Istituito un nuovo ordine professionale

Da oggi anche pedagogisti ed educatori socio-pedagogici avranno il proprio albo.

Dal prossimo 8 maggio i pedagogisti e gli educatori professionali socio-pedagogici avranno il proprio ordine professionale. A sancirlo è la legge n. 55/2024 che delinea anche i compiti, le competenze e i requisiti per l’esercizio della professione. «Si tratta di un riconoscimento ufficiale delle professioni pedagogiche e educative atteso da tempo e che finalmente allinea l’Italia agli standard europei – commenta Giovanni Costantino.

L’istituzione dell’ordine professionale per i pedagogisti e gli educatori socio-pedagogici – prosegue  darà maggiore dignità a figure professionali che svolgono da anni un ruolo chiave nei presidi e nei servizi socioassistenziali e sociosanitari, senza sovrapporsi alla diversa funzione dell’educatore sociosanitario appartenente alla differente area delle professioni sanitarie della riabilitazione».

La recente legge, pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale, prevede che questo nuovo ordine sia articolato su base regionale e che il compito di provvedere alla formazione concreta degli albi sia affidato ad un commissario, nominato dal presidente del Tribunale dei capoluoghi delle regioni e delle province autonome entro il prossimo 8 giugno, individuato tra i magistrati in servizio.

In fase di prima attuazione, l’iscrizione ai nuovi albi è consentita, a partire dalla data di nomina del commissario, a tutti coloro che siano attualmente in possesso dei requisiti per l’esercizio delle relative professioni.

Bali: la nuova Dubai per gli investitori italiani

Un mercato turistico da 73 milioni di euro in crescita del 10% annuo.
A parità d’investimento, la rendita dell’isola indonesiana è tre volte superiore.

Con oltre un milione di notti e una spesa di 73 milioni di euro, l’Indonesia sta diventando sempre più appetibile per il mercato turistico italiano. I dati dello studio Bankitalia/Enit si riferiscono allo scorso anno e, per il 2024, è previsto un ulteriore aumento del 10%. Tra le mete preferite dai turisti italiani c’è Bali, l’Isola degli Dei, che sta attirando sempre più investitori del nostro Paese proprio in virtù sia della richiesta turistica sia delle rendite immobiliari in costante crescita.

Secondo i dati di AirDNA, la piattaforma di analisi dei dati del mercato immobiliare fondata da Airbnb, Booking e Vrbo, le performance immobiliari dell’isola indonesiana sono cresciute del 13% rispetto allo scorso anno garantendo una rendita media annua di quasi 40mila dollari e un tasso di performance del 99%.

Dubai, per contro, che è nell’immaginario collettivo la meta d’investimento immobiliare più appetibile per gli investitori italiani, lo scorso anno ha avuto una flessione nel mercato turistico del 7% assestando la rendita media a poco più di 30mila dollari e un tasso di performance dell’86%.

«A parità d’investimento, Bali garantisce una rendita tre volte superiore a quella di Dubai» spiega Michele Porinelli, titolare di Bali Holidays Properties che, dal 2021 si è traferito sull’Isola degli Dei e ha qui trasferito la sua decennale esperienza nel settore immobiliare: «Con un investimento di 150mila dollari a Dubai si può acquistare uno studio di 50 metri quadrati e ottenere una rendita annua di circa 20mila dollari. A Bali, con la stessa cifra, si può acquistare una villa e ottenere una rendita annua di 70mila dollari» precisa ancora Michele.

Che l’Indonesia si stia rapidamente affermando come una destinazione d’investimento immobiliare sempre più attraente per gli investitori italiani lo dimostra la partecipazione del nostro Paese (unico dell’intera Unione Europea) alla fiera BBTF (Bali & Beyond Travel Fair), la principale fiera del turismo in Indonesia, che si è svolta a Bali nel giugno 2023.

«Bali sta godendo di una crescente popolarità tra i turisti internazionali, con milioni di visitatori che affollano l’isola ogni anno per godersi le sue spiagge mozzafiato, la cultura ricca, la cucina deliziosa e una vita notturna che non invidia nessun’altra località rinomata –commenta il titolare di Bali Holidays Properties-. Questo continuo flusso di turisti crea una domanda costante di alloggi, garantendo agli investitori una solida base di locatari e un reddito stabile, oltre che potenzialità di investimento molto più favorevoli che in altre località».

Medvedev: l’Occidente ha deciso di eliminare Zelensky

Lo definisce “Il clown della droga” e ritiene che il premier ucraino dovrebbe essere seriamente allarmato.

Medvedev, accompagnando il suo messaggio con un fotomontaggio che ritrae Zelensky mentre sniffa cocaina al centro di un mirino di un’arma da fuoco, scrive così su Telegram:

Un attentato alla vita del principale membro dei Bandera in Polonia? Ma questo è davvero grave. Il clown della droga (il presidente Ucraino Volodymyr Zelensky, ndr) ha motivo di essere seriamente allarmato. È probabile che questa sia la prima prova che l’Occidente ha deciso di eliminarlo. Abbi paura, pagliaccio!“.

Il vicepresidente del consiglio di sicurezza russo, come riporta Ansa, si riferisce all’arresto di ieri di un uomo sospettato di contatti con i servizi di spionaggio russi e di averli aiutati a preparare un attacco contro Zelensky in Polonia.

Auto elettriche: in Europa crollano le immatricolazioni

In Germania crollo del 28%.
Poco richieste anche le vetture Plug-in.

Il mercato auto in Europa sta attraversando un periodo di profondo cambiamento e a risentirne, dopo uno slancio notevole nei primi due mesi dell’anno, sono le immatricolazioni.

Se da Bruxelles arrivano segnali incoraggianti sul caro e vecchio motore endotermico, il mercato auto nel mese di marzo 2024 è calato del 5,2%.

Le immatricolazioni, se si include anche il Regno Unito e i Paesi EFTA, superano di poco le 1,383 milioni di unità contro le oltre 1,42 milioni di unità dello scorso anno.

In Europa, in quasi tutti i mercati principali, il calo è il seguente -1,5% in Francia, -3,7% in Italia, -6,7% in Germania e -4,7% in Spagna.

Se le auto con alimentazione ibrida leggera continuano ad essere le più gettonate in Europa, le elettriche in tutta Europa, registrano un calo sensibile.

Come riporta Adnkronos, in Belgio e Francia le BEV sono molto richieste, mentre in Germania il crollo è considerevole, con oltre il 28% in meno di richieste.

Anche le Plug-in sembrano non essere gradite dagli automobilisti europei, nel mese di marzo ne sono state vendute poco più di 73.000 unità.