Von der Leyen: l’Ucraina deve vincere

90esimo giorno di guerra.
Zelensky: solo incontro tra me e Putin può porre fine al conflitto.

L’Ucraina deve vincere.

Queste le parole, sintetiche ma decisamente chiare al tempo stesso, pronunciate da Ursula von der Leyen.

Più precisamente, come riporta “Tgcom24”, le parole della presidente della Commissione europea sono state le seguenti:

Deve vincere questa guerra e l’aggressione di Putin deve essere un fallimento strategico. L’Europa farà tutto il possibile per aiutare gli ucraini a prevalere e riprendere il futuro nelle loro mani.

Mentre il conflitto è arrivato al 90esimo giorno e lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate ucraine afferma che l’esercito russo si prepara a riprendere l’offensiva nell’area di Vasylivka a Zaporizhzhia, sul fronte diplomatico si è espresso anche il presidente ucraino Zelensky:

Solo un mio incontro con Putin può finire la guerra.

Turchia: no a Svezia e Finlandia nella Nato

Probabile il veto di Erdogan.
“Ospitano terroristi del Pkk; non ripetere l’errore della Grecia”.

Probabilmente la Turchia metterà il veto all’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato.

Ospitano terroristi del Pkk, sarebbe un errore come fu l’ingresso della Grecia nel patto atlantico; queste, infatti, le parole del presidente Erdogan.

“La Turchia ha seguito da vicino gli sviluppi riguardanti la possibile adesione alla Nato di Finlandia e Svezia, ma non ha un’opinione favorevole al riguardo”.

Il virgolettato è del quotidiano turco filogovernativo “Daily Sabah“. Insomma, Ankara non accoglierebbe positivamente Finlandia e Svezia nell’Alleanza: il presidente turco ha descritto come “un errore” lo storico passo fatto ieri da Helsinki verso l’ingresso nella Nato, quando il presidente ed il primo ministro del paese scandinavo hanno annunciato di essere favorevoli all’adesione al patto atlantico.

Domani sabato 14 maggio, a Berlino, si terrà la riunione informale dei ministri degli Esteri della Nato: un’occasione per Svezia e Finlandia di discutere della loro adesione con la Turchia.

Il leader turco ha detto ai giornalisti che “non vuole che si ripeta lo stesso errore commesso con l’adesione della Grecia“, accusando Stoccolma ed Helsinkidi ospitare terroristi del Pkk“, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, che da decenni conduce un’insurrezione armata contro lo stato turco e che è classificato come organizzazione terroristica da Turchia, Stati Uniti ed Ue.

Più nel dettaglio, Erdogan ha dichiarato ai giornalisti quanto di seguito:

I paesi scandinavi sono come una specie di pensione per le organizzazioni terroristiche, che sono anche in parlamento.”

Gli fa eco un funzionario svedese citato dal “Financial Times“:

“Ci sono molti curdi in Svezia e ci sono molti parlamentari con origini curde, la Svezia è stata attiva sulla questione curda: temo che potrebbe esserci un contraccolpo”.

Erdogan va ventilando dunque l’ipotesi che la Turchia utilizzi il suo potere di veto contro l’ingresso dei due paesi nordici.

Per accedere alla Nato, la procedura prevede che l’alleanza inviti il paese aspirante a diventarne membro, con una risoluzione votata all’unanimità da tutti i trenta paesi del patto.

Una posizione contraria della Turchia impedirebbe quindi l’ingresso dei Paesi, le cui domande di adesione alla Nato non sono comunque ancora state formalizzate.

Ue: prezzi energia elevati fino al 2024-2025

Le previsioni della bozza del piano energetico RePowerEu.
Il gas passa da 30 a 100 euro al megawattora.

I prezzi dell’energia rimarranno elevati per il resto del 2022 e, anche se in misura inferiore, fino al 2024-2025.

È la stima della Commissione europea, riportata da “Tgcom24”, basata su previsioni di mercato e contenuta nella bozza del piano energetico RePowerEu.

I prezzi del gas, storicamente inferiori a 30 euro per Megawattora, dovrebbero attestarsi alla soglia attuale dei 100 euro fino alla fine del prossimo inverno, per poi scendere a circa 75 euro nell’estate del 2023 e intorno ai 50 euro nell’estate del 2025.

Una vera mazzata, insomma, per le bollette e si auspica un intervento deciso da parte del governo per fronteggiare dei costi esorbitanti che avranno un notevole impatto nei bilanci dei cittadini; fino ad ora, purtroppo, di concreto si è però visto ben poco ed i costi sono ricaduti quasi completamente sui consumatori.

Ungheria contro enbargo a petrolio russo

Telefonata tra Orban e Macron sulla sicurezza energetica.
Von del Leyen rassicura.

Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha discusso in una telefonata con il presidente francese Emmanuel Macron di questioni relative alla sicurezza energetica dell’Europa.

Come riporta “Reuters”, a rendere nota la notizia è stato il responsabile stampa di Orban all’agenzia di stampa statale Mti, senza fornire ulteriori dettagli.

L’Ungheria aveva già espresso le critiche più aspre alla proposta di embargo sul petrolio russo.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha detto ieri di aver compiuto progressi nei colloqui con Orban sulla questione, dopo che qualche giorno aveva già annunciato delle concessioni per prolungare la data sull’embargo del petrolio russo proprio ad Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca (approfondimento al link).

Ue, concessioni a Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca su embargo petrolio russo

Esteso il periodo dell’entrata in vigore dell’embargo.
Data posticipata tra metà e fine 2024.

La Commissione europea ha modificato una proposta di embargo sul petrolio russo, estendendo il periodo prima dell’entrata in vigore dell’embargo in Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca.

È quanto riporta “Reuters”, aggiungendo che secondo la proposta modificata, l’Ungheria e la Slovacchia continueranno a poter comprare il petrolio russo fino alla fine del 2024, mentre la Repubblica Ceca potrebbe continuare fino a giugno 2024, salvo che Praga non ottenga prima il petrolio attraverso un oleodotto dall’Europa meridionale.