Kiev: “Mosca sospende invio unità”

Stato maggiore ucraino lo dichiara su Facebook.
Recuperati quasi 6.000 chilometri quadrati di territorio.

La Russia ha sospeso l’invio di nuove e già formate unità in Ucraina.

A dichiararlo è lo Stato maggiore ucraino su facebook e la notizia è stata ripresa dal “The Guardian”:

Il comando militare della Federazione russa ha sospeso l’invio di nuove e già formate unità nel territorio dell’Ucraina”.

Dall’inizio delle controffensive in diverse regioni ucraine, avvenute specialmente in quelle orientali, come riporta “Tgcom24” citando il viceministro della Difesa ucraina Hanna Malyar, le forze di Kiev hanno ripreso ai russi quasi 6mila chilometri quadrati di territorio.

Kiev apre la mostra anti russa

Per accedere bisogna calpestare la bandiera russa.
Ospitata a Podil, ecco cosa espone.

Una mostra anti russa con il requisito di calpestare la bandiera bianca, rossa e blu (ovvero la bandiera della Russia) all’ingresso.

Ecco l’ultima idea di Kiev dove, precisamente a Podil, verranno esposti Camouflage usati dai soldati ucraini, casse che erano piene di armi, oggetti e pezzi di armi e artiglieria recuperati dai campi di battaglia.

A riporta la notizia è “Il Corriere della Sera”, che riporta anche un video.

Mosca: nuove basi militari in risposta ad allargamento Nato

Kiev: “siamo nella fase più sanguinosa”.
Draghi: da Putin solo risposte negative alle richieste di pace. È vero?

La guerra in Ucraina entra nel suo 86esimo giorno, con l’offensiva russa che prosegue la sua corsa. Mosca annuncia che risponderà con nuove basi militari all’allargamento dell’Alleanza Atlantica, mentre Zelensky accusa Mosca di aver trasformato la regione del Donbass in un “inferno” e rende noto che nella notte le truppe del Cremlino hanno colpito il villaggio di Desna (vicino al confine con la Bielorussia) provocando “molti morti“.

Come riporta “Tgcom24”, secondo l’intelligence ucraina, la Russia “mobilita tutti, anche i disabili”. Draghi dice che da Putin ha avuto solo “risposte negative” alle sue richieste di pace e di cessate il fuoco, ma dal Cremlino arriva qualche segnale di apertura.

Il più significativo riguarda il primo colloquio dall’inizio dell’invasione tra il suo capo di Stato maggiore, il generale Valery Gerasimov, e l’omologo americano Mark Milley. E c’è anche una disponibilità a riprendere i negoziati con Kiev.

Al contrario, però, va segnalato che Russia ed Ucraina si sono già sedute al tavole delle trattative più di una volta (sia in Bielorussia che in Turchia) e proprio quando si pareva essere vicini ad un accordo che portasse al cessate il fuoco, è intervenuta la Nato imponendo all’Ucraina di non firmare i concordati di pace e di proseguire nel conflitto, inviando ulteriori aiuti economici e militari.

La felpa di Zelensky venduta a 90mila sterline

L’invito di Josnhon durante l’asta: “Spendete alla grande”.
Il suo partito però tracrolla alle amministrative.

La famosa felpa di pile color kaki del presidente Volodymyr Zelensky è stata venduta per 90mila sterline (circa 105.000 euro) in un’asta da Christie’s di raccolta fondi per l’Ucraina a Londra.

Lo scrivono i media internazionali, ripresi da “Ansa”, riportando le parole del premier britannico Boris Johnson che durante l’asta ha invitato i presenti a “spendere alla grande“.

Non solo. Johnson, che alle amministrative ha subìto un vero e proprio tracollo perdendo complessivamente quasi 400 seggi comprese roccaforti storiche come Londra (controllata dal 1964) e Wandsworth a favore dei laburisti, ha anche definito il presidente ucraino “uno dei leader più incredibili dei tempi moderni“.

Tra i lotti presentati all’asta anche la brocca a forma di gallo regalata a Johnson durante la passeggiata dei giorni scorsi con Zelensky nella capitale ucraina.

Biden: processare Putin per crimini di guerra

Il presidente americano chiede il processo.
Putin può fare lo stesso per le guerre degli Usa?

Processare Putin per crimini di guerra.

È la richiesta avanzata da Joe Biden.

Il presidente americano, inoltre, attraverso il proprio ambasciatore all’Onu ha anche chiesto la sospensione di Mosca dal consiglio delle Nazioni Unite dedicato ai diritti umani.

La richiesta è scattata dopo gli scontri di Bucha e l’Unione Europea, per bocca di Ursula von der Leyen, la presidente, ha comunicato l’istituzione “di una squadra investigativa comune con Kiev per raccogliere prove” ed indagare.

Stando a quanto riporta “Italpress”, sul tema è intervenuto anche il premier inglese Boris Johnson, parlando di un crimine “imperdonabile“.

Ancora più duro Volodymyr Zelensky:

I soldati russi sono dei macellai, assassini, torturatori, stupratori e saccheggiatori“.

Da parte sua, la Russia smentisce le accuse. Putin, inoltre, potrebbe a sua volta chiedere un processo per crimini di guerra in merito alle guerre Usa (con partecipazione NATO) in Libia, Serbia, Somalia, Bosnia, Afghanistan, Iraq, Siria e Pakistan?