Il coronavirus toglie la maschera all’Ue

E’ bastato un virus per far cadere la maschera all’Ue.
L’asse franco-tedesco fa ciò che vuole, l’Italia subisce. L’Unione non esiste.

Serviva, forse, un virus per farci aprire gli occhi.

Sarà la paura che scatta in automatico quando ci si trova in situazioni di emergenza, specie se contro un nemico che non si conosce nemmeno fino in fondo; sarà che ciò che sta succedendo è qualcosa di troppo palese anche per chi non vuol vedere (approfondimento al link).

Il passo più difficile per una persona è quello di ammettere i propri errori. Dal punto di vista di un elettore, quindi, è quello di ammettere di essere stato ingannato dai politici in cui riponeva tutta la sua fiducia.

Fatto sta che ora è decisamente evidente: l’Unione europea non esiste. O, meglio, è solo una dittatura finanziaria.

Abbiamo cercato di capire cosa ci fosse dietro al coronavirus in un precedente articolo (reperibile al link) e le attuali mosse degli Stati ce lo starebbero confermando.

Nel momento in cui l’Italia invoca aiuto, non solo l’Ue ci scarica tramite le dichiarazioni del presidente della Bce Christine Lagarde (approfondimento al link) e ci fa perdere tempo utile nell’intervenire esaminando la richiesta di fare spesa a deficit (di fatto permettendoci con gravoso ritardo di usare soldi nostri), ma Francia e Germania declinano addirittura di supportarci tramite l’invio di mascherine. Altro che solidarietà europea.

L’Italia, dunque, non riceve le mascherine e deve aspettare tempi biblici per poter spendere i suoi 25 miliardi di euro.

Germania e Francia

Poco dopo, la Germania dichiara che per l’emergenza da coronavirus stamperà la bellezza di 550 miliardi di euro tramite la banca pubblica KfW (Kreditanstalt für Wiederaufbau), l’equivalente della nostra CDP (Cassa Depositi e Prestiti), sotto forma di aiuti di Stato.

Non solo, il ministro delle finanze Olaf Scholz aggiunge anche che “non esiste un limite massimo alla quantità di credito che KfW può garantire”. Ciò significa che non esiste limite alla quantità di soldi che si possono stampare.

Gli fa poi eco il ministro dell’economia Peter Altmaier:

Abbiamo promesso che questo piano non fallirà per mancanza di denaro o di volontà politica.

Crolla tutto.

Tutto quello che ci hanno propinato per anni ed anni sul deficit, sul debito, sull’austerity, sul “vivere al di sopra delle proprie possibilità”, sparisce con una sola frase. Addirittura con buona pace di ogni regola e regolamento europeo; gli stessi a cui l’Italia è sempre stata sottoposta rigidamente proprio da Berlino che ordinava di “fare i compiti a casa”.

Ma ancora, insieme alla Francia, che con la scusa dei motivi di sicurezza dovuti al coronavirus sta militarizzando il Paese per sedare le rivolte dei “gilet gialli” che ormai da tempo sono una spina nel fianco di Macron (approfondimento al link), ci dicono di voler nazionalizzare e riportare in patria le aziende strategiche, ammettendo che il modello economico improntato sul mercatismo da loro stessi eretto a bene assoluto, non è poi così buono (basti pensare che l’Italia non ha nemmeno un’azienda che produca mascherine sul territorio nazionale, in quanto tutto è stato delocalizzato per produrre a basso costo).

Più precisamente, sempre il ministro dell’economia tedesco, ha detto:

Aziende d’importanza strategica andrebbero nazionalizzate e rilocalizzate in patria: la crisi del coronavirus  ci ha insegnato che le nostre farmaceutiche dipendono troppo dalle importazioni dall’Asia  dei componenti principali; bisogna riportare i loro  siti di produzione in Europa: L’idea giusta è ridurre al minimo le dipendenze unilaterali, per riconquistare la sovranità nazionale nelle aree sensibili.

Altmaier invoca quindi la sovranità, la stessa parola per la quale l’Italia viene definita populista, fascista e razzista.

Sugli stessi passi il ministro dell’economia francese, Bruno Le Maire:

Bisogna riconsiderare tutte le catene del valore strategiche; nell’aeronautica, nello spaziale, nell’auto, nella farmaceutica e vedere a qual livello dipendiamo dall’approvvigionamento estero. Se  scopriamo che per certe filiere dipendiamo per il 70-80 per cento dall’estero, bisogna rimpatriarne un certo numero  o crearne queste attività sul nostro territorio.

Dice, in buona sostanza, che come la Germania vuole diminuire la dipendenza della Francia dalla Cina.

Questa avversione nei confronti della Cina che emerge proprio dopo l’accordo che prende il nome di “Via della seta”, firmato tra l’Italia e la stessa Cina e ci fa tornare all’articolo.

L’Ue

Ci indottrinano che le frontiere non esistono, ma poi le chiudono agli italiani. Ci indottrinano che le razze non esistono, ma poi ci dicono che il genoma italiano di coronavirus è stato esportato nel mondo, di cui ora ne siamo gli untori.

Ci indottrinano che siamo tutti europei, ma le mascherine agli italiani non le mandano.

Poi, dopo che hanno finito di cannibalizzare l’eurozona e vedono che la loro economia comincia ad andare in crisi, fanno il bello ed il cattivo tempo a loro piacimento, facendo svanire senza il minimo problema tutta la retorica fattaci su pareggio di bilancio, bail-in, deficit ed austerity (mettendo inoltre in luce la totale assenza di logica delle regole, approfondimento dello stesso autore per la rivista “Wall Street Italia” al link).

Cosa dice l’Europa del comportamento tedesco? Non pervenuta. Un assordante silenzio.

Con i ripetuti “ce lo chiede l’Europa” abbiamo tagliato 37 miliardi di euro alla sanità ed ora che ne abbiamo bisogno, dobbiamo puntare sulle donazioni del popolo per salvare i nostri cittadini (esattamente come quando l’Ue ci disse che per i terremotati non c’erano le condizioni per fare spesa pubblica).

La Spagna ha varato un piano da 200 miliardi di euro, la Svezia da 300 miliardi di corone svedesi, la Gran Bretagna da almeno 330 miliardi di sterline, l’America da 1.200 miliardi di dollari (che verserà sui conti correnti dei cittadini, senza farli passare per le banche per immetterli nell’economia reale), la Cina ha stampato solo all’inizio dell’emergenza l’equivalente di 156 miliardi di euro (approfondimento al link).

L’Italia ha avuto il permesso (che è ben diverso da “ha deciso”) di spendere 25 miliardi di euro ma ha dovuto promettere che una volta passata l’emergenza farà austerity più forte di prima.

Tradotto: se non moriremo di coronavirus, moriremo di Europa.

Coronavirus, cosa c’è dietro?

Cosa c’è dietro al virus che sta spaventando il mondo intero?
America, Cina, Italia, Francia, Germania, Ue, Iran, Russia ed Israele: qual è l’intreccio geopolitico degli attori in gioco?

Ci sono molte ombre dietro a quello che sta accadendo.

C’è un virus che parte da Wuhan, in Cina, e si diffonde in tutto il mondo.

Dicono che sia geneticamente molto simile al virus della Sars, l’influenza aviaria, ma che sia più forte e che abbia alcune peculiarità dell’HIV; che colpisca le vie respiratorie, sopravviva nell’aria per 30 minuti e sulle superfici addirittura per 9 giorni (ricerca tedesca).

I sintomi sono simili all’influenza: febbre, tosse secca, mal di gola e difficoltà respiratorie come da affaticamento.

Il periodo di incubazione è di 2 settimane. Durante questo periodo, si è asintomatici ma comunque contagiosi.

Ci hanno detto che il virus è nato dai pipistrelli e dai serpenti, che poi è mutato divenendo trasmissibile all’uomo. Poi però ci dicono che il virus non attacca gli animali domestici da compagnia; com’è possibile?

Ci hanno detto che il virus è solamente una forte influenza e che a causa del virus muoiono “solo” le persone anziane o che avevano già problemi pregressi. Poi però, vediamo che il medico cinese che ha scoperto il coronavirus è morto da contagio, non aveva patologie pregresse ed aveva 34 anni; perché è l’unico giovane morto di coronavirus?

L’Oms dice che ci vorrà circa un anno e mezzo per trovare il vaccino. Ma poi vediamo che nel pieno dell’emergenza sanitaria in Europa, proprio mentre tutti gli Stati effettuano divieti e limitazioni chiudendo trasporti e frontiere, l’America invia in Europa 30.000 soldati più almeno altrettante attrezzature militari (nonostante o stesso Trump avesse chiuso le rotte aeree dall’Europa per 30 giorni). A cosa servono questi militari?

La versione ufficiale è l’addestramento “Defender Europe 2020“; ma perché un addestramento sarebbe tanto importante da sottoporre al rischio contagio i soldati? E a quale pericolo di attacco sarebbe sottoposta l’Europa se l’operazione, traducendo, si chiama “difensore dell’Europa 2020“?

Perché la Germania punto tanto il dito contro l’Italia dicendo che non ha controllato come doveva, se il primo contagio in Europa è partito dalla Baviera?

Perché ci fanno passare come gli untori del mondo e la presidente della Bce Christine Lagarde fa dichiarazioni scandalose e criminali nel momento in cui l’Italia è in piena emergenza (approfondimento al link)?

Perché Francia e Germania vietano l’export di mascherine verso l’Italia, che aveva chiesto aiuto?

Gli attori geopolitici ed i loro ruoli

Abbiamo provato ad analizzare i punti di vista di più esperti: dal noto filosofo ed autore Diego Fusaro, al giornalista e geografo Manlio Dinucci, già direttore esecutivo per l‘Italia dell’International Physicians for the Prevention of Nuclear War (associazione vincitrice del Nobel per la pace nel 1985), passando per il giornalista di geopolitica Cesare Sacchetti ed i portavoce de “Il Vaso di Pandora“.

Riassumendo i loro punti di vista, potremmo dire che il virus pare avere un’intelligenza notevole: ha colpito la Cina (approfondimento al link) nel miglior momento della sua economia, quando si stava candidando ad essere la prima potenza mondiale e proponeva velatamente lo yuan (la moneta nazionale cinese) come valuta di riferimento mondiale al posto del dollaro americano.

La Cina, inoltre, il più grande esportatore del mondo, compra buona parte del petrolio dall’Iran (attualmente uno dei Paesi più colpiti dal coronavirus). La cosa non piace assolutamente all’America che, con il pretesto degli accordi sul nucleare, voleva dichiarare guerra all’Iran (approfondimento al link). La cosa è poi sfociata nella morte di Soleimani (approfondimento al link) e la risposta iraniana (approfondimento al link).

Chi si schierò apertamente da parte dell’America, fu Israele (approfondimento al link).

Succede poi , nel frattempo, che l’Italia firma un accordo commerciale con la Cina, denominato “La via della seta“. Il medesimo accordo consiste nel dare all’Italia una posizione privilegiata nei rapporti commerciali con la Cina e brucia nel tempo sia Germania che Francia, le quali prima criticano l’Italia per l’accordo, poi corrono a farne uno a loro volta al fine di non perdere troppa concorrenza.

Per impedire che questo accordo faccia diventare l’Italia una nazione più forte appoggiata dalla Cina, entrano in scena i servizi segreti Francesi che concordano assieme a quelli tedeschi ed israeliani la strategia per mettere in un solo colpo in ginocchio l’economia cinese e quella italiana.

La Francia ha una centrale costruita nel 1934 esattamente nella città di Wuhan (maggiori informazioni cliccando su “mostra tutto/view all” al link), nella quale si mettono a punto studi su virus e batteri.

La Germania trova il kamikaze di turno che in qualità di ricercatore va nella centrale e fa uscire il virus infettandosi da solo, quindi saluta dando la mano a tutti nella centrale ed in città spargendo il virus, per poi rientrare in Germania consapevole di quello che ha appena fatto. Lui è il “paziente 0” e viene mandato in Italia, precisamente a Codogno, dove fa partire il focolaio e torna in Germania.

Gli israeliani (come visto alleati degli americani), che hanno una intelligence che è forse la migliore al mondo, molto probabilmente hanno già il vaccino pronto, ne ricaveranno valanghe di soldi e lo hanno già usato per proteggere i soldati americani arrivati in Europa (anche se non risulta ancora chiaro da chi ci debbano difendere o perché un’esercitazione sia tanto importante).

Ecco quindi che Francia e la Germania scaricano la colpa sui cinesi, gli americani colpiscono la Cina e gli israeliani si arricchiscono. L’Italia perde il suo motore economico prima perché si blocca il nord (intelligente questo virus, vero?), poi si ferma tutta per la felicità dell’asse franco-tedesco e dando ormaoi la possibilità all’Europa, tramite Fmi (Fondo Monetario Internazionale) e Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità), di farle fare la stessa fine della Grecia, e qui torniamo alle dichiarazioni della Lagarde, che confermano che l’Ue non è altro che una dittatura europea (approfondimento al link).

La Russia resta a guardare, perché i soldati americani portati in Europa potrebbero proprio a scatenare la guerra con la Russia che l’America tanto cerca.

La Cina, per il momento, forse proprio in virtù dell’accordo commerciale firmato, resta l’unico Paese che ci sta aiutando.

Siamo troppo piccoli per sapere cosa ci sia davvero dietro a tutta la storia ma, socraticamente, solleviamo dubbi.

(Versione polacca al link – a cura di Magda Żymła)
(Versione inglese al link – a cura di Jolanta Micinska – Hercog)

Cosa ci ha insegnato il coronavirus

Le colpe del mercatismo, la necessità di una Banca Centrale e della Sanità pubblica, la vera faccia dell’Ue.
L’unico aiuto arriva dalla Cina.

Ogni problema che abbia un impatto di una certa portata, porta con sé una lezione da imparare e da non dimenticare.

Come abbiamo già visto, purtroppo, non è stato il caso della grande speculazione del 1992 (approfondimento al link).

Il coronavirus, che è ancora in corso, ci ha fatto capire delle cose che ormai dovrebbero essere palesi e chiare a chiunque.

Innanzitutto che darsi al mercatismo più sfrenato non è stato poi così saggio: le politiche liberiste adottate hanno distrutto la domanda interna e ci hanno resi dipendenti dall’estero.

Altro cosa che ormai resta privo di dubbi è che una Banca Centrale serve; è infatti necessario poter intervenire a supporto dell’economia nei tempi, nei modi e nelle quantità di cui si necessita, senza dover dipendere da nessuno.

Mentre la Cina immetteva nel sistema 156 miliardi di euro in un solo giorno per fronteggiare il blocco dell’economia (approfondimento al link) e la Polonia ha formalizzato un piano preventivo in cui permette alle persone di stare a casa con i figli (data la chiusura delle scuole) garantendo la retribuzione, l’Italia ha dovuto chiedere in ginocchio all’Europa di poter incrementare il deficit per fronteggiare l’emergenza.

Siamo al punto di dover chiedere se possiamo usare i nostri soldi, per poi restituirli con gli interessi; l’Ue, come se non bastasse, ci fa perdere tempo analizzando tecnicamente la situazione e stimando quanta austerity in più dovremo fare una volta passata l’epidemia per far tornare i conti a posto.

Esattamente com’era successo in occasione dei terremoti che avevano distrutto parte dell’Italia: l’Europa non riteneva che la causa fosse sufficiente ad aumentare il deficit.

Ora più che mai è chiaro che la sovranità monetaria è vitale, oltre che prevista dalla Costituzione.

Ancora, abbiamo capito che il modello della sanità pubblica è da preferirsi a quello della sanità privata: ora tutti hanno bisogno ed invocano, giustamente, l’assistenza sanitaria dello Stato, che deve garantire la salute dei suoi cittadini.

Il problema è che, proprio grazie ai diktat europei improntati sul mercatismo, negli ultimi anni abbiamo effettuato solo tagli su tagli, per la precisione 37 miliardi di euro, che visto la chiusura di ospedali e la riduzione di tutto ciò che è inerente alla sanità, dal personale alle attrezzature: l’Italia è passata dall’avere la miglior sanità al mondo, ad avere meno di 4 posti di terapia intensiva ogni 1.000 persone.

Per potere spendere, si deve prima pensare a dove aumentare le tasse in modo da recuperare i soldi necessari (approfondimento al link, dove si parla della “virus tax“), tanto che il personale ospedaliero si fa le mascherine con i fazzoletti di carta autonomamente acquistati, perché lo Stato non hai soldi per rifornire le strutture sanitarie.

Ancora una volta, ci si appella alla bontà ed alla solidarietà del popolo chiedendo donazioni volontarie: ma è uno Stato normale uno Stato che riduce a dover chiedere le donazioni ai proprio cittadini in casi di emergenza simile?

Infine, chiudendo il cerchio, abbiamo capito che l’Ue altro non è che una dittatura finanziaria: è presente solo nel farci i conti, nel dirci cosa possiamo o non possiamo fare, quante tasse dobbiamo pagare, quanto dobbiamo tagliare e dove.

Nel momento del bisogno, anziché comportarsi come un corpo unico, abbandona chi è in difficoltà, fa dichiarazioni scioccanti come quelle della presidente della Bce Christine Lagarde (approfondimento al link), e si vede sbattere la porta in faccia da Francia e Germania, che hanno vietato l’export di mascherine rifiutando la richiesta d’aiuto italiana.

Come se non bastasse, la Francia ha fatto della satira di pessimo gusto e tutti ci guardano come gli untori del mondo dopo che la Germania ci ha indicati come i colpevoli dell’espandersi dell’epidemia, ritenendoci colpevoli nei mancati controlli necessari, ma dimenticando che il contagio in Europa è partito proprio da loro, nella Baviera.

Ci ha aiutati solo la Cina, che ci ha inviato personale sanitario, attrezzature mediche e sangue di pazienti guariti da poter analizzare insieme a loro.

Coronavirus: in Italia più casi che ad Hong Kong

L’Italia supera Hong Kong per numero di casi; cosa incredibile vista la posizione geografica dei due Paesi: il governo decreta la quarantena.
Chi veniva etichettato come fascista, razzista e sciacallo, aveva solo avuto un anticipato e razionale buon senso.

Dilaga l’emergenza coronavirus in Italia, dove i casi hanno superato addirittura quelli rilevati ad Hong Kong.

Risulta davvero incredibile comprendere come sia possibile che l’Italia, geograficamente totalmente isolata dalla Cina, conti più contagi di quanti ne contino gli Stati confinanti.

Il governo, tramite decreto, ha isolato e messo in quarantena le zone colpite dai focolai; sospesi inoltre gli eventi sportivi di tutte le categorie e discipline in Veneto e Lombardia.

Una mossa tardiva, a quanto pare. Chi chiedeva il controllo totale dei confini e la quarantena per le persone provenienti dalle zone a rischio, veniva etichettato come fascista, razzista e sciacallo.

Le cose, dunque, sono due: o il governo è improvvisamente diventato fascista, razzista e sciacallo, o chi chiedeva di applicare queste precauzioni due mesi fa aveva solo un razionale ed anticipato buon senso.

Rimane incredibile come due persone contagiate e provenienti proprio da Wuhan, abbiano potuto liberamente girare per luoghi turistici italiani addirittura per 8 giorni (approfondimento al link).

Di seguito, la tabella aggiornata con il numero di casi e decessi per ogni Stato:

Per chi volesse partecipare al nostro sondaggio sulle responsabilità dell’attuale situazione, sarà sufficiente accedere ai nostri profili facebook e twitter (troverete il sondaggio in cima al profilo di ogni pagina).

Coronavirus in Italia: a chi la responsabilità?

Scoppia l’epidemia di coronavirus in Italia: casi di contagio in continuo aumento e città isolate con divieto di andare al lavoro.
Ecco il sondaggio per dire, secondo voi, di chi è la responsabilità.

L’epidemia di coronavirus è esplosa, purtroppo, anche in Italia.

Le regioni principalmente coinvolte sono Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. I casi di contagio sono in continuo aumento, ci sono città isolate e con il divieto di recarsi al lavoro per ordinanza del Tribunale ordinario di Milano: Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Castelgerundo, Terranova dei Passerini e San Fiorano.

Recentemente, dopo che il metodo di diagnosi è stato corretto, i casi di contagio in Cina sono decuplicati in un giorno (approfondimento al link) e la cosa sembra prendere conseguenze decisamente più gravi di quelle ufficialmente comunicate poco tempo fa.

In Africa il direttore dei Centri africani per il controllo delle malattie e la Società internazionale per le malattie infettive hanno lanciato l’allarme (approfondimento al link).

L’Italia ha bloccato i voli diretti da e per la Cina, ma è sufficiente uno scalo internazionale per aggirare questo blocco. Per il resto, nessuna precauzione: le quarantena per chi arriva da zone a rischio non è obbligatoria, gli sbarchi non sono stati sospesi e le persone non vengono controllare; tanto che due cinesi contagiati e provenienti proprio da Wuhan hanno girato liberamente per luoghi turistici italiani per ben 8 giorni (approfondimento al link).

Al momento, l’unica azione del governo è stata quella di vietare la parola “coronavirus” in modo da cercare di limitare lo spargersi del panico (approfondimento al link).

Per capire, secondo voi, di chi è la responsabilità dell’esplodere dell’epidemia in Italia, abbiamo creato un sondaggio reperibile al nostro profilo twitter.

Le scelte possibili sono le seguenti e potete partecipare al sondaggio anche commentando qui:

  1. La responsabilità è del governo
  2. Non è colpa di nessuno, non ci si può fare niente
  3. Il coronavirus è un fake, ovvero tutta una messa in scena per coprire altri problemi;
  4. Non saprei rispondere