggressione contro lo Yemen perché più americani e britannici bombardano e meno gli Houthi desiderano dialogare“.

Lavrov: Israele non può fare ciò che vuole causa Olocausto

Le parole del ministro degli Esteri in merito a quanto sta succedendo a Gaza.

Gli israelianinon possono pensare che a causa di quello che hanno subito nella Seconda guerra mondiale ora possono fare tutto quello che vogliono“.

Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in una conferenza stampa a Mosca parlando dei bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza.

Come riporta Ansa, Lavrov ha poi aggiunto quanto di seguito:

Anche il popolo russo ha sofferto enormemente durante il secondo conflitto mondiale”.

Houthi: “Yemen sarà cimiterò per forze Usa”

Le dichiarazioni dopo l’attaccano americano e delle forze alleate.
Al-Qahoum: “Usa Lasceranno la regione umiliati”.

Uno dei leader degli Houthi Ali al-Qahoum afferma, in un’intervista all’agenzia iraniana Irna, ripresa dal Times of Israel e dall’Ansa, che lo Yemen si trasformerà in un “cimitero” per le forze statunitensi.

Più precisamente, dopo l’attacco sferrato da Usa ed alleati (approfondimento al link) al-Qahoum ha dichiarato quanto di seguito:

Diciamo agli americani che le vostre azioni contro lo Yemen saranno sconfitte e che vi affronteremo con tutta la nostra forza. Dopo questa aggressione, lo Yemen si trasformerà nel cimitero degli americani e questi lasceranno la regione umiliati“.

Usa e alleati attaccano in Yemen

Nel mirino le postazioni Houthi.
Coinvolti anche Gran Bretagna, Olanda, Australia, Canada e Bahrein.

Gli Usa e la Gran Bretagna hanno lanciato attacchi contro postazioni Houthi in Yemen dopo che i miliziani hanno sfidato il monito a non proseguire i loro raid nel Mar Rosso.

Coinvolti anche altri Paesi alleati degli Usa, tra cui Paesi Bassi, Australia, Canada e Bahrein, che dovrebbero fornire logistica, intelligence ed altro supporto stando a quanto riportato da Ansa.

Gli attacchi, ha riferito un dirigente Usa alla Cnn, sono stati condotti in particolare con aerei da combattimento e missili Tomahawk.

Oltre una dozzina di obiettivi Houthi sono stati colpiti da missili lanciati da cielo, terra e mare (con il sottomarino Uss Florida) e sono stati scelti per indebolire la capacità degli Houthi di attaccare le navi nel Mar Rosso.

Tra questi sistemi radar, depositi e siti di lancio di droni, missili balistici e missili da crociera.

Joe Biden ha dichiarato che questa è la “risposta diretta agli attacchi Houthi” e non esiterà “a prendere ulteriori misure per proteggere il nostro popolo e il libero flusso del commercio internazionale, se necessario“.

“Israele commette genocidio”: al via l’udienza all’Aja

A dirlo è il Sudafrica.
Il Qatar avanza la sua proposta.

La guerra in Medioriente giunge al giorno 97 ed il Consiglio di Sicurezza dell’Onu approva una bozza di risoluzione che condanna gli attacchi da parte dei ribelli Houthi dello Yemen contro navi mercantili nel Mar Rosso.

Il premier Netanyahu, nel frattempo, sostiene che Israelenon intende occupare Gaza in modo permanente, né sfollare la sua popolazione civile“.

Intanto, oggi all’Aja ci sarà l’udienza per l’accusa ad Israele di commettere genocidio, stando a quanto riporta Tgcom24.

Il Qatar, da parte sua, ha elaborato una nuova proposta per la liberazione degli ostaggi israeliani a Gaza che includerebbe l’esilio da Gaza per alcuni dirigenti di Hamas.