Crisi eolico: 3,8 miliaridi di svalutazioni per Orsted

Duro colpo per il leader mondiale di parchi eolici.
Dopo Siemens Energy (-39%), altro tonfo nell’eolico.

Il leader mondiale nella costruzione di parchi eolici offshore, la danese Orsted, sprofonda alla Borsa di Copenaghen dopo aver annunciato che interromperà lo sviluppo di due progetti negli Stati Uniti, facendosi carico di una svalutazione di 28,4 miliardi di corone danesi, ovvero circa 3,8 miliardi di euro, sui suoi conti.

A riportare la notizia è Ansa, aggiungendo inoltre che il titolo, che è arrivato a perdere il 22%, cede il 15,6% scendendo a 286,7 corone.

Dopo Siemens Energy che ha chiesto garanzie al governo tedesco per 15 miliardi di euro per aver perso il 39% in borsa sempre a causa del settore eolico (approfondimento al link), ecco un altro tonfo colossale.

Germania: altro che green, carbone fino al 2030

Berlino ammette l’ipocrisia alla Greta Thunberg.
Linder: regole europee rendono comunque 2030 data non utile per il clima.

Fino a quando non sarà chiaro che è “disponibile” un’energia alternativa e che è “accessibile economicamente”, dovremmo smettere di sognare di eliminare l’elettricità prodotta col carbone entro il 2030.

Queste le parole del ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner, leader dei liberali, con buona pace di Greta Thunberg e dei suoi seguaci.

Lindner, come riporta Il Giornale, ha inoltre aggiunto che “per il clima, la data del 2030 non è comunque utile, poiché per le regole europee le emissioni di CO2 risparmiate in Germania possono ad esempio essere accumulate in Polonia”.

Naim: Italia parte dell’aggressione contro Palestina

“Israele agisce per conto di Usa, Francia, Germania, Regno Unito e italia”.
“Comunità internazionale responsabile. Italia ha inviato truppe”.

L‘Italia è parte dell’aggressione nei nostri confronti.

Lo ha detto al programma Agorà su Rai3 l’ex ministro della Sanità di Hamas e attuale capo del Consiglio per le relazioni internazionali dell’organizzazione a Gaza, Basem Naim.

Come riportato anche da Ansa, le sue parole sono state le seguenti:

Purtroppo, il governo italiano ha scelto ancora una volta la destra, la parte destra della storia. E’ un errore gravissimo che trasforma l’Italia in una delle parti dell’aggressione contro il nostro popolo. Israele oggi non agisce da solo. Israele agisce per conto di Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito e purtroppo anche dell’Italia, che ha inviato alcune truppe nel Mediterraneo. Come possiamo affrontare tutto questo? Possiamo soltanto dire che la comunità internazionale ha oggi la stessa responsabilità degli israeliani per tutte le stragi commesse ogni giorno contro il nostro popolo“.

Siemens Energy chiede 15 miliardi di garanzie al governo

Il titolo crolla in Borsa: -39%.
Perdite miliardarie; pesa la divisone eolica.

Siemens Energy è arrivato a perdere quasi il 40% alla borsa di Francoforte dopo che l’azienda ha detto di essere in trattativa con il governo tedesco per ottenere garanzie statali in seguito a significativi problemi nella divisione eolica.

Anche un portavoce del ministero dell’Economia tedesco ha confermato i colloqui, definendoli “diretti e affidabili“, come riporta Reuters.

Il titolo ha toccato i minimi storici con un calo di oltre il 39%, pari a una perdita di 3,3 miliardi di euro di capitalizzazione da ieri.

Quest’anno sono emersi problemi di qualità nella controllata eolica Siemens Gamesa relativi alle pale del rotore e agli ingranaggi delle turbine eoliche onshore più recenti, che hanno provocato il disappunto del principale azionista ed ex controllante Siemens AG: Siemens Gamesa ha registrato perdite miliardarie.

A causa delle perdite, Siemens Energy teme di incontrare difficoltà nell’assicurarsi garanzie dalle banche e ha deciso di rivolgersi al governo e a Siemens per ottenere un quadro di garanzie, ha scritto il settimanale economico WirtschaftsWoche, che per primo ha riferito dei colloqui insieme alla rivista Spiegel.

Secondo il settimanale, Siemens Energy starebbe cercando di ottenere garanzie fino a 15 miliardi di euro.

Sos Humanity: illegittimo portare i migranti in Germania

Il portavoce aggiunge che stanno anche facendo causa all’Italia.
Tutto sulla base del diritto marittimo.

Sos Humanity, una delle due ong tedesche finanziate quest’anno dal governo di Berlino creando attriti con Roma, ha sostenuto che non c’è base giuridica per costringerla a portare in Germania i migranti recuperati nel Mediterraneo.

Più precisamente, il Coordinatore della comunicazione “terra-mare” della Ong berlinese Lukas Kaldenhoff, rispondendo alla domanda posta dall’Ansa su quanto tempo la sua organizzazione sarebbe finanziariamente in grado di operare soccorrendo un singolo barcone di migranti per volta portandoli poi ad esempio ad Amburgo come chiesto dall’Italia, ha risposto quanto di seguito:

Non c’è alcuna base giuridica per la richiesta di portare le persone salvate in mare nello Stato di bandiera della nave soccorritrice. Al contrario, sarebbe una violazione del diritto marittimo, che prescrive che le persone soccorse in mare siano portate a terra in un luogo sicuro vicino. Sarebbe inoltre un peso eccessivo per le persone vulnerabili salvate farle dormire sul ponte per settimane e violerebbe il loro diritto, sancito da quello marittimo, di sbarcare il più rapidamente possibile. Già l’attuale prassi delle autorità italiane di costringere le navi civili a traversate di giorni per raggiungere porti sicuri in Italia, questo è un grande onere per i salvati e non è in linea con il diritto del mare, per questo stiamo anche facendo causa. Abbiamo bisogno di un ritorno a politiche umanitarie che rispettino la legge, invece di cinici dibattiti sulle pelle delle persone in fuga“.