Home

Parma prima per qualità della vita

Dal 39esimo posto interrompe la serie tra Trento e Pordenone.
Ultima Crotone.

Un balzo enorme per scalare la vetta.

È quanto ha fatto la provincia di Parma, in merito alla classifica della della qualità della vita stilata da Italia Oggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni.

La 23esima edizione, che di solito vedeva alternarsi al primo posto Trento e Pordenone, vede la provincia di Parma aggiudicarsi il primo posto, nonostante il piazzamento al 39° posto dell’anno scorso.

Buon balzo in avanti anche per Bolzano, che passa dall’ottavo al terzo posto, Bologna, che si classifica quarta rispetto al vecchio piazzamento che la vedeva 27esima, e Milano, passa dal 45esimo posto al quinto.

Da segnalare anche il progresso di Trieste, che passa dal 40esimo posto al settimo, e di Firenze, che partendo dalla 31esima posizione arriva alla sesta.

Il primato della provincia di Parma, che appartiene al cluster Metropoli ovvero il raggruppamento di aree urbane del centro-nord che ha fatto registrare un’ottima capacità di reazione alla pandemia, deriva dal piazzamento nel gruppo 1 in 4 dimensioni su 9.

Guardando il fondo della classifica, invece, vediamo che a perdere il maggior numero di posizioni è Taranto, passando dalla 94esima posizione alla 103esima; più o meno stabili nei bassifondi Foggia, Napoli e Siracusa. Chiude la classifica Crotone che, nonostante le posizioni di vertice con riferimento alla sicurezza sociale e registrando risultati sopra la media nella dimensione demografica, risulta fanalino di coda in 5 dimensioni (affari e lavoro, ambiente, istruzione e formazione, reddito e ricchezza, tempo libero).

Under 36: bonus per le assunzioni

Tentativo di incentivare l’assunzione dei giovani.
Ecco i requisiti per ottenere i benefici.

La legge di bilancio del 2021, tra le altre cose, vede l’introduzione di un Bonus per l’assunzione di under 36.

Il beneficio, come riporta Notizie.it, è previsto per tutte le persone che non hanno ancora compiuto il 36esimo anno di età e che non siano stati regolarizzati con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Il datore di lavoro che, intendono assumere a tempo indeterminato o stabilizzare il rapporto di lavoro a termine, riceverà un bonus per la durata di 3 anni e fino ad un limite massimo di 6.000 euro su base annua.

Per aderire all’esonero contributivo, che prenderà il via dal primo gennaio 2022, ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2022

Ovviamente, per fare richiesta è propedeutico che il datore di lavoro sia in regola con tutti gli obblighi di contribuzione ed abbia rispettato tutte le condizioni previste nei contratti collettivi nazionali di lavoro.

Sono, invece, esclusi dal Bonus i rapporti di apprendistato e i contratti di lavoro domestico, in quanto già prevedenti sgravi fiscali dal punto di vista normativo.

Il medesimo Bonus sarà inoltre maggiore per le regioni del Mezzogiorno: Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia ma anche Abruzzo e Sardegna, infatti, potranno giovare del Bonus per 48 mesi anziché 36, ovvero un anno in più.

Lavoro: 327.000 autonomi in meno da inizio pandemia

Il Covid fa strage di partite Iva.
In forte guadagno invece i colossi big tech.

Una pandemia che non colpisce in modo simmetrico, indistinto.

Questo è quanto risulta dai dati della Cgia di Mestre, nei quali si evidenzia che da febbraio 2020 a settembre 2021 i lavoratori autonomi, gli indipendenti e le partite Iva sono diminuiti di 327.000 unità, facendo registrare un calo pari a -6,3%.

I lavoratori dipendenti, invece, sono aumentati di circa 13.000 unità, registrando un +0,1% sempre nello stesso periodo di tempo.

Se ampliamo lo sguardo, inoltre, vediamo come la pandemia di Covid sia stata un vero affare per i grandi colossi big tech:

Crollo degli ascolti: chiudono Tg4, Studio Aperto e Sportmediaset?

Taglio del personale; resterebbero solo Tg5 e Tgcom24.
Ma fonti Mediaset smentiscono.

Drastica decisione di Pier Silvio Berlusconi.

A causa del pesante crollo degli ascolti (come già visto anche in questo precedente articolo reperibile al link), Mediaset sembrerebbe intenzionata a chiudere Tg4, Studio Aperto e Sportmediaset.

Stando a quanto riporta Libero, che a sua volta cita Fanpage.it, rimarrebbero in vita solamente la versione online Tgcom24 ed il Tg5; quest’ultimo, inoltre, con una messa in onda molto meno corposa nel corso della giornata.

Si parla di tagli al personale pari a 45 dipendenti in tre anni tra prepensionamenti su base volontaria e contratti in scadenza per collaboratori e giornalisti con contratto a tempo determinato che non verranno rinnovati: Per esempio, anziché inviare quattro cronisti per quattro telegiornali diversi a una conferenza stampa, ne verranno inviati solo due (o uno).

Tuttavia, i giornalisti delle testate che chiuderanno saranno impiegati nelle redazioni di video news e del mattino, come Mattino Cinque.

Stando però a quanto riporta La Gazzetta del Sud, fonti Mediaset avrebbero smentito la notizia, indicando piuttosto che l’unica ipotesi è cambiare nome a News Mediaset in TgCom e razionalizzare le linee, ma nessuna chiusura.

Festa dei single: boom di vendite su Alibaba

La festa spopola trai giovani.
Record d’incassi per il colosso delle vendite online.

74 miliardi di euro incassati in un giorno solo.

La cifra è il nuovo record registrato da Alibaba, colosso cinese del commercio online, grazie alla “Festa dei single” (anche nota come “Singles day” o, in mandarino “Guanggun Jie”).

Questa giornata si festeggia dal 1993 e sta spopolando tra i giovani che, praticamente come accade durante il “black Friday”, possono acquistare su internet milioni di prodotti in saldo, dall’abbigliamento all’informatica, passando per gli alimentari.

Rispetto alla festa dell’anno scorso, Alibaba ha incassato addirittura 10 miliardi di euro in più (ovvero circa l’8,5%): questa giornata, in Cina, ha un impatto talmente forte da superare gli eventi americani del “black Friday”, del “Prime Day” e del “Cyber Monday” che messi insieme hanno toccato quota 30,7 miliardi di dollari.

Nonostante la giornata sia stata in parte danneggiata dalle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime che hanno frenato anche la produzione cinese, Alibaba ha registrato entrate per un totale complessivo pari a 540,3 miliardi di yuan mentre la concorrente JD.com ha dichiarato vendite per 48,7 miliardi di dollari.

Ad aver partecipato al festival sono stati circa 290.000 marchi.