Il referendum per il taglio dei parlamentari, che era stato posticipato a causa del Covid19, è oramai alle porte.
General Magazine ha lanciato il suo il sondaggio su twitter; di seguito l’immagine dei risultati:

Il nostro sondaggio sul taglio dei parlamentari.
trionfo del No che sfiora l’80%.
Il referendum per il taglio dei parlamentari, che era stato posticipato a causa del Covid19, è oramai alle porte.
General Magazine ha lanciato il suo il sondaggio su twitter; di seguito l’immagine dei risultati:

Honeywell, Intecs, Pilkington e molte altre aziende potrebbero lasciare l’Italia a causa della gestione Covid-19.
Migliaia i lavoratori a rischio.
Ci sonno oltre 100 vertenze aziendali, in Abruzzo.
A quelle di Pilkington, Honeywell e Intecs se ne sono aggiunte molte altre, tra cui quelle di Yokohama e Betafence.
La gestione italiana della crisi dovuta al coronavirus non è stata delle più esemplari, tanto che molte aziende stanno pensando di lasciare l’Italia per delocalizzare verso Paesi che meglio sappiano assistere le aziende che operano sul territorio nazionale.
I posti di lavoro in ballo sono addirittura migliaia e sul tema, all’”ANSA”, è intervenuto anche il segretario regionale Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri:
“La situazione è pesante; ci sono multinazionali che hanno annunciato la chiusura. È un segnale molto preoccupante: con la crisi Covid potremmo avere realtà che, per scelte puramente aziendali, decideranno di ridurre la filiera e delocalizzare. Alle vecchie vertenze che non hanno trovato soluzione se ne aggiungono di nuove. Migliaia gli interessati. Quando chiude una grande impresa c’è sempre un effetto moltiplicatore negativo per l’indotto.”
Continua, poi, lo stesso Ranieri:
“A settembre ci sarà da lavorare intensamente. Dovremo cercare di aiutare anche le Pmi, che hanno un ruolo fondamentale in Abruzzo. L’occupazione dovrebbe essere rilanciata anche con investimenti pubblici. Penso al Masterplan: quegli interventi dovrebbero partire subito e invece sono stati de-finanziati.”
Il capitale sociale passerebbe da 3 miliardi a 10 milioni.
In ogni caso il piano dovrà essere accettato da Bruxelles.
Erano stati stanziati 3 miliardi di euro, nel decreto Cura Italia, per la nuova compagnia di bandiera.
Ora, invece, la newco per Alitalia potrebbe nascere con un capitale sociale pari a 10 milioni di euro.
È quando infatti prevede la bozza del decreto agosto: costituire una società “ai soli fini dell’elaborazione del piano industriale”.
La medesima società, guidata da Francesco Caio e Fabio Lazzerini, avrebbe 30 giorni di tempo definire il piano ed inviarlo all’Ue; quest’ultima, dovrebbe valutarne l’approvazione con particolare riferimento alle norme sugli aiuti di Stato. Successivamente il piano andrebbe inviato al Parlamento, le cui commissioni avrebbero a disposizione altri 30 giorni per esprimere un parere, ma l’ultima parola spetterebbe comunque a Bruxelles.
Tonfo dell’economia italiana che registra una perdita di oltre 17 punti percentuali nel Pil, la più grande nella serie storica.
Male anche la Germania.
Tracolla il Pil italiano, purtroppo.
La pandemia da covid19 ha causato un crollo a dir poco deciso, tanto da far registrare un nuovo record negativo.
Come riporta l’Istat, infatti, il Pil è diminuito del 12,4% rispetto al periodo gennaio-marzo ed addirittura del 17,3% se lo confrontiamo con il secondo trimestre del 2019.
Il quadro aggrava la già brutta situazione del primo trimestre, che vedeva un calo del Pil pari al 5,4%, e rappresenta “il valore più basso dal primo trimestre 1995, periodo di inizio dell’attuale serie storica“.
Non sorride neanche la Germania, che registra un -10%.
Secco “no” del ministro Gualtieri per quanto riguarda il posticipo delle imposte.
Saranno i lavoratori a finanziare lo Stato e non viceversa; ma dopo il lockdown è dura.
Niente proroga delle imposte sui redditi al 30 settembre 2020; bisognerà pagarle entro il 20 luglio. Questo è quanto ha quanto arriva dal MEF.
Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nel corso dell’audizione in Commissione Finanze della Camera del 16 luglio, ha infatti dichiarato che non vi sarà al posticipo in merito al pagamento delle imposte.
Il motivo troverebbe radici nei problemi di cassa, in quanto per effettuare un ulteriore rinvio servirebbero circa 8,4 miliardi di euro. E lo Stato attualmente non dispone di questa cifra.
Ecco dunque che, proprio per far fronte alle esigenze di una cassa vuota, il governo ha deciso che le partite IVA dovranno versare quanto dovuto in termini di Irpef, Ires ed Irap o eventuali imposte sostitutive, tra le polemiche della minoranza che chiedeva un anno bianco fiscale data l’impossibilità materiale di pagare le imposte.
Questo, nonostante gli aiuti statali siano stati sostanzialmente nulli (600 euro ripetuti in due tranche e neanche per tutti), una cassa integrazione che deve ancora arrivare e gli aiuti europei che, ad oggi, sono solo slogan ed annunci.
Nessuna traccia dei “poderosi” piani da centinaia di miliardi di euro sbandierati dal premier Conte, una “potenza di fuoco” che si è invece rivelata una pistola ad acqua e per giunta scarica, che invece decide di prelevare ancora risorse da quei lavoratori ai quali è stato imposto il lockdown. A poco e nulla sono contati i suoi inviti verso le banche a fare “atti d’amore”, vista la sintesi sotto riportata nell’immagine (a maggior ragione tenendo conto che circa 6 miliardi sono andati solo a FCA, che oltretutto ha spostato le sedi amministrativa e discale a Londra ed Amsterdam):

Ancora meno ha fatto l’Europa, che va avanti ad incontri che si concludono di volta in volta in un rimando al meeting successivo e che, anzi, stando alla replica in aula da parte di Claudio Borghi Aquilini (Lega) verso lo stesso premier Conte, al momento è costata all’Italia uno sbilancio di 200 miliardi tra garanzie e versamenti basati sul funzionamento del bilancio europeo (approfondimento al link): abbiamo dovuto versarne 58 per il Mes-Fss (Fondo salva-Stati), 8 per il SURE e 130 per il Recovery Fund, senza riceverne neanche uno.
Siamo dunque di fronte ad una situazione surreale: mentre tutti gli altri Paesi hanno messo in campo doverosi pacchetti di aiuti senza farsi alcun problema, l’Italia ha imposto il lockdown più feroce, non ha stanziato aiuti ed ancora usa le partite IVA come un bancomat per recuperare i soldi versati all’Europa.
Stiamo assistendo ad un’inversione di ruoli: i cittadini finanziano lo Stato e non viceversa.