Covid: Austria sospende legge su vaccinazione obbligatoria

“Seguiamo il consiglio degli esperti”.
Italia sempre più sola.

L’Austria ha deciso di sospendere la legge sulla vaccinazione obbligatoria.

Ad annunciarlo è la ministra Edtstadler, aggiungendo che la decisione è in linea con i consigli direttivi del comitato scientifico e con un piano d’azione che ha visto praticare via via l’allentamento delle restrizioni.

Come hanno già fatto molti altri Paesi a partire dalla Danimarca che già da tempo ha cancellato tutte le restrizioni (approfondimento al link), anche l’Austria si prepara ad un ritorno alla normalità.

Solo l’Italia, ormai, sembra invece essere l’unica a voler tenere il green pass per i luoghi di lavoro fino al 15 giugno ed a procedere alla revoca delle restrizioni in maniera molto attenuata rispetto allo scenario internazionale.

Reddito di cittadinanza a rischio senza Green pass

Dall’1 febbraio possibile obbligatorietà.
Anche in questo caso si tratta obbligo indiretto.

Anche il Reddito di cittadinanza potrebbe essere vincolato al possesso del Green pass.

I disoccupati che percepiscono il sussidio, infatti, dall’1 febbraio potrebbero perderne diritto; tra la legge di Bilancio ed il decreto del 7 gennaio emerge la necessità del Green pass per accedere ai centri per l’impiego, in banca ed in posta: tutti posti a cui chi percepisce il sussidio dovrà accedere.

Per accedere ai luoghi sopracitati è sufficiente un tampone con esito negativo, ma l’ultima legge di Bilancio ha stabilito l’obbligo di frequentazione dei centri per l’impiego con l’immediata sospensione del sussidio in caso contrario, cosa che potrebbe creare qualche grattacapo a più di qualcuno.

Come riporta “Signo”, dai dati sulle vaccinazioni si deduce che i percettori del reddito di cittadinanza sprovvisti al momento del super green pass, perché non vaccinati o guariti dal Covid, siano inferiori al 10%; si tratta dunque di una platea di circa 100mila beneficiari su una platea di circa 1,3 milioni di nuclei familiari che ricevono il Reddito di cittadinanza.

Migranti: +57% in un anno

Frontex: 200 mila arrivi illegali in Ue nel 2021.
L’83% arriva dalla rotta del Mediterraneo.

200.000 arrivi di migranti illegali in un anno.

È quanto riporta Frontex, l’Agenzia europea per le frontiere, aggiungendo che è il numero più alto di arrivi dal 2017 e che la quota è aumentata del 57% rispetto al 2020 e del 36% rispetto al 2019, quando la pandemia ancora non c’era lasciando, teoricamente, più spazio di manovra agli sbarchi.

Non è bastata dunque la pandemia a fermare il flusso migratorio, che è anzi aumentato mettendo ancor più in luce tutta la controversa gestione dell’emergenza da parte del governo.

Come riporta anche “Tgcom24”, sempre citando i dati di Frontex, la rotta prediletta per arrivare in Europa rimane il Mediterraneo, utilizzata dall’83% dei migranti complessivamente arrivati.

Il numero delle donne continua a rappresentare meno di un decimo degli arrivi, mentre rimangono invariate le percentuali dei minori e dei minori non accompagnati.

Ancora, Frontex rileva un aumento degli arrivi illegali dal Medio Oriente, attraverso la Bielorussia, dal Mediterraneo centrale, dai Balcani occidentali e da Cipro; nel 2021 i siriani sono stati i più numerosi tra i migranti irregolari, seguiti da tunisini, marocchini, algerini e afghani.

Questi i numeri dei migranti illegali che si è riusciti a registrare, ovviamente; il numero totale potrebbe dunque essere maggiore.

Trasmette perplessità la gestione del governo che, da un lato, quasi non permette ai cittadini di uscire di casa senza il super green pass e, dall’altro, fa entrare illegalmente migliaia di migranti senza nulla sapere in merito alle loro condizioni generali, tantomeno di salute, durante lo stato di emergenza sanitaria.

Lavoro, si va verso l’obbligo vaccinale

Mercoledì potrebbe già arrivare la decisione per tutti i lavoratori.
Il governo continua a preferire l’obbligo indiretto.

Si va verso l’obbligo vaccinale per i lavoratori, che per poter andare a lavoro dovranno essere muniti di super green pass.

L’intenzione del governo è quella di introdurre il super green pass per tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato; la decisione, rinviata pochi giorni fa per il parere contrario di Lega e M5S, potrebbe arrivare già mercoledì 5 gennaio durante la riunione del consiglio dei ministri.

Come riporta “Il Messaggero”, a chiedere con forza la misura sono i presidenti di regione già alle prese con i problemi derivanti dall’imminente riapertura delle scuole; con il premier Mario Draghi che si è già espresso favorevole al provvedimento ed i consulenti del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) che spingono per l’obbligo vaccinale per tutti, è però difficile che si arrivi ad una misura adottata in pochi paesi europei e che rischia di aggiungere poco all’obbligo che verrà introdotto il 5 gennaio e che riguarderà tutti i lavoratori.

Come sottolineava qualche giorno fa il governatore del Veneto Luca Zaia, rendere obbligatorio il vaccino per tutti rischia di rimanere sulla carta, a meno che non si decida di usare la forza pubblica per obbligare chi non si vuole vaccinare.

Si pensa che verrà concesso un tempo necessario a tutti i lavoratori di mettersi in regola per ottenere la certificazione ed alle aziende di organizzarsi per evitare i possibili problemi derivanti dall’assenza di lavoratori che non sono ancora vaccinati.

La volontà del governo è quindi, ancora una volta, quella di imporre indirettamente la vaccinazione obbligatoria anziché assumersi la responsabilità di imporre l’obbligo.

Super green pass: varrà anche nelle zone bianche

Emerge l’intenzione di applicare il provvedimento in tutta Italia, indipendentemente dal colore della regione.
Previsto un crollo economico.

Se ne parla da qualche tempo, con Letta e Brunetta in prima linea a spingere per il provvedimento (approfondimento al link).

Il super green pass, ovvero l’interpretazione in chiave ancora più restrittiva dell’attuale green pass, sembrerebbe andare verso un’applicazione uniforme in tutto il territorio nazionale.

Con il nuovo provvedimento si impedirebbe a chi è in possesso del green pass tramite un tampone di non poter più andare al ristorante, al cinema, a teatro, allo stadio eccetera, insomma, di partecipare alla vita sociale.

All’inizio il medesimo provvedimento sembrava interessare solo le regioni che si fossero trovate in zona rossa o, al massimo, anche quelle in zona arancione; ora, invece, l’intenzione pare quella di applicare il super green pass uniformemente in tutta Italia indipendentemente dalla situazione in cui versa la regione e, quindi, dal colore che le viene attribuito.

A riferirlo è “Italia Oggi” che, citando fonti di governo che hanno partecipato all’incontro sul super green pass da poco terminato a palazzo Chigi, sostiene che la cabina di regia avrebbe visto il premier Draghi, i capi delegazione della maggioranza e gli esperti del Cts puntare verso la decisione sopracitata.

Alle 13.30 la cabina di regia è stata estesa a Upi, Anci e Conferenza delle regioni.

È inevitabile che l’eventuale estensione del super green pass anche alle regioni in zona bianca e gialla non darà pochi grattacapi dal punto di vista economico, sia per le attività commerciali che per gli obiettivi in termini di Pil che il governo si era preposto di raggiungere.