Monete da 1 euro: ecco le più rare

Tra tirature limitate ed errori del Conio il valore schizza.
Ecco nazionalità ed annate più ricercate.

Monete da 1 euro che valgono ben più del loro valore nominale.

Ecco, come riporta InvestireOggi, quali sono e perchè le monete che valgono di più.

In Italia i pezzi più rari sono quelli della serie lanciata nel 2004 e nel 2005 e hanno una tiratura di 5 milioni; ancora più rare quelle coniate nel 2018, 2019 e 2020 poiché in questo caso la tiratura è di 1 milione soltanto.

Occhio poi agli errori del Conio, dove appunto sul pezzo mancano delle caratteristiche a causa di difetti di fabbrica. In questo caso però bisogna fare grande attenzione alle truffe: il problema delle truffe ormai riguarda ogni aspetto del nostro quotidiano, soprattutto sul web, e proprio nel mondo online è possibile mettersi a caccia di improvvisati venditori che promettono di vendere un pezzo particolarmente raro che poi si rivela essere un prodotto taroccato.

La moneta greca risulta essere una delle più rare, soprattutto quelle emesse dal 2012 in poi, poiché hanno una tiratura non superiore ai 32.500 pezzi ad anno.

Molto rare anche quelle spagnole, in questo caso eventuali errori di conio possono far valere il pezzo anche migliaia di euro.

Per quanto riguarda invece quelle tedesche, la tiratura lanciata dal 2008 in poi è molto rara e viene venduta dai collezionisti anche a 500 euro; se presentano, invece, errori il loro valore è di 1.000 euro.

Molto rare anche quelle del Vaticano, il quale ha la sua zecca e può quindi proporre facciate dedicate ai grandi Papi della storia.

Per quanto riguarda la vendita, se si è in possesso di monete rare, si può fare una valutazione tramite un esperto oppure affidandosi a una ricerca sul web.

Quelle relative alla tiratura del 1999 devono invece essere consegnate direttamente alle autorità.

L’Indonesia sarà tra le 5 economie più forti al mondo

Secondo PWC, nel 2050 sarà addirittura quarta.
Italia fuori classifica insieme alla maggior parte dei Paesi Uuropei.

Le economie emergenti E7, tra cui l’Indonesia, cresceranno molto più velocemente delle economie del G7 (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti).

Secondo le previsioni della multinazionale di consulenza Pwc – PriceWaterhouseCoopers – che ha ridisegnato la mappa del potere economico mondiale nell’anno 2050, l’Indonesia, economia emergente, si classificherà al 4° posto superando Germania e Regno Unito.

L’Italia non sarà in classifica.

Bali, rappresenta oggi la punta dell’iceberg di un paese in costante crescita economica, turistica e di opportunità di investimenti immobiliari“, spiega Michele Porinelli, titolare di Bali Holiday Properties che dal 2021 ha deciso di investire nell’isola indonesiana la sua decennale esperienza professionale nel settore.

Il peso economico si sposta verso l’Asia dunque.

L’Indonesia e la sua Bali, rappresentano un considerevole potenziale di crescita a lungo termine, richiamando, di conseguenza, un interesse sempre maggiore di turisti e di investitori.

L’economia mondiale sta cambiando a un ritmo così rapido che, paesi da sempre considerati di secondo ordine si stanno sviluppando tanto velocemente da creare una concorrenza smisurata a quelle economie che fino ad oggi sono sempre state pensate come potenze economiche.

Bali con i suoi milioni di visitatori all’anno sta crescendo esponenzialmente ed è sicuramente uno dei luoghi nel mondo in cui la redditività è più elevata – spiega ancora Michele Porinelli -. Di fatto già oggi ci sono molte località nell’arcipelago indonesiano dove poter investire a prezzi molto vantaggiosi perché sono isole ancora in divenire e con grande potenzialità, ma che già nel giro dei prossimi 5-7 anni avranno una notevole esplosione e saranno allo stesso livello di Bali, come per esempio l’isola di Sumba, Flores e Lombok”.

In generale, il sempre maggior numero di turisti portano inevitabilmente con se nuovi investimenti internazionali e nei prossimi anni ci saranno molti centri turistici anche in altre isole dove poter investire nell’immobile.

L’Italia, meta indiscussa sul fronte del turismo e facente parte del G7, sempre da quello che si evince dalla mappa disegnata dalla multinazionale di consulenza Pwc del potere economico mondiale nell’anno 2050 sarà, insieme alla maggior parte dei paesi Europei, fuori classifica.

Bosch punta Whirlpool. Ecco i ruoli di Electrolux, Beko e Whirlpool USA

Settore del bianco in convulsione.
Aziende top players, geopolitica, Isis, pirati e Boko Aram: ecco come sta succedendo.

Lo scenario mondiale delle M&A (ovvero delle fusioni ed acquisizioni) nel settore strategico della tecnologia domestica (elettrodomestici, Smart Home, elettronica di consumo, clima, componenti, eccetera) che pareva concluso con l’acquisizione da parte del gruppo Beko (della conglomerata turca Koç, una potenza finanziaria mondiale) della Whirlpool (Europa, Africa, Russia e MO), è in convulsione.

Non solo. È inoltre ancora sospesa la conclusione della vicenda Electrolux (in lizza Midea, Hisense, Samsung o LG) e la Whirlpool Us (quel che resta della multinazionale) starebbe per essere comprata dalla Bosch.

Come riporta First Online, mesi fa un alto dirigente della società di Stoccarda (Gerlingen) aveva confermato che il gruppo aveva intenzioni di fare shopping ma solo per accrescere realmente e consistentemente i perimetri attuali.

Handelsblatt e Reuters hanno recentemente reso noto che l’offerta che il gruppo tedesco aveva fatto a Marc Bitzer, Ceo e presidente Whirlpool (tra tedeschi ci si intende sempre) è ben diversa da come è stata diffusa.

A comprare sarebbe non la Corporation ma la Fondazione Robert Bosch, il che è decisamente diverso poiché essendo una istituzione senza scopo di lucro, non dovrebbe per esempio distribuire dividendi agli azionisti. Oltre ad avere compiti e opportunità ben diverse dalla Corporation.

Posto che Bosch deve assolutamente diversificare attività ed investimenti (il settore auto in forte crisi), il problema è che il prossimo governo americano calerà la mannaia di dazi ingenti su tutto ciò che non è made in Usa e che la competizione con i cinesi ed i coreani è impari e sempre più insostenibile.

L’accordo tra le due company prevederebbe, sempre secondo quanto riporta First Online, eventualmente l’aggiunta a prezzi molto buoni anche di Electrolux per una nuova società interamente made in Usa (esente da dazi) subito da mettere in quotazione allo Stock Echange, dove capitali finanziari in cerca di opportunità e in gran parte legati alla fiorentissima e abilissima finanza ebraica (presente tra l’altro nei fondi pensione pare di Whirlpool e legata anche a Bosch) sono disponibili.

Voci molto insistenti riferiscono anche di un accordo tra Beko e Whirlpool per acquisire Electrolux e procedere alla messa in Borsa.

Dietro questi presunti movimenti si cela la ricerca di soluzioni che escludano capitali e aziende cinesi (il governo americano era già intervenuto per impedire la cessione di Whirlpool ai cinesi).

Dal Forecast Research di Allianz Trade arriva la news che a causa dell’aggravamento dei disastri sui nove stretti mondiali, le aziende prevedono un ulteriore calo del fatturato del 15% (addirittura quasi solo per il blocco dello Stretto delle Lacrime cioè Bab Al Mandeb).

In mano ormai non ai pirati ma a tutto il pulviscolo ex Isis e Boko Aram che dall’Africa si sono spostati da molti mesi sugli stretti e che concedono ai pirati la “licenza” di lavorare previo pagamento di una mazzetta del 20-30%.

Anche l’Italia segue attentamente le vicende: le aziende italiane che fabbricano da sempre componenti strategici per la filiera degli elettrodomestici e che sono sopravvissute allo tsunami dei prodotti cheap cinesi sono riconosciute come aziende che lavorano bene, ma quando qualcuno compra poi può spostare equilibri e quote di mercato.

Volkswagen: il governo tedesco blocca la vendita ai cinesi

Berlino e Bruxelles si oppongono “per motivi di sicurezza”.
La trattativa era stata annunciata giugno 2023 ma senza dettagli sul prezzo.

Il governo tedesco ha bloccato la vendita delle attività di turbine a gas di Man Energy Solutions, controllata Volkswagen, a una società cinese, adducendo motivi di sicurezza.

La decisione, come riporta Reuters, giunge in un contesto di crescenti tensioni commerciali tra Ue e Cina.

Il ministero dell’Economia tedesco può rivedere e bloccare le transazioni che si ritiene abbiano implicazioni per la sicurezza nazionale, e Berlino e Bruxelles stanno cercando di ridurre i rischi derivanti dai legami economici con Pechino.

La prevista vendita dell’azienda tedesca alla società statale cinese Csic Longjiang GH Gas Turbine Co (Ghgt) è stata annunciata nel giugno 2023 senza dettagli sul prezzo, ma a settembre Man Energy Solutions ha detto che il governo avrebbe seguito attentamente gli sviluppi.

Ghgt appartiene a China State Shipbuilding Corporation (Cssc), che domina l’industria navale cinese.

Alcuni politici tedeschi temono che la Cina possa utilizzare le turbine a gas non per scopi civili ma per alimentare navi da guerra.

Interrogata sulla decisione in una conferenza stampa, il ministro degli Interni Nancy Faeser l’ha accolta con favoreper motivi di sicurezza“.

Cortocircuito a Sinistra: lgbt+ e Islam non possono coesistere

Chi può usare lo spogliatoio femminile tra un trans e una donna musulmana?
L’azienda lo autorizza a entrambi che però non possono “coesistere” tra loro: si va in tribunale e con la nuova legge sarà solo l’inizio di una raffica di denuce.

Era solo questione di tempo, anche se dall’altra parte della ponda questa cosa veniva fatta loro notare già in tempi non sospetti.

Ora arriva il caso concreto che manda in cortocircuito le politiche sinistre del politically correct e la loro gestione.

In Germania, infatti, sarà necessaria una sentenza che farà giurisprudenza probabilmente a livello molto più esteso.

Ecco, come riporta Il Giornale citando il Berliner Zeitung, cos’è successo:

Kylie è un dipendente della McDonald alla Hauptbahnhof (la stazione centrale di Berlino) ed ha fatto coming out come “transfrau” (letteralmente “donna trans“); anche la traduzione potrebbe non essere considerata correttissima dai diretti interessati in quanto si tratta più precisamente di uomo che decide di essere donna anche se non si è ancora operato (e da non confondere con travestito).

Succede che questa persona chiede di potere utilizzare lo spogliatoio delle dipendenti: la direzione non ha nulla in contrario, ma una cameriera islamica proibisce a Kylie di cambiare l’uniforme vicino a lei.

A questo punto i responsabili del fast food cambiano idea e appoggiano la ragazza, pregando Kylie di tornare nello spogliatoio maschile.

La transfrau non è d’accordo e non accetta nemmeno la soluzione di compromesso, ovvero il trasferimento in un’altra filiale dove si trattano hamburger e dove quindi non lavorano dipendenti musulmani.

Kylie denuncia quindi la direzione per discriminazione, chiedendo un risarcimento.

In una prima istanza il giudice le dà tuttavia torto e la costringe ad andare direttamente a processo al tribunale del lavoro.

La persona gender fluid presenta quindi ulteriore ricorso ed è qua che i cittadini berlinesi rischiano seriamente di spaccarsi.

Loro, del resto, sono da sempre all’avanguardia nell’accettare ogni variante sessuale, ma adesso si trovano in scacco matto tra tolleranze di segno opposto.

Qualunque sarà la conclusione, infatti, non potrà accontentare tutti: nemmeno nella capitale europea più “tollerante”.

Nel frattempo, il governo del cancelliere Olaf Scholz, reduce da una recente batosta alle elezioni europee ed ormai considerato un semplice reggente e traghettatore fino al voto nazionale del settembre 2025, ha proposto con la sua coalizione una legge sulla autodeterminazione di genere: seguendo di fatto la moda del momento e imitando in questo gli Stati Uniti d’America, ognuno potrà decidere a quale sesso appartenga e cambiare idea quando vuole, nel caso la norma dovesse essere approvata.

Se approvata, c’è da aspettarsi una nevicata di denunce per discriminazione, sessismo, mobbing e quant’altro dato ogni giorno una persona potrebbe dichiarare di sentirsi di un nuovo sesso: se fino a ieri si sentiva uomo, oggi potrebbe denunciarvi per come vi approcciate perchè si sente donna.