Cybersicurezza, D’Angelo (ANSI): +15% investimenti dato positivo, ma bisogna rivoluzionare prospettiva

Tema sempre più centrale.
Anche gli attacchi informatici gravi sono cresciuti del 15%.

Il tema della cybersecurity, anche in Italia, diventa ogni giorno più centrale e la necessità di moltiplicare risorse ed interventi per rafforzare la sicurezza delle nostre reti ha la massima urgenza”.

Così Andrea D’Angelo, presidente dell’associazione datoriale Ansi – Logistica integrata. “Stando ad alcuni tra gli ultimi dati a disposizione – prosegue D’Angelola portata della questione si può inquadrare attraverso due importanti rilevazioni. Secondo l’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano, nel nostro Paese gli investimenti in questo settore hanno visto un aumento del 15% nel corso del 2024, attestandosi sui 2,48 miliardi di euro. A fronte di ciò, però, il rapporto Clusit 2025 rileva che, sempre nel 2024, gli attacchi informatici gravi in Italia sono cresciuti del 15%”. 

Senza dubbio – commenta il presidente di Ansioggi l’argomento è stabilmente in cima all’agenda di imprese, organizzazioni ed Istituzioni. Ma non basta, sul tema della cybersicurezza non possiamo permetterci un ‘pareggio’. Quello che serve adesso non è un semplice aumento delle risorse, ma un cambio di prospettiva che faccia mutare, al tempo stesso, approccio e ordine di priorità. A questa impostazione bisogna poi aggiungere uno sforzo massiccio sulla formazione: a nostro avviso è proprio quest’ultimo fattore, ancor di più rispetto a quello economico, a fare veramente la differenza nella sicurezza informatica”, conclude.

Gli Usa congelano i fondi all’Ucraina

Kiev sotto choc attacca anche Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna per il loro passato.
Merezhko: “Ancora peggio di Monaco 1938”.

Kiev è sotto choc dopo la decisione di Donald Trump di congelare gli aiuti militari all’Ucraina.

Oleksandr Merezhko, presidente della commissione per gli affari esteri dell’Ucraina, afferma che la decisione dell’amministrazione Trump assomiglia all’accordo di Monaco del 1938 quando Germania, Gran Bretagna, Francia e Italia raggiunsero un accordo che consentì alla Germania nazista l’annessione del Sudeti, l’allora Cecoslovacchia occidentale.

Secondo i media stranieri citati da Ansa, avrebbe dichiarato quanto di seguito:

Fermare gli aiuti significa aiutare Putin. Questo è peggio di Monaco, perché almeno lì non hanno cercato di dipingere la Cecoslovacchia come l’aggressore“.

Carenza personale qualificato, ricetta FederTerziario: “Rifondare sistema istruzione formazione, via a transizione competenze”

Ne ha parlato oggi Nicola Patrizi, presidente di FederTerziario, ospite al Forum in Masseria – Winter Edition, la rassegna economica e politica organizzata da Bruno Vespa, nel corso del panel “I lavori di domani: sicurezza, competenze e formazione”.

Il contesto di riferimento emerge ormai quotidianamente nella cronaca nazionale: a fronte del numero più alto di occupati da quando esistono le serie storiche dell’Istat (62%), permane la carenza strutturale di manodopera e di competenze e le imprese faticano ad assumere il personale richiesto. In occasione della presenza al prestigioso appuntamento invernale “Forum in Masseria – Winter Edition”, FederTerziario, partner dell’evento e rappresentata dal presidente Nicola Patrizi, ha evidenziato come il sistema dell’istruzione e della formazione non sia adeguato ai repentini cambiamenti del mercato del lavoro che ormai impone alle micro, piccole e media imprese italiane – realtà che contribuiscono all’85% del pil nazionale – di competere su mercati globali. La ricetta di FederTerziario si chiama “transizione delle competenze”.

Un processo che attraversa istruzione-formazione-lavoro e che impone nuovi meccanismi di formazione – spiega Nicola Patrizi, presidente di FederTerziario, soprattutto continua e di riqualificazione, tenendo conto dei processi innovativi, per generare la capacità di rispondere alle richieste del mercato del lavoro con tempi di reazione velocissimi“.

Un approccio da integrare in uno scenario di politica economica e di investimento che, a partire appunto dalla revisione del sistema di istruzione, formazione e lavoro per procedere verso una filiera strategica unitaria, incida inoltre sulla questione della denatalità – nel 2050 ci saranno 3,5 milioni di lavoratori in meno a fronte del 60% di forza lavoro – e sullo stimolo alla capitalizzazione delle imprese.

Sarà opportuno incidere – prosegue Patrizisulle riqualificazioni del personale ancora impiegato, valutando anche l’impatto che le nuove tecnologie avranno in alcuni settori produttivi e poi e lavorare per il recupero della forza lavoro nell’ambito di quel 30% che accoglie come trend, ormai stabile, disoccupati e inattivi che non possiamo permetterci di sostenere solo con politiche passive. Decisivo lo stimolo alla capitalizzazione delle MPMI per consentire di sostenere investimenti in innovazione o di prodotto/processo per restare competitive sul mercato globale, considerando che oggi le micro e piccole imprese hanno scarso accesso ai finanziamenti per l’innovazione“.

In campo ci sono le risorse economiche messe a disposizione dalla politica di Coesione e dal Pnrr che andranno spesi in maniera adeguata, creando le condizioni migliori dal momento che attualmente i livelli di spesa reale restano bassi anche a causa dei numerosi vincoli amministrativi e burocratici per le imprese di piccola dimensione, come peraltro testimoniato dai fondi di Industria 5.0: su 6 miliardi stanziati, richieste per meno di mezzo miliardo. Allo stesso tempo bisogna riprogrammare i fondi della politica di coesione (2021/2027) – in larga parte ancora non impegnate – e che risultano decisive per le Politiche attive del lavoro che necessitano di strategie nuove per incidere sulla filiera istruzione-formazione-lavoro.

Riteniamo essenziale – conclude il presidente FederTerziariopuntare sull’educazione finanziaria, non solo per gli imprenditori, ma nell’ambito dei percorsi di istruzione e formazione al fine di creare competenze idonee e la conoscenza degli strumenti disponibili alternativi al mercato bancario, fondamentali per la capitalizzazione e gli investimenti. Resta poi il grande dilemma della pubblica amministrazione che è la cinta di trasmissione per la reale messa a terra degli strumenti finanziari messi a disposizione dall’Europa. Il settore pubblico non forma e non aggiorna il proprio personale ormai da anni e quindi la carenza di competenze inficia la messa a terra di qualsiasi politica“.

I giovani usano Whatsapp, Instagram e TikTok per informarsi

Il 51% usa i social come fonti di informazione ed il 70% dice di saper riconoscere una fake news.
Un genitore sui tre non affronta il tema di cosa facciano i figli su internet.

Secondo i risultati dell’indagine “Alfabetizzazione digitale & Fake News“, il 51% dei giovani usano Whatsapp, TikTok ed Instagram come fonti di informazione.

L’indagine, realizzata da Ipsos, Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e Parole O_Stili con il contributo di Fondazione Cariplo, mette inoltre in luce come il 70% dei giovani si dica anche sicuro di saper riconoscere una fake news.

Come riporta Il Sole 24 Ore, su 4.800 studenti di scuole secondario di primo e secondo grado, quasi un terzo di loro (precisamente il 31%) mette like su una notizia non verificata.

Il 96% dei ragazzi intervistati conferma di avere almeno un account social; il 94% ha un account Whatsapp, il 74% uno su Instagram ed il 68% un account TikTok.

Un genitore su tre, però, non affronta mai il tema di cosa fanno i figli su internet.

Turismo, FederTerziario: “Potenziare AI, digitalizzazione e green nel futuro delle MPMI”

Al convegno FederTerziario a BTM i numeri dell’ISNART: per 7 imprese ricettive su 10 fondamentale nuovo personale qualificato con competenze green, social e digitali.

Il futuro del turismo passerà dalle sfide digitali e green che il mercato globale e le normative, ormai in maniera sempre più stringente, impongono alle micro, piccole e medie imprese, che da oltre 30 anni hanno in FederTerziario un riferimento nazionale.

Concetti emersi in occasione dell’evento “Competenze e competitività: Nuove prospettive e linee di finanziamento per le aziende del settore turistico”, organizzato dall’organismo datoriale, che si è svolto nel pomeriggio di oggi nell’ambito di BTM, alla presenza di esponenti del mondo istituzionale, universitario, associativo e imprenditoriale. Le riflessioni sono state accompagnate dai dati presentati dall’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche con Titty Gentile, project manager area qualificazione imprese e territori dell’ISNART, che ha evidenziato appunto come 7 imprese ricettive su 10 ritengano fondamentale l’inserimento di personale qualificato con competenze principali green, social e digitali.

“A partire dallo scorso anno – spiega Nicola Patrizi, presidente di FederTerziario – l’organismo datoriale ha lanciato un programma interno finalizzato alla promozione dell’innovazione presso le aziende aderenti, stabilendo contatti diretti con le imprese che esprimono innovazione o che sono interessate a raccogliere le sfide e le opportunità dell’intelligenza artificiale applicata. Per supportare questo processo sono in corso di definizione importanti accordi con istituzioni, centri di competenza e hub dell’innovazione per facilitare i percorsi di riorganizzazione, ricerca e sviluppo basati sull’AI”.

Andando nel dettaglio dell’ambito turistico, aggiunge il presidente Patrizi, FederTerziario “ha aderito all’Associazione Turismo AI che promuove l’intelligenza artificiale proprio nel settore turistico”. Un’azione sostenuta dai fatti: sempre secondo una ricerca dell’ISNART, l’evoluzione del sistema organizzativo delle imprese ricettive prevede l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la gestione delle prenotazioni, per i servizi alla clientela e per la gestione delle procedure di sicurezza, mentre le aree in cui si prevedono investimenti nel prossimo triennio sono quelle dell’innovazione organizzativa e gestionale, dell’efficientamento energetico, delle modalità di relazione con i clienti e di sviluppo nuovi servizi.

Proprio negli ultimi cinque anni, il settore del turismo ha vissuto una profonda
trasformazione, affrontando sfide significative che hanno cambiato radicalmente il lavoro e le relazioni umane. L’industria turistica, abituata a interagire globalmente, ha dovuto fare i conti con un cambiamento epocale costringendo tutti gli operatori a ripensare le proprie strategie e a trovare nuove soluzioni, ma allo stesso tempo consolidando la consapevolezza del valore del comparto e l’opportunità di rafforzare la collaborazione tra i vari attori della filiera. “In questo contesto, il nostro obiettivo – spiega Enzo Carella, Presidente FederTerziario Turismo – è quello di favorire un confronto aperto a tutte le parti della filiera, per affrontare il cambiamento sociale e tecnologico, valorizzare le competenze e il capitale umano e creare maggior valore per le imprese associate”.

Elementi di riflessione che consolidano l’ormai trentennale azione di FederTerziario sull’importanza delle competenze per il consolidamento e la crescita della competitività di un settore così strategico per l’economia del Paese e che attualmente, seppur in crescita, lascia emergere ancora diverse criticità. Secondo i dati del sistema informativo Excelsior, il turismo, con ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) e servizi avanzati, sta trainando l’occupazione in Italia – dal 16 al 22% – anche se resta una carenza di personale dovuta soprattutto alla difficoltà di intercettare lavoratori qualificati.

Una vera sfida di aggiornamento che inciderà soprattutto tra le imprese con meno di dieci dipendenti: secondo Excelsior sono loro ad assorbire un terzo delle assunzioni programmate e, complessivamente, l’80% della domanda di lavoro proviene da imprese con meno di 250 dipendenti.

E sugli strumenti digitali si orientano le possibilità di attrarre un pezzo importante dei flussi turistici, anche nell’ambito del cosiddetto “silver tourism”. La rappresentazione sociale della terza età “sta cambiando – spiega la professoressa Letizia Carrara, Docente di Sociologia e Sociologia del Territorio all’Università di Bari – e così anche le autorappresentazioni dei soggetti anziani che avanzano sempre più richieste diverse che eccedono i soli bisogni sanitari a favore di quelli culturali e di svago.

Il turismo rappresenta una delle possibili risposte. Gli strumenti digitali costituiscono un differenziato e utile strumento per potenziare le proposte che il settore turistico è in grado di offrire”. Attenzione però: “Sarebbe un errore – conclude la docente – trattare gli anziani come un corpus monolitico e quindi si presentano come più che opportune ricerche quanti-qualitative”.

Nel corso del convegno, grazie anche alla presenza dell’Assessore allo Sviluppo
Economico della Regione Puglia Alessandro Delli Noci, sono stati illustrati gli strumenti di finanza agevolata a disposizione delle aziende del settore, dando spazio anche al racconto e all’esperienza di Vera Gigante, titolare di un’impresa che si è concretizzata grazie al Bando NIDI per le nuove iniziative d’impresa.

Un processo che è stato accompagnato dall’ufficio credito di FederTerziario e che oggi racconta la storia di una donna imprenditrice che testimonia l’attenzione dell’organismo datoriale anche al tema dell’imprenditoria femminile.

“Ci rende orgogliosi – ha concluso il Segretario Generale Alessandro Franco – contribuire ogni giorno a sensibilizzare le aziende associate sui temi delle competenze e della formazione continua, quali strumenti di crescita della competitività e come valore sociale, così come siamo fieri di affiancare gli aspiranti imprenditori nella nascita di nuove attività che contribuiscono allo sviluppo economico dei territori e dell’intero comparto
turistico”.

E i numeri presentati da Mauro Buscicchio, Direttore Generale Banca Popolare Pugliese, sulla base di elaborazioni e stime su dati IPRES, Pugliapromozione Agenzia Regionale del Turismo, confermano che il turismo continua ad avere un impatto decisivo sul PIL della Regione Puglia: tra l’8,6 e il 9,1% nel 2024, un risultato in continua crescita.