Gibilterra rafforza i controlli in vista dell’eliminazione della barriera con la Spagna

Dopo 4 anni di negoziati verranno tolti i controlli alla frontiera con la Spagna sulla base di Schengen.
Ecco come ha risposto Gibilterra aggiungendo controlli.

A meno di due settimane dall’entrata in vigore provvisoria dell’accordo tra Unione europea e Regno Unito su Gibilterra, prevista per il 15 luglio, il governo del Territorio britannico ha presentato il nuovo dispositivo di sicurezza che accompagnerà la rimozione della storica recinzione di confine – la cosiddetta Verja – con la Spagna, destinata a scomparire nell’ambito dell’intesa post-Brexit.

L’accordo, raggiunto dopo quasi 4 anni di negoziati, prevede l’eliminazione dei controlli alla frontiera terrestre tra la Rocca e La Linea de la Concepcion, trasferiti al porto e all’aeroporto di Gibilterra, secondo le regole dell’area Schengen.

Per Madrid, come riporta Ansa, si tratta della caduta “dell’ultimo muro dell’Europa continentale“. Tuttavia, secondo quanto ha spiegato l’esecutivo della Rocca, guidato dal ministro principale Fabian Picardo, la vecchia recinzione in rete metallica e filo spinato è già stata sostituita, pochi metri più all’interno, da una nuova barriera di alta sicurezza “antiscalata, dello stesso tipo impiegato per proteggere le installazioni militari britanniche.

La recinzione, si legge in una nota, si estende dal mare fino all’aeroporto e protegge le infrastrutture strategiche, fra cui la pista, i depositi di carburante, il tunnel e le strutture doganali.

L’unico tratto che resterà senza recinzione sarà quello di circa 150 metri già utilizzato dai pedoni per attraversare il confine. In quell’area saranno concentrati i nuovi controlli, con una presenza permanente di polizia, dogana e guardia costiera, supportati da telecamere a circuito chiuso, sistemi di riconoscimento facciale collegati alle banche dati dell’Interpol, lettori automatici di targhe e pattuglie con fuoristrada.

La sicurezza di Gibilterra alla frontiera viene rafforzata, non indebolita“, ha assicurato il primo ministro Fabian Picardo.

Morto Delors, padre dell’Euro

Unico ad aver fatto 3 mandati consecutivi da presidente della Commissione.
Con lui mercato unico, Schengen e Maastricht.

Jacques Delors, ex presidente della Commissione europea, padre dell’euro e figura della sinistra francese, è morto all’età di 98 anni.

Lo ha annunciato la figlia Martine Aubry, con la notizia poi ripresa dall’AGI. Il sindaco di Lille ha aggiunto quanto di seguito:

È morto questa mattina nella sua casa di Parigi, nel sonno“.

Favorito nei sondaggi, Jacques Delors deluse le speranze della sinistra rifiutando di candidarsi alle elezioni presidenziali del 1995, con una rinuncia in televisione davanti a 13 milioni di spettatori.

Fu il presidente della Commissione europea per tre mandati consecutivi, caso finora unico: sotto la sua guida venne istituito il mercato unico, venne riformata la politica agricola comune e furono firmati l’Atto unico europeo, gli accordi di Schengen e soprattutto il Trattato di Maastricht, che istituì l’Unione europea e la moneta unica europea, ovvero l’euro.

La Presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen ha scritto:

Siamo tutti gli eredi dell’opera fondamentale di Jacques Delors: un’Unione europea vivace e prospera. Jacques Delors ha forgiato la sua visione di un’Europa unita e il suo impegno per la pace durante le ore buie della Seconda Guerra Mondiale. Dotato di notevole intelligenza e di ineguagliabile umanità, è stato un instancabile sostenitore della cooperazione tra le nazioni europee e poi dello sviluppo dell’identità europea“.

Slovenia: reintrodotti i controlli al confini con Croazia e Ungheria

La decisione dopo la misura analoga dell’Italia verso il confine sloveno.
Misure valide per 10 giorni rinnovabili fino a 6 mesi.

Il governo sloveno ha deciso oggi di reintrodurre controlli ai confini con la Croazia e l’Ungheria per almeno dieci giorni, rinnovabili fino a sei mesi.

Le misure saranno applicate da sabato, informa l’agenzia di stampa slovena Sta, ripresa da Ansa.

La decisione arriva dopo che l’Italia ha annunciato ieri speculari misure alle frontiere con la Slovenia, a causa della mutata situazione in Europa e nel Medio Oriente.

Ue: controlli alle frontiere in area Schengen

La Commissione: “Misura eccezionale e di ultima istanza”.
Hipper: “Gli Stati dimostrino proporzionalità”.

Controlli alle frontiere Schengen.

Questa è la misura che l’Ue sta pensando di adottare, benchè sia una misura eccezionale, limitata nel tempo e di ultima istanza in caso di minacce serie.

A dirlo, come riporta RaiNews, è Anitta Hipper, portavoce della Commissione Ue, rispondendo nel corso del briefing con la stampa ad una domanda sulla volontà di Berlino di aumentare i controlli alle frontiere con la Polonia dopo lo scandalo sui visti truccati:

Siamo stati molto chiari, la reintroduzione dei controlli dei confini all’interno di Schengen deve essere una misura eccezionale, limitata nel tempo e di ultima istanza in caso di serie minacce. Gli Stati devono dimostrare che ci sia proporzionalità, è una situazione complessa che stiamo affrontando”.

Ue, confini interni riaperti entro giugno

Situazione sanitaria verso la normalità: confini interni in via di riapertura entro la fine del mese.

Pare che l’emergenza da coronavirus stia andando verso l’archiviazione, con la situazione sanitaria che tende alla normalità.

Per questo motivo, la commissaria europea agli Affari interni Ylva Johansson, dopo averne discusso con i ministri dei Paesi membri, ha dichiarato che gli spostamenti all’interno dell’area Schengen torneranno in pieno funzionamento entro la fine di giugno.

La Commissione, durante il Midday Briefing, ha poi ricordato quanto di seguito:

“Una volta revocate le restrizioni nei confronti di specifiche regioni, lo stesso trattamento deve essere riservato nei confronti di Paesi o aeree con la stessa situazione epidemiologica, in modo coordinato e non discriminatorio.”

Questa era la risposta al pacchetto presentato in data 13 maggio inerente alle misure ai confini interni dell’Unione Europea, in merito alla lettera indirizzata al ramo esecutivo dell’Ue dal premier italiano Giuseppe Conte e dal primo ministro spagnolo.

I due, infatti, chiedevano una riapertura delle frontiere interne coordinata, basata su criteri epidemiologici comuni, chiari e trasparenti.