Macron contro i no vax: “Voglio farli arrabbiare davvero”

Il premier francese: “voglio rompergli i c…. e continueremo a farlo, questa è la strategia”.
Limitare al massimo le attività per i non vaccinati.

Macron si scaglia contro i no vax.

Il presidente francese non ha usato mezzi termini nell’intervista rilasciata al quotidiano “Le Parisien” e riportata poi anche da “Rai News”:

I non vaccinati, voglio davvero rompergli i c…., voglio davvero farli arrabbiare. E così continueremo a farlo, fino alla fine. Questa è la strategia. Non li metteremo in prigione, non li vaccineremo con la forza. E quindi bisogna dirgli: dal 15 gennaio non potrete più andare al ristorante, a prendere un caffè, a teatro, al cinema.

Emmanuel Macron ha poi proseguito come di seguito:

Una persona irresponsabile non è più un cittadino; facciamo pressione sui non vaccinati limitando per loro, per quanto possibile, l’accesso alle attività di vita sociale. Se domani dico ‘tutti gli adulti devono essere vaccinati’, come lo controlli e qual è la sanzione? Questo è il vero argomento. Obbligherò le persone a farsi vaccinare? Le imprigiono e poi li vaccino?

Ancora, Macron, ha portato i suoi dati:

I non vaccinati occupano l’85% delle terapie intensive. Quasi tutte le persone, oltre il 90%, hanno aderito alla vaccinazione. È una minoranza molto piccola quella che resiste. In una democrazia, il peggior nemico sono le bugie e la stupidità.

Nel frattempo la Francia registra oltre 270.000 contagi al giorno e sul tema è intervenuto anche il ministro della Salute, Oliver Véran:

Oggi rischiamo di annunciare quasi 300.000 contagi in 24 ore.

Codacons: Draghi rettifichi dati Covid o denuncia inevitabile

Dati smentiti da Iss.
Inevitabile denuncia per procurato allarme se premier non rettifica sue affermazioni.

Grave errore sul numero di decessi da Covid.

Questa l’accusa che il Codacons muove verso il premier Mario Draghi, con riferimento alle sue affermazioni rilasciate durante la conferenza stampa del 22 dicembre.

Come riporta proprio il comunicato Codacons, durante la conferenza il premier ha affermato che “dei decessi, tre quarti non sono vaccinati”; questi numeri sono però smentiti dagli ultimi dati disponibili pubblicati dall’Iss, secondo cui dal 22 ottobre al 21 novembre i morti per COVID-19 in Italia sono stati 1.755: 722 non erano vaccinati, mentre 1.033 avevano ricevuto almeno la prima dose del vaccino. Il 58,9% dei morti, quindi, aveva ricevuto almeno una dose e il 41,1% non era vaccinato.

Codacons ritiene che un premier, in generale, debba sempre mantenere una serietà assoluta, al fine di provocare paure e sofferenze inutili. Per il medesimo motivo, Codacons stessa invita Mario Draghi a “rettificare le errate informazioni fornite ai cittadini, altrimenti sarà inevitabile una denuncia in Procura per procurato allarme”.

Nessun nome per sostituire Weidmann alla Bundesbank

Al momento i tre partiti di coalizione del nuovo governo non hanno un candidato.
Spd ha diritto alla nomina.

Al momento non c’è nessun nome per sostituire Jens Weidmann alla guida della Bundesbank.

A riportarlo è Reuters che, citando una propria fonte a conoscenza dell’esito dei negoziati di coalizione, sostiene che i tre partiti che formeranno il prossimo governo tedesco non hanno ancora convenuto sul nome che ricoprirà questa carica, tantomeno pare ci siano idee a riguardo.

Stando sempre a quanto riporta la fonte di Reuters, i Socialdemocratici del partito Spd avranno diritto di nominare il nuovo governatore della banca centrale.

Super green pass: varrà anche nelle zone bianche

Emerge l’intenzione di applicare il provvedimento in tutta Italia, indipendentemente dal colore della regione.
Previsto un crollo economico.

Se ne parla da qualche tempo, con Letta e Brunetta in prima linea a spingere per il provvedimento (approfondimento al link).

Il super green pass, ovvero l’interpretazione in chiave ancora più restrittiva dell’attuale green pass, sembrerebbe andare verso un’applicazione uniforme in tutto il territorio nazionale.

Con il nuovo provvedimento si impedirebbe a chi è in possesso del green pass tramite un tampone di non poter più andare al ristorante, al cinema, a teatro, allo stadio eccetera, insomma, di partecipare alla vita sociale.

All’inizio il medesimo provvedimento sembrava interessare solo le regioni che si fossero trovate in zona rossa o, al massimo, anche quelle in zona arancione; ora, invece, l’intenzione pare quella di applicare il super green pass uniformemente in tutta Italia indipendentemente dalla situazione in cui versa la regione e, quindi, dal colore che le viene attribuito.

A riferirlo è “Italia Oggi” che, citando fonti di governo che hanno partecipato all’incontro sul super green pass da poco terminato a palazzo Chigi, sostiene che la cabina di regia avrebbe visto il premier Draghi, i capi delegazione della maggioranza e gli esperti del Cts puntare verso la decisione sopracitata.

Alle 13.30 la cabina di regia è stata estesa a Upi, Anci e Conferenza delle regioni.

È inevitabile che l’eventuale estensione del super green pass anche alle regioni in zona bianca e gialla non darà pochi grattacapi dal punto di vista economico, sia per le attività commerciali che per gli obiettivi in termini di Pil che il governo si era preposto di raggiungere.

Super green pass: Letta e Brunetta favorevoli

Permetterebbe a vaccinati e guariti di muoversi anche in regioni rosse.
Le restrizioni sarebbero solo per chi fa tamponi.

Arriva l’idea del “super green pass”.

Si tratta di un certificato che consentirebbe a vaccinati e guariti di poter andare liberamente al ristorante, allo stadio, al cinema, al teatro eccetera, anche nel caso in cui la regione di residenza fosse in uno stato di colore arancione o addirittura rosso.

È quanto propongono gli amministratori, chiedendo invece che chi possiede il certificato tramite tampone, sia sottoposto alle restrizioni previste per le due zone (appunto arancione e rossa).

Subito favorevoli alla proposta, come riporta Notizie.it, il segretario del Pd Enrico Letta ed il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. In particolare, quest’ultimo si è espresso come di seguito:

L’idea di applicare restrizioni solamente ai non vaccinati in caso di cambiamenti di colore mi sembra di buon senso: mi impegnerò ad affermarla in Consiglio dei Ministri.

Non è chiaro però, alla luce dei dati, perché un vaccinato dovrebbe essere ritenuto un non veicolo di trasmissione del virus, mentre chi fa il tampone, dovendolo ripetere ogni 48 ore, risulta addirittura più monitorato in quanto evita le situazioni di positività asintomatica.