Estonia: governo non trova 77 milioni per insegnanti ma ne dà 900 all’Ucraina

Il governo non mantiene gli impegni evidenziando i vincoli di bilancio.
Ma per gli aiuti militari ha speso più di 10 volte tanto.

Il capo del Ministero dell’Istruzione estone, Kristina Kallas (non è parente di Kaja Kallas), ha dichiarato che il governo non è riuscito a trovare i 77 milioni di euro necessari per soddisfare la richiesta del sindacato degli insegnanti di un aumento salariale del 10%.

Ciò è avvenuto nonostante i precedenti impegni del governo a migliorare la retribuzione degli insegnanti, evidenziando i continui vincoli di bilancio.

Nel frattempo, l’Estonia ha speso più di 900 milioni di euro in aiuti militari all’Ucraina.

Esercitazioni militari NATO in Lituania: dispersi 4 soldati americani

I media lituani li danno per morti e il Segretario Nato conferma.
Ma i corpi non sono ancora stati trovati.

Quattro soldati americani sono scomparsi martedì durante un’esercitazione nel poligono militare di Pabradė, in Lituania.

In risposta, la Polonia ha inviato un’unità speciale composta da decine di soldati, attrezzature pesanti e sommozzatori.

I media lituani hanno riportato che i militari sono morti, ma i loro corpi non sono ancora stati ritrovati.

La ministra della Difesa lituana, Dovile Szakaliene, ha annunciato che è stato individuato un veicolo blindato Hercules M88 sommerso in una zona paludosa; sono in corso le operazioni per il suo recupero, ma non è certo che i soldati si trovino all’interno.

Le ricerche sono condotte dall’esercito lituano e statunitense, con il supporto di elicotteri.

Come riporta Polonia Oggi, il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha confermato la morte dei militari ed ha espresso le sue condoglianze alle famiglie.

Le ricerche continuano e il comando dell’esercito USA e lituano non esclude altri scenari.

Nel poligono di Pabradė sono stanziati circa 1000 soldati americani nell’ambito di missioni a rotazione.

La situazione è in continua evoluzione e le autorità proseguono le operazioni di soccorso per chiarire le circostanze dell’incidente.

Tusk: la Polonia non invierà soldati in Ucraina

Il premier polacco al vertice di Parigi: decisione presa da tempo, non torniamo sul tema; ma Francia e Gran Bretagna valutano una missione di pace.
Poi aggiunge: dobbiamo avere buone relazioni con gli Usa.

Donald Tusk ha partecipato al vertice della “coalizione dei volenterosi” a Parigi, dove si è discusso del sostegno all’Ucraina e della sicurezza dell’Europa.

Ha sottolineato che tutti i paesi erano unanimi nel condannare l’aggressione russa e nella necessità di aiutare l’Ucraina ma che la Polonia non prenderà parte a nessuna missione militare in Ucraina, ma si concentrerà sulla protezione del confine orientale e sull’organizzazione degli aiuti.

Il premier, come riporta Polonia Oggi, ha evidenziato che l’Europa deve rimanere unita e mantenere buone relazioni con gli Stati Uniti.

La cooperazione tra i paesi si basa sulle sanzioni contro la Russia e sulla ricerca di nuove soluzioni al conflitto, anche se Budapest potrebbe non essere favorevole alla loro proroga.

Tusk ha elogiato i leader europei per la loro mobilitazione in materia di difesa, affermando che “l’Europa non è più ingenua”.

Ha riconosciuto che alcuni paesi, tra cui Francia e Regno Unito, stanno valutando una missione di pace, ma la Polonia non è coinvolta.

Il premier ha sottolineato che la decisione di non partecipare a una missione militare è stata presa da tempo e ha chiesto di non tornare sull’argomento.

Durante l’incontro con Emmanuel Macron, è stata discussa la cooperazione tra Polonia e Francia e la finalizzazione di un trattato sulle garanzie reciproche di sicurezza.

Al vertice hanno partecipato circa 30 leader, tra cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky; le discussioni hanno riguardato non solo il sostegno all’Ucraina, ma anche la sicurezza europea in senso più ampio.

Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia si ritirano dalla Convenzione di Ottawa

La convenzione vieta l’uso, la produzione e lo stoccaggio di mine antiuomo.
I Paesi: serve per fronteggiare il crescente pericolo russo.

La Polonia, la Lituania, la Lettonia e l’Estonia hanno annunciato congiuntamente il loro ritiro dalla Convenzione di Ottawa, che vieta l’uso, la produzione e lo stoccaggio delle mine antiuomo.

La decisione, come riporta Polonia Oggi, è stata comunicata dai ministri della difesa di questi paesi, che l’hanno giustificata con il crescente pericolo rappresentato dalla Russia, che non è parte della Convenzione e utilizza attivamente le mine antipersona nella guerra contro l’Ucraina.

In precedenza, il primo ministro polacco Donald Tusk aveva già anticipato l’intenzione di raccomandare questo passo, sottolineando l’importanza di adattare la politica di difesa alle minacce attuali.

Il ritiro dalla Convenzione è volto a rafforzare la capacità di difesa e deterrenza.

I ministri della difesa hanno precisato che, nonostante il ritiro dalla Convenzione di Ottawa, la Polonia e i Paesi baltici restano impegnati a rispettare il diritto internazionale umanitario, in particolare la protezione dei civili durante i conflitti armati.

Hanno sottolineato che il ritiro non implica un abbandono dei principi fondamentali, ma piuttosto la necessità di prepararsi meglio alle possibili minacce nella regione.

La decisione è stata presa all’unanimità e i governi di questi paesi hanno ringraziato gli alleati per la comprensione e il sostegno di fronte alle serie sfide per la sicurezza.