Reddito pro capite: la Polonia supera la Spagna

Il confronto tiene conto delle differenze del costo della vita tra i vari Paesi.
Tusk: Polonia parte dell’élite economica europea.

Secondo i dati più recenti del MFW (in polacco: Międzynarodowy Fundusz Walutowy), la Polonia ha superato la Spagna in termini di reddito pro capite calcolato in base al PPP (Purchasing Power Parity, l’indicatore che tiene conto delle differenze nel costo della vita tra i paesi).

Come riporta Polonia Oggi, il reddito pro capite in Polonia ha raggiunto 58,56 mila dollari (PPP), mentre in Spagna è stato 58,35 mila dollari (PPP).

Il primo ministro Donald Tusk ha commentato questi dati, definendo la Polonia parte dell’”élite economica europea“.

Tuttavia, il reddito medio in Europa resta più alto, con una media di circa 66,8 mila dollari (PPP).

Alcuni paesi come Italia, Repubblica Ceca, Lituania e Slovenia hanno il reddito pro capite superiore a quello polacco.

Il rapporto evidenzia anche che l’economia polacca ha continuato a crescere nel 2025 a un ritmo più veloce rispetto a quella spagnola, riflettendo un trend positivo per l’economia nazionale.

Storia a lieto fine per un bambino speciale

Scena drammatica per gli agenti della Polizia Locale di Modena: notano di notte la sagoma di un bambino di 6 anni che vaga da solo sulla tangenziale.

Come riportato dal quotidiano “Il Resto del Carlino“, una pattuglia della Polizia Locale di Modena, di ritorno dalla città gemellata di Pontremoli, presso la quale si era recata come delegazione per partecipare alle celebrazioni di San Geminiano, ha tratto in salvo un bambino di 6 anni che vagava senza meta ai bordi della tangenziale Neruda.

Il piccolo camminava intorno alla mezzanotte di sabato scorso sul ciglio della strada, scalzo e senza pantaloni. Dopo aver notato il bambino, l’auto della Polizia Locale ha attivato il lampeggiante e quindi fatto inversione di carreggiata, raggiungendo il piccolo. Fortunatamente, però, il bambino era già stato tratto in salvo da un automobilista che aveva assistito alla stessa, incredibile scena.

Una volta sul posto, gli agenti hanno fatto salire il bambino sulla propria auto e quindi hanno cercato di chiarire l’incredibile vicenda. Cosa che si è rivelata non semplice, poichè è apparso subito chiaro che la comunicazione con il piccolo protagonista di questa disavventura era molto difficile. Si trattava, infatti, di un bambino che soffre dei disturbi dello spettro di autismo.

Tuttavia, dopo pochi minuti il mistero è stato risolto dal padre del bambino, il quale è giunto sul posto ovviamente molto agitato, dichiarando che in un momento di distrazione, il figlio era improvvisamente scappato dalla propria abitazione. Una volta ricongiunto con il proprio genitore, il piccolo è stato quindi accompagnato presso la propria abitazione.

Una vicenda che si è chiusa a lieto fine per questo bambino speciale, ma che poteva finire in modo tragico, qualora la pattuglia della Polizia Locale e l’automobilista che si trovavano a passare per caso sulla tangenziale non fossero prontamente intervenuti.

Energia: l’Ue importa il 56,9% del fabbisogno

Italia e Germania sopra la media europea dell’import; la Francia meglio grazie al nucleare.
Cala l’uso del carbone ma aumenta quello del gas; bene le rinnovabili.

L’Europa resta fortemente dipendente dalle importazioni energetiche con una percentuale del 56,9% sul totale dei consumi.

La Cina è al 24% mentre gli Usa sono autosufficienti, stando a quanto emerge dal settimo Med & Italian Energy Report, frutto della sinergia scientifica tra Srm, centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo, e l’Esl@energycenter Lab del Politecnico di Torino, e realizzato con la collaborazione della Fondazione Matching Energies.

Lo studio, presentato al parlamento europeo e patrocinato dai deputati europei Elena Donazzan e Giorgio Gori, è stato organizzato in collaborazione con la struttura European Regulatory and Public Affairs di Intesa Sanpaolo cha ha sede a Bruxelles.

L’Italia, come riporta Ansa, ha una dipendenza energetica superiore alla media europea ma in lieve miglioramento: scende di un punto dal 75% al 74%.

La Francia grazie al nucleare ha una dipendenza inferiore alla media europea (40,1%) mentre la Germania ha un posizionamento, come l’Italia, superiore alla media e in crescita al 66.8%.

In questo quadro l’analisi sottolinea come il mix elettrico europeo sta mutando: dal 2000 ad oggi l’uso del carbone è sceso dal 32% all’11%; mentre aumentata la quota del gas naturale dal 12% al 15%.

Crescono fortemente le energie rinnovabili, passate dal 15% al 47% contribuendo ad alleggerire la dipendenza europea.

Tutti i paesi europei hanno migliorato la quota di rinnovabili sulla generazione elettrica: l’Italia con il 49% del mix elettrico è sopra la media europea.

Venezuela: compagnie petrolifere in coda per chiedere licenze export greggio agli Usa

Eni, Repsol e Maurel & Prom hanno già avanzato le richieste.
In un incontro alla Casa Bianca Trump ha chiesto di investire in Venezuela.

Numerosi partner europei della compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa, tra cui Eni, la spagnola Repsol e la francese Maurel & Prom, hanno fatto richiesta per licenze o autorizzazioni Usa per l’esportazione di petrolio dal Paese, membro dell’Opec.

Lo hanno detto a Reuters sei fonti industriali.

I termini richiesti sono simili a quelli concessi da Washington negli scorsi anni, che hanno permesso alle compagnie di ricevere ed esportare petrolio venezuelano per le proprie raffinerie e altri clienti, fornendo al contempo carburante al Venezuela tramite un meccanismo di recupero del debito, secondo due delle fonti.

Le compagnie non hanno potuto esportare petrolio venezuelano sin dal secondo trimestre dello scorso anno, dopo che l’amministrazione di Donald Trump aveva sospeso le licenze. La settimana scorsa Repsol ha partecipato ad un incontro alla Casa Bianca durante il quale il presidente ha chiesto a un gruppo di compagnie petrolifere di investire in Venezuela.

Nessun commento per ora da parte delle compagnie petrolifere.

Italia, sigarette sempre più care: fino a 30 centesimi di euro in più a pacchetto

Si parte con Philip Morris che ha la quota di mercato più grande in Italia: le Marlboro passeranno da 6,50 euro a 6,80 a pacchetto.
Aumenti anche per sigari e tabacco trinciato; non per il tabacco riscaldato (sigaretta elettronica).

Sigarette sempre più care: scattano infatti domani, 16 gennaio, i primi aumenti decisi con la manovra di bilancio.

Si parte dalla Philip Morris, la multinazionale che ha la quota di mercato più alta in Italia, con aumenti che saranno fino a 30 centesimi a pacchetto.

Ad esempio, come riporta Ansa, le Marlboro passeranno da 6,50 a 6,80 euro a pacchetto. Aumenteranno anche i sigari ed il tabacco trinciato ma non il tabacco ‘riscaldato’, come ad esempio una delle marche note ‘Terea‘ (quello fumato, per intenderci, nelle sigarette elettroniche).

Poi, a seguire, nei prossimi giorni i Monopoli pubblicheranno le tabelle con gli aumenti per tutte le altre marche. Sul sito dell’Adm sono disponibili tutti i nuovi prezzi espressi in euro al kg e con relativo aumento a pacchetto.