Home

Green pass obbligatorio al lavoro: ok dalla Camera

Il governo aveva posto la fiducia: 300 favorevoli e 33 contrari.
Clamorosa assenza alla Camera: 297 gli assenti.

L’obbligo di green pass sul lavoro è legge.

Dopo l’ok del Senato arriva anche quello della Camera, con il governo che aveva posto la fiducia.

Ora che il decreto è legge e l’obbligo di green pass sul lavoro resterà in vigore almeno fino al 31 dicembre, data alla quale (per ora) è fissata la scadenza dello stato d’emergenza.

La votazione si è conclusa con 300 voti favorevoli e 33 contrari, tra cui quello del Leghista Claudio Borghi Aquilini, come da lui postato tramite il proprio profilo Twitter.

Clamorosa, invece, l’assenza alla votazione: addirittura 297 deputati non erano infatti presenti, ovvero circa la metà.

Polonia: si lavorerà 24h al giorno per costruire la barriera con la Bielorussia

I lavori inizieranno entro la fine dell’anno.
180 km d’acciaio e filo spinato per 5,5 metri d’altezza.

Il ministro polacco degli affari interni e dell’amministrazione, Kamiński, ha twittato che la Polonia lavorerà 24 ore al giorno per costruire una barriera al confine con la Bielorussia, visti le recenti tensioni ed i problemi legati all’immigrazione di massa dal Paese di Lukashenko verso quello di Morawiecki, dove i migranti continuano i tentativi di forzare la frontiera con la forza a Kuźnica, dove hanno lanciato verso poliziotti e soldati polacchi pietre e bombe carta ottenendo una risposta tramite cannoni ad acqua da parte della milizia polacca.

Come riporta Gazzetta Italia, giornale bi-lingue italo-polacco con sede a Varsavia, i lavori inizieranno entro la fine dell’anno ed il loro completamento è previsto entro la metà del 2022.

Il progetto prevede la costruzione di una barriera in acciaio lunga 180 chilometri ed alta 5,5 metri, con all’estremità superiore l’aggiunta di filo spinato.

Non solo. Alla frontiera saranno installati sensori di movimento e telecamere con rilevamento diurno e notturno.

La recinzione avrà luogo in Podlachia, mentre il fiume Bug offre una barriera naturale.

Proprio a causa degli eventi, dal 2 settembre è in vigore lo stato di emergenza in 183 località situate nei voivodati di Lublino e Podlachia; secondo il decreto legislativo preliminare lo stato di emergenza è stato introdotto per 30 giorni ma a fine settembre è stato prorogato di altri 60.

Carrefour cede 106 negozi in Italia

769 i licenziamenti totali previsti.
Ecco le regioni interessate.

Se ne parla da molto, ma ora purtroppo i numeri del ridimensionamento cominciano a prendere forma.

Il colosso francese della GDO (Grande Distribuzione Organizzata), infatti, ha avviato una procedura di licenziamento collettivo che porterà verosimilmente alla chiusura di 106 negozi in Italia.

Stando a quanto riporta Notizie.it, le regioni interessate sono Lombardia, Lazio, Liguria, Valle d’Aosta, Campania, Piemonte, Emilia Romagna, Sardegna e Toscana. Dalle chiusure dei punti vendita in queste 9 regioni, sono previsti in totale 769 licenziamenti.

Più precisamente, la riduzione della forza lavoro è composta circa come di seguito: 313 impiegati nei market, 261 impiegati nei supermarket, 168 impiegati nei Cash & Carry e tra le varie sedi amministrative.

Tramite la nota riferita alle parti sociali, Carrefour avrebbe giustificato i licenziamenti sostenendo quanto sotto:

I licenziamenti sono dovuti ad una grave situazione economico gestionale. Il complessivo calo del fatturato e dei clienti da un lato, e l’incidenza del costo del lavoro dall’altro, hanno determinato una situazione di grave squilibrio che ormai non è più sostenibile e costringe la società ad un intervento strutturale volto a riequilibrare il rapporto tra personale e fatturato.

Inoltre, come riporta Il Giorno, la società ha aggiunto che il piano degli esodi incentivati sarà gestito su base volontaria:

Con riferimento al piano di trasformazione e rilancio per il 2022 annunciato da Carrefour Italia lo scorso 1° ottobre e discusso nuovamente nel corso di un incontro con i sindacati l’11 novembre scorso, Carrefour ha confermato che il piano di esodi incentivati presentato ai sindacati sarà gestito su base esclusivamente volontaria tramite l’attivazione di una procedura formale come previsto dalla legge, e coinvolgerà circa 600 collaboratori dei punti vendita diretti su tutto il territorio nazionale e 170 collaboratori della sede centrale. Con il piano di rilancio Carrefour conferma la volontà dell’azienda di restare e continuare ad investire in Italia, con l’obiettivo di tornare alla profittabilità e ad una crescita duratura.

Tim: possibile rinegoziazione con Dazn

Accordo di partnership sotto riesamina.
Scarsi i risultati commerciali ma la trattativa difficile.

Tim, Telecom Italia Mobile, starebbe valutando la possibilità di rinegoziare i termini dell’accordo di partnership stipulato con Dazn.

A riportarlo sono Reuters ed Il Messaggero, citando fonti vicine alla situazione, secondo le quali lo spazio di manovra sarebbe tuttavia ristretto.

Al centro della questione ci sarebbero i risultati in termini commerciali peggiori del previsto.

Nessuna delle due parti ha però voluto commentare la notizia, mentre il titolo Tim a Piazza Affari ha registrato un aumento del 3,5%.

Soldi per onorificenze: si dimette l’aiuto del principe Carlo

A lungo tra i più stretti collaboratori, era ceo della Princès Foundation.
Al centro dello scandalo un’onorificenza ad un tycoon saudita.

Si è dimesso Michael Fawcett.

L’ex aiutante del principe Carlo, da anni tra i suoi più stretti collaboratori oltre che ceo della Princès Foundation (fondazione creata dall’erede al trono) ed ex assistente personale (valet), ha rassegnato le dimissioni in seguito allo scandalo legato alla concessione di onorificenze reali in cambio di cospicue donazioni.

Come riporta Leggo citando a sua volta il Daily Mail, infatti, al centro dello scandalo ci sarebbero le accuse di aver agevolato cospicue donazioni in denaro alla Princès Foundation da parte di un tycoon saudita che in cambio ha ottenuto una importante onorificenza reale nel 2016.

Un portavoce di Clarence House, inoltre, ha precisato che non ci saranno più legami fra le attività del principe di Galles e Fawcett, anche per quanto riguarda la società di organizzazione di eventi dell’ex valet di Carlo.