Israele attacca l’Iran. Usa: non siamo coinvolti

Il Qatar condanna l’attacco ma dalle sue basi partono gli aerei spia americani e britannici.
Israele: è autodifesa. Iran: regime israeliano pagherà per i suoi crimini.

L’attacco israeliano ai danni dell’Iran avvenuto nella notte ha scatenato diverse reazioni.

La prima, quella dell’Iran con il Ministero della Difesa che dichiara quanto di seguito:

Le forze armate sono pronte a infliggere punizioni dure e misurate al regime israeliano, e questo regime pagherà per i suoi crimini“.

Israele lo ritiene un atto di autodifesa, come comunicato agli Usa e poi riportato nelle dichiarazioni del Segretario di Stato Marco Rubio:

Stanotte Israele ha intrapreso un’azione unilaterale contro l’Iran. Non siamo coinvolti in attacchi contro l’Iran e la nostra massima priorità è proteggere le forze americane nella regione. Israele ci ha comunicato di ritenere che questa azione fosse necessaria per la sua autodifesa. Il Presidente Trump e l’Amministrazione hanno adottato tutte le misure necessarie per proteggere le nostre forze e rimanere in stretto contatto con i nostri partner regionali. Voglio essere chiaro: l’Iran non dovrebbe prendere di mira interessi o personale statunitense.

Infine, sull’attacco, è intervenuto anche il Qatar, che ha condannato l’operazione militare israeliana definendola “una palese violazione della sovranità e della sicurezza iraniane“. Qui, però, si segnala che gli aerei spia statunitensi e britannici schierati per raccogliere informazioni sull’Iran per conto di Israele partono dalla base militare di Al-Udeid in Qatar.

“Racconti pandemoniaci”: il nuovo libro di Alfio Krancic

L’autore ci porta in un viaggio tra libro, storia e attualità.
Poi chiude l’intervista lasciando un messaggio.

Alfio Krancic, il maestro della satira su vignetta, ha pubblicato il suo nuovo libro: “Racconti pandemoniaci” (edito da La Vela).

Abbiamo raggiunto l’autore parlando con lui sia del libro che di attualità, passando per cenni storici; e lui, come sempre, si è fatto trovare pronto ad offrire degli spunti interessanti e, perfettamente in linea col suo stile, satirici.

Cosa spinge un maestro della matita (vignette) come lei, a passare, di tanto in tanto, alla penna (libri)?

Von Clausevitz diceva che la guerra era la continuazione della politica con altri mezzi. Questa legge vale anche per la satira: dove non arriva la matita arriva la penna“.

Ha passato decenni di onorata carriera tra giornali e TV nazionali per poi essere “liquidato” come uno stagista qualsiasi. Secondo lei, perché? E come l’ha presa?

Sono stato “liquidato” perchè non ero più in sintonia con la linea politico-editoriale della cosiddetta destra liberal-conservatrice. Ero filo-novax, filo-russo, filo-palestinese. Figuriamoci se potevo esistere e resistere in un ambiente ipocrita come quello melonian-forzista-leghista. Sono diventato quindi un paria che aveva oltrepassato i confini. Insomma una mina vagante“.

Lei è un guru della satira. Se dico che oggi le persone fanno esattamente quello che dicono di voler evitare, è d’accordo? Percepisce questo cortocircuito nel pensiero generale attuale?

Sicuramente. Oggi assistiamo ad un impazzimento generalizzato e indotto“.

Credo che i tempi che stiamo vivendo siano particolarmente difficili da sopportare per chi ha avuto esperienze di vita come le sue. C’è un messaggio che vuole passare o un consiglio che vuole dare?

Parafrasando un celebre motto direi che è: “meglio vivere un giorno da liberi che cento da servitori“.

Per chi fosse interessato, dov’è possibile trovare il suo libro?

Per acquistare il mio libro è sufficiente cliccare su Google il titolo e l’autore e appariranno decine di piattaforme online dove comprarlo.
Un saluto a tutti!
Alfio Krancic

Polonia, Nawrocki: vicini all’Ungheria, no all’Ucraina nella UE

Il nuovo presidente polacco detta la linea di politica estera.
E aggiunge: l’Ucraina dovrebbe curare meglio le relazioni con chi l’aiuta invece di pretendere e basta.

Karol Nawrocki, nel suo primo colloquio dopo la vittoria presidenziale con il settimanale ungherese Mandiner, ha sottolineato l’importanza dell’Ungheria come alleato fondamentale della Polonia e la necessità di rafforzare il Gruppo di Visegrád (V4) e il fianco orientale della NATO.

Ha affermato che una cooperazione più stretta nell’ambito del V4, così come dei Nove di Bucarest, è strategicamente cruciale per la sicurezza della regione.

Facendo riferimento alla comune lotta contro il regime comunista, ha evidenziato come queste esperienze storiche abbiano avvicinato polacchi e ungheresi, aggiungendo di avere molti amici in Ungheria.

Ha ribadito, come riporta Polonia Oggi, che “l’Ungheria è per la Polonia un alleato molto importante” ed ha poi confermato che la Polonia continuerà a sostenere l’Ucraina, sia sul piano strategico che su quello militare, pur opponendosi a un’immediata adesione di Kiev all’Unione Europea.

Ancora, ha osservato che l’Ucraina dovrebbe anzitutto concentrare i propri sforzi sul miglioramento delle relazioni con i Paesi vicini, in particolare sotto il profilo economico e storico, citando il genocidio di Volinia.

Ha indicato la Russia e la sua politica aggressiva come la più grande minaccia orientale. Riguardo alla campagna elettorale, ha ammesso di essere stato oggetto di attacchi da parte dell’opposizione e di partiti europei come il Partito Popolare Europeo, ma ha attribuito la sua vittoria ai voti “dei cittadini comuni”.

Infine, ha sottolineato che il governo di Viktor Orbán ha riconosciuto in lui un contrappeso al corso “pro-bellico” della Polonia.

Questa intervista rappresenta una dichiarazione chiave delle sue intenzioni in materia di politica estera e sicurezza, nonché un segnale deciso per i partner della regione.

Russia: 883 miliardi da export combustibili fossili, di cui 209 da Paesi Ue

Le importazioni di gas russo nel 2024 sono aumentate del 18%.
Ember: alleati occidentali hanno pagato per idrocarburi russi più di quanto abbiano dato a Kiev in aiuti.

Mosca ha incassato 883 miliardi di euro dall’export di combustibili fossili; di questi 883 miliardi di euro, 209 (ovvero circa il 24%) arrivano da Stati dell’Ue.

La Bbc riporta quanto di seguito:

I dati analizzati dal Centro ricerca energia e aria pulita mostrano che gli alleati occidentali dell’Ucraina hanno pagato per gli idrocarburi alla Russia più di quanto abbiano dato a Kiev in aiuti”.

Secondo un’analisi del think tank energetico Ember, come riporta Il Fatto Quotidiano, le importazioni di gas russo in Ue sono aumentate del 18% nel 2024: “L’aumento è stato trainato dall’aumento delle importazioni in Italia, Repubblica Ceca e Francia”.

Palestina: gli Usa mettono il veto sul cessate il fuoco

L’Onu chiedeva un cessate il fuoco immediato, la restituzione degli ostaggi e l’accesso umanitario illimitato a Gaza.
Favorevoli 14 membri su 15.

Gli Stati Uniti hanno posto il veto alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che chiedeva un cessate il fuoco immediato a Gaza.

14 membri su 15 hanno votato a favore, come riporta Giubbe Rosse.

Tra le altre cose, la risoluzione chiedeva il rilascio degli ostaggi e l’accesso umanitario illimitato a Gaza.