Erede impero Disney: “Congelo finanziamenti finché Biden non si ritira”

Il dibattito contro Trump ha sollevato seri interrogativi sulla salute di Biden.
Abigail Disney: “Non si tratta di mancanza di rispetto ma di realismo”.

L’erede dell’impero Disney è pronta a congelare le donazioni se Biden non si farà da parte.

Aumentano giorno dopo giorno le pressioni sul presidente degli Stati Uniti perché si ritiri dalla corsa alle elezioni di novembre, prima che sia troppo tardi.

Dopo la pessima figura al dibattito tv contro l’avversario Donald Trump, che ha sollevato seri interrogativi sulla sua salute, si moltiplicano le voci di chi chiede un passo indietro.

Non solo dei politici dem: come riporta Quotidiano.Net, l’ultima è quella di Abigail Disney, produttrice cinematografica erede del patrimonio di famiglia e una dei maggiori finanziatori del partito democratico e dei comitati legati a Biden.

Nell’intervista alla CNBC, Abigail Disney ha dichiarato quanto di seguito:

Non si tratta di mancanza di rispetto ma di realismo. Se non si ritira i Democratici perderanno. Ne sono assolutamente certa. E le conseguenze della sconfitta saranno davvero disastrose“.

Poi, citata dal New York Times, aggiunge:

Biden è un brav’uomo che ha servito bene il suo Paese, ma la posta in gioco è troppo alta per consentire alla timidezza di determinare la nostra linea di condotta”.

Cortocircuito a Sinistra: lgbt+ e Islam non possono coesistere

Chi può usare lo spogliatoio femminile tra un trans e una donna musulmana?
L’azienda lo autorizza a entrambi che però non possono “coesistere” tra loro: si va in tribunale e con la nuova legge sarà solo l’inizio di una raffica di denuce.

Era solo questione di tempo, anche se dall’altra parte della ponda questa cosa veniva fatta loro notare già in tempi non sospetti.

Ora arriva il caso concreto che manda in cortocircuito le politiche sinistre del politically correct e la loro gestione.

In Germania, infatti, sarà necessaria una sentenza che farà giurisprudenza probabilmente a livello molto più esteso.

Ecco, come riporta Il Giornale citando il Berliner Zeitung, cos’è successo:

Kylie è un dipendente della McDonald alla Hauptbahnhof (la stazione centrale di Berlino) ed ha fatto coming out come “transfrau” (letteralmente “donna trans“); anche la traduzione potrebbe non essere considerata correttissima dai diretti interessati in quanto si tratta più precisamente di uomo che decide di essere donna anche se non si è ancora operato (e da non confondere con travestito).

Succede che questa persona chiede di potere utilizzare lo spogliatoio delle dipendenti: la direzione non ha nulla in contrario, ma una cameriera islamica proibisce a Kylie di cambiare l’uniforme vicino a lei.

A questo punto i responsabili del fast food cambiano idea e appoggiano la ragazza, pregando Kylie di tornare nello spogliatoio maschile.

La transfrau non è d’accordo e non accetta nemmeno la soluzione di compromesso, ovvero il trasferimento in un’altra filiale dove si trattano hamburger e dove quindi non lavorano dipendenti musulmani.

Kylie denuncia quindi la direzione per discriminazione, chiedendo un risarcimento.

In una prima istanza il giudice le dà tuttavia torto e la costringe ad andare direttamente a processo al tribunale del lavoro.

La persona gender fluid presenta quindi ulteriore ricorso ed è qua che i cittadini berlinesi rischiano seriamente di spaccarsi.

Loro, del resto, sono da sempre all’avanguardia nell’accettare ogni variante sessuale, ma adesso si trovano in scacco matto tra tolleranze di segno opposto.

Qualunque sarà la conclusione, infatti, non potrà accontentare tutti: nemmeno nella capitale europea più “tollerante”.

Nel frattempo, il governo del cancelliere Olaf Scholz, reduce da una recente batosta alle elezioni europee ed ormai considerato un semplice reggente e traghettatore fino al voto nazionale del settembre 2025, ha proposto con la sua coalizione una legge sulla autodeterminazione di genere: seguendo di fatto la moda del momento e imitando in questo gli Stati Uniti d’America, ognuno potrà decidere a quale sesso appartenga e cambiare idea quando vuole, nel caso la norma dovesse essere approvata.

Se approvata, c’è da aspettarsi una nevicata di denunce per discriminazione, sessismo, mobbing e quant’altro dato ogni giorno una persona potrebbe dichiarare di sentirsi di un nuovo sesso: se fino a ieri si sentiva uomo, oggi potrebbe denunciarvi per come vi approcciate perchè si sente donna.

Usa: Corte Suprema blocca patteggiamento Purdue Pharma

Sono morte oltre mezzo milione di persone; vi è dedicata anche una serie tv.
A rischo 6 miliardi di dollari di risarcimenti.

Tra il 1999 ed il 2017 negli Stati Uniti sono morte almeno 500.000 persone per overdose da OxyContin, di fatto pillole di eroina prodotte dalla Purdue Pharma come trattamento per il “dolore cronico.

La vicenda fu tanto grossa e drammatica che ad essa venne dedicata anche la serie tv “Dopesick – Dichiarazione di dipendneza”.

Ora, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bloccato l’accordo con il produttore di oppioidi Purdue Pharma, che proteggeva la famiglia Sackler, proprietaria del gigante farmaceutico.

Nell’ambito dell’intesa, come riporta Ansa, la famiglia si era impegnata a pagare 6 miliardi di dollari alle famiglie delle vittime di overdose ma solo in cambio di un completo esonero da qualsiasi responsabilità in casi futuri.

La sentenza del massimo tribunale americano ora mette in pericolo i risarcimenti.

Nato offrirà a Ucraina nuova struttura per gestire aiuti a lungo termine

L’offerta in quanto l’Ucraina è un potenziale nuovo membro NATO.
Tutti i Paesi membri sarebbero favorevoli.

Al prossimo vertice Nato, in programma a Washington dal 9 all’11 luglio, a Kiev sarà offerto come ponte verso l’eventuale membership un nuovo quartier generale per gestire e coordinare gli aiuti militari a lungo termine.

Lo scrive il New York Times citando dirigenti Usa e Nato, con la notizia che viene poi ripresa anche da Ansa, aggiungendo che la struttura coordinerà anche la formazione del personale militare ucraino nei paesi alleati e gli accordi di sicurezza bilaterali a lungo termine che diversi paesi hanno firmato con Kiev.

I paesi dell’Alleanza, secondo il Nyt, sono tutti d’accordo con la creazione di questa missione, che sarà annunciata al vertice.

Ranking competitività europea: la Polonia supera l’Italia

Meglio di noi anche Repubblica Ceca, Lituania ed Estonia.
Ecco gli altri piazzamenti.




La Polonia è salita nell’IMD World Competitiveness Ranking 2024, posizionandosi al 41º posto, il miglior risultato degli ultimi quattro anni.

Sebbene siano migliorati alcuni indicatori chiave come l’efficienza economica, l’efficacia del governo e l’infrastruttura, la competitività aziendale è leggermente diminuita.

Nella classifica, stilata dall’Istituto Svizzero per lo Sviluppo della Gestione (IMD), la Polonia si è posizionata dietro al Giappone ed alla Spagna, ma ha superato l’Italia.

Singapore ha conquistato il primo posto, salendo di tre posizioni e detronizzando la Danimarca.

La Svizzera si è classificata al secondo posto.

Nei primi posti dominano i paesi europei, ma anche alcuni asiatici, come Hong Kong e Taiwan.

Gli Stati Uniti si sono posizionati al 12º posto, mentre la Cina al 14º.

Nella regione, la Polonia ha avuto un risultato medio: si sono posizionate meglio la Repubblica Ceca, la Lituania e l’Estonia, mentre più in basso la Romania, l’Ungheria e la Slovacchia.

Come riporta Polonia Oggi, gli esperti sottolineano che la competitività economica non si basa solo sul PIL e sulla produttività, ma anche su aspetti politici, sociali e culturali.

I governi giocano un ruolo chiave nel creare condizioni favorevoli per uno sviluppo sostenibile.

Il professor Arturo Bris osserva che le piccole economie, come la Svizzera o la Danimarca, raggiungono più facilmente un consenso politico e beneficiano di un buon accesso ai grandi mercati.

La Germania, invece, ha problemi di rapidità di adattamento, evidenti soprattutto nel contesto dei cambiamenti globali e della guerra in Ucraina.

Bris sottolinea che le future economie competitive saranno quelle che meglio si adatteranno al contesto globale in evoluzione, creando al contempo valore e benessere per i loro cittadini.