De Meo lascia il gruppo Renault dopo eccellenti risultati

Le dimissioni avranno effetto dal 15 luglio.
Secondo Le Figaro diventerà direttore generale del gruppo del lusso Kering.

Il “patron” di Renault dal 2020, Luca de Meo, ha lasciato la casa automobilistica francese per diventare direttore generale del gruppo del lusso Kering, il cui Pdg, François-Henri Pinault, ha deciso di sdoppiare le funzioni di vertice.

Secondo Le Figaro De Meo, 58 anni, ha annunciato la sua uscita dal gruppo automobilistico durante il cda di oggi. Da parte di Kering, nessun commento per ora.

Il cda, riunito dal presidente Jean-Dominique Senard, gli ha espresso la propria gratitudine per il rilancio e la trasformazione del Gruppo e ha concordato che le sue dimissioni avranno effetto dal 15 luglio 2025.

Il cda – si legge in una nota del Gruppo Renault – ha avviato il processo di nomina di un nuovo amministratore delegato sulla base del piano di successione già definito e ha espresso fiducia nella qualità e nell’esperienza del team dirigenziale per proseguire e accelerare la strategia di trasformazione del Gruppo Renault in questa nuova fase“.

Come riporta Ansa, il presidente del gruppo Renault Jean-Dominique Senard ha commentato come di seguito:

Per cinque anni, Luca de Meo ha lavorato per riportare il Gruppo Renault al suo posto di diritto. Sotto la sua guida la nostra azienda è tornata su solide fondamenta, vanta una gamma di prodotti impressionante e ha ripreso a crescere. Oltre a essere un capitano d’industria eccezionale, Luca de Meo è anche una persona creativa, impegnata, appassionata e fonte di ispirazione. Oggi, l’intera azienda si unisce a me nel ringraziarlo per tutti questi anni e per tutte le sfide collettive affrontate con successo. A livello personale ricorderò sempre la qualità delle nostre relazioni durante questo viaggio indimenticabile. Questo mi offre anche l’opportunità di ringraziare calorosamente i dipendenti del Gruppo che hanno lavorato al nostro fianco per la ripresa di questa azienda emblematica di cui siamo tutti così orgogliosi“. 

De Meo, da parte sua, ha dichiarato:

Arriva un momento nella vita – ha detto De Meo – in cui si sa che il lavoro è fatto. Nel Gruppo Renault, abbiamo affrontato sfide immense in meno di cinque anni! Abbiamo raggiunto ciò che molti ritenevano impossibile. Oggi, i risultati parlano da soli: sono i migliori della nostra storia. Abbiamo un team forte e un’organizzazione agile. Abbiamo anche un piano strategico pronto per la prossima generazione di prodotti. Per questo ho deciso che è giunto il momento di passare il testimone. Lascio un’azienda trasformata, pronta per il futuro, per mettere a frutto la mia esperienza in altri settori e intraprendere nuove avventure.
Guidare il Gruppo Renault è stato un privilegio. È stata un’avventura umana e industriale che capita solo una volta nella vita. Per questo, sarò sempre grato alle donne e agli uomini di questa azienda – i Renaulutionnaires – per la loro passione, il loro impegno e la loro convinzione. Sono loro i veri motori. Inoltre vorrei ringraziare Jean-Dominique Senard per avermi scelto diversi anni fa, per il suo sostegno e la sua fiducia, così come il cda per aver creduto nei nostri progetti. E il meglio deve ancora venire…“.

Mozione di sfiducia per Ursula von der Leyen

Le accuse vanno dallo scandalo dei vaccini Covid (Pfizergate) alla decisione di emettere debito per il riarmo senza consultare il Parlamento.
La mozione evidenzia “eccesso istituzionale e disprezzo democratico”.

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, dovrà affrontare una mozione di sfiducia presentata da eurodeputati di estrema destra, guidati dal rumeno Gheorghe Piperea, a causa dello scandalo “Pfizergate.

La mozione, che chiede le dimissioni dell’intera Commissione, si basa su una sentenza di un tribunale UE che ha criticato la von der Leyen per la gestione non trasparente di messaggi con il CEO di Pfizer durante le trattative per i vaccini Covid-19 nel 2021 (approfondimento al link).

Sebbene la mozione abbia raccolto le 72 firme necessarie, è improbabile che ottenga i due terzi dei voti richiesti per cacciare la von der Leyen, che gode ancora di un ampio sostegno, con 401 voti ottenuti per la sua elezione un anno fa.

Piperea, come riporta il Financial Times, sostiene che l’iniziativa promuove trasparenza e democrazia, pur ammettendo le scarse possibilità di successo.

La mozione critica anche il trattamento del Parlamento da parte di von der Leyen, accusata di aggirare l’istituzione eletta e di essere troppo accomodante con i governi UE.

Altri gruppi, come socialisti, liberali e verdi, esprimono preoccupazioni simili, in particolare per il ritiro improvviso di una legge contro il greenwashing, mossa che ha alimentato sentimenti anti-ambientalisti; anche la decisione della Commissione di emettere più debito per il riarmo senza consultare il Parlamento ha suscitato critiche.

La mozione evidenzia un modello di “eccesso istituzionale” e “disprezzo democratico“, minando la fiducia nell’UE.

IA, D’Angelo: giusto darsi regole, ore sostenere sempre più le aziende

Il presidente ANSI: l’approvazione alla Camera dà sostanza alla priorità di predisporre strumenti ad hoc per il settore; costruita la cornice è necessario supportare le aziende che investono in IA.

In vista del via libero definitivo, l’approvazione alla Camera dei deputati del disegno di legge sull’Intelligenza Artificiale dà sostanza alla priorità di predisporre strumenti normativi ad hoc per il settore. Costruita questa cornice, è essenziale ora sostenere sempre più le aziende che investono sull’IA, anche nella logistica”. Così Andrea D’Angelo, presidente dell’associazione datoriale ANSI – Logistica integrata.

Nel rapporto della Commissione europea sullo stato del decennio digitale 2025 – continua D’Angelo – si legge che da qui al 2030 soltanto il 60% delle imprese italiane si sarà dotato di sistemi avanzati di Intelligenza Artificiale, con una media europea che invece si attesta sul 75%. Un dato che si può mettere in relazione anche a quanto previsto dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e da TeamSystem sul potenziale di cui si sta parlando: con l’IA, sempre con l’orizzonte del 2030, il 60% delle imprese italiane che contano più di dieci addetti genererà ricavi aggiuntivi di circa 1.300 miliardi di euro, raddoppiando quindi la crescita di fatturato media degli ultimi cinque anni”.

La strada dunque è tracciata e, oggi più che mai, emerge l’esigenza di supportare le imprese che stanno puntando su questi sistemi, all’insegna dell’innovazione, della competitività e della modernizzazione. Nel nostro campo, come Ansi continuiamo a sostenere poi l’importanza di adottare strumenti verticali creati su misura per la logistica, nutriti esclusivamente con i dati provenienti da tutto il comparto e in grado di fornire soluzioni all’intera filiera”, conclude.

La medicina legale nella PA tra tutele e riforma della disabilità

Da giovedì a Paestum il VI Congresso nazionale ANMeLePA.

Il 26 e 27 giugno prossimi, con l’intervento previsto del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, si svolgerà a Paestum (SA) presso il Centro Congressi Ariston (Via Laura 13) il VI Congresso Nazionale dell’Associazione Nazionale di Medicina Legale della Pubblica Amministrazione (ANMeLePA). L’evento, presieduto dal Maggiore Generale Luigi Lista, presidente dell’ANMeLePA, beneficia del patrocinio della Società Italiana di Medicina Legale (SIMLA) ed è realizzato in collaborazione con l’Unione Nazionale Mutilati per Servizio (UNMS), presidente uff. Antonino Mondello, e l’Associazione Feriti e Vittime della Criminalità e del Dovere (FERVICREDO), presidente Cav. Mirko Schio.

Professionisti e accademici di medicina legale, giuristi, esponenti delle forze dell’ordine, si confronteranno, assieme a esperti del Ministero per le Disabilità, dell’INPS e dell’INAIL, sulle questioni che coinvolgono la medicina legale nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, prestando uno sguardo attento alle novità normative in tema di Disabilità previste dalla recente riforma della disabilità (Dlgs 62/2024), oggi in fase di sperimentazione. L’importante appuntamento vedrà la partecipazione, tra gli altri, anche dei professori Carlo Campobasso, componente del consiglio direttivo della Società Italiana di Medicina Legale (SIMLA), e di Massimo Niola.

Cinque le sessioni di studio previste in due giornate – spiegano gli organizzatoricon diversi focus che riguarderanno le implicazioni medico-legali delle tutele per i dipendenti pubblici con l’opportunità di confrontarsi sugli aggiornamenti in tema di dipendenza da causa di servizio, equo indennizzo e pensione privilegiata. Un’attenzione particolare sarà dedicata alla recente riforma della disabilità che ridefinisce l’accertamento della condizione di disabilità attraverso una valutazione di base unificata ed affidata al’INPS”.

Grande attenzione sarà dedicata proprio alla nuova normativa sulla disabilità che introduce un approccio valutativo personalizzato, orientato ad un progetto di vita individuale e partecipato, capace di integrare aspetti bio-psico-sociali e garantire accomodamenti ragionevoli.

Si tratta di un iter – aggiungono gli organizzatoriche ci conduce a condividere riflessioni sulle possibili ripercussioni che potrebbero in futuro investire anche il sistema valutativo nella PA. In questo contesto, la medicina legale assume un ruolo cruciale nell’interazione tra sistema assistenziale e previdenziale, tra area sociale e sanitaria, promuovendo una valutazione sinergica e multidimensionale che risponda alle esigenze concrete della popolazione“.

In generale, il dibattito costituirà un’opportunità per riflettere sull’armonizzazione della materia alla luce delle evidenze scientifiche, giuridiche e giurisprudenziali più recenti.

La Russia al Consiglio di Sicurezza dell’Onu

L’Iran ha accettato il maggior numero di ispezioni dell’AIEA.
Israele non è membro del TNP, quindi non è soggetto ad ispezioni dell’AIEA ma non gli è mai stato chiesto di aderirvi: situazione fraudolenta.

Questa, in sintesi per punti, la posizione della Russia al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, come riportato da Giubbe Rosse:

  • Israele non è ancora membro del TNP e pertanto non vengono effettuate ispezioni complete da parte dell’AIEA in Israele.
  • L’Iran è l’unico paese che ha accettato il maggior numero di ispezioni, ma invece di ringraziarlo, lo bombardiamo e i suoi civili vengono presi di mira.
  • Purtroppo il direttore generale dell’AIEA non ha mai chiesto che Israele aderisca al TNP; questa situazione è fraudolenta.