Ue: stop al tracciamento degli asintomatici

L’Ecdc: passare da sorveglianza d’emergenza a sorveglianza di routine.
Politiche diverse per i test tra Paesi: concentrarsi solo sugli asintomatici.

L’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie, comincia a parlare della fine dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19. E lo fa dando precise indicazioni.

Le linee guida sono, infatti, quelle di “passare dalla sorveglianza d’emergenza per il Covid19 alla sorveglianza di routine sui patogeni dell’apparato respiratorio”.

L’altra indicazione è quella di fermare il tracciamento degli asintomatici: i test sulle persone asintomatiche sono davvero troppi ed ora è il momento di concentrarsi “sulla segnalazione di casi sintomatici, ovvero casi che sono stati testati a causa di sintomi compatibili con Covid19, per migliorare la comparabilità della situazione tra Paesi”; la maggior parte dei Paesi Ue ha politiche di test diverse e questo influenza la comparabilità dei dati.

Da parte dell’Ecdc, dunque, la raccomandazione più importante nei confronti dei governi è quella di concentrarsi sulla segnalazione dei casi sintomatici, ovvero casi che sono stati testati a causa di sintomi compatibili con il Covid.

Inoltre, l’individuazione delle varianti deve essere rapida e va potenziato il sequenziamento genomico individuando sottoinsiemi rappresentativi di campioni positivi; i Paesi dovrebbero seguire un attento monitoraggio dell’efficacia del vaccino con studi integrati in sistemi di sorveglianza.

Francia: estensione del green pass fino luglio 2022

Arriva il sì della Camera.
Il terzo ddl in 5 mesi, approvato con soli 10 voti di differenza.

Primo via libera al disegno di legge “Vigilanza sanitaria” in Francia.

Nella notte, infatti, è arrivato il voto favorevole da parte della Camera (L’Assemblea nazionale) al terzo ddl in cinque mesi; come riporta Ansa, il disegno di legge contiene la controversa possibilità di ricorrere al green pass fino al 31 luglio 2022 ed ha raggiunto il “Sì” dopo due giorni di dibattiti con soli 10 voti di differenza: 135 voti favorevoli e 125 contrari.

Il testo approderà al Senato il 28 ottobre.

Diritto nazionale prevale su quello Ue: Orban sta con la Polonia

L’Ungheria invita l’Ue a rispettare la sovranità degli Stati membri.
Corretto l’operato di Varsavia.

C’è tensione tra Polonia ed Unione europea.

Da una parte i giudici costituzionali polacchi hanno sostenuto che il diritto nazionale prevale su quello dell’Unione europea, dall’altra l’Ue sostiene il contrario. Il tutto sta esplodendo addirittura in un “dentro o fuori”.

Sul tema è intervenuto anche Viktor Orban, schierandosi dalla parte della Polonia.

Il premier ungherese, più nel dettaglio, citato dall’agenzia ungherese Mpi ha detto quanto di seguito:

Il primato del diritto dell’Ue dovrebbe applicarsi solo nelle aree in cui l’Ue ha competenza e il quadro giuridico è stabilito nei trattati istitutivi dell’Ue.

Orban ha poi aggiunto che la sentenza di Varsavia è frutto “della cattiva prassi delle istituzioni europee”, che hanno esteso il loro potere in modo “strisciante” a discapito delle leggi degli Stati membri.

Stando a quanto riporta il portavoce del premier ungherese, Bertalan Havasi, la risoluzione firmata da Orban sostiene che sono state le cattive pratiche delle istituzioni dell’Ue a innescare l’esame della corte polacca sulla questione del primato legale ed inoltre che le istituzioni europee sono obbligate a rispettare le identità nazionali degli Stati membri e che le corti e i tribunali costituzionali hanno il diritto di esaminare la portata e i limiti delle competenze di Bruxelles.

Brexit-Irlanda del Nord: accordo fallirà senza cambio governance

Servono nuove disposizioni per regolare il commercio con l’Irlanda del Nord dopo la Brexit.
In settimana nuove proposte da parte dell’Ue.

Il portavoce di Boris Johnson, primo ministro britannico, ha fatto sapere che l’accordo tra Gran Bretagna ed Unione europea che regola il commercio con l’Irlanda del Nord ha bisogno di nuove disposizioni di governance.

Più precisamente, riferendosi al protocollo dell’Irlanda del Nord, le sue parole sono state le seguenti:

“Senza nuovi accordi sulla governance, il protocollo non avrà mai il sostegno di cui ha bisogno per sopravvivere.

Nel corso di questa settimana l’Ue dovrebbe presentare delle proposte per allentare i controlli sugli scambi commerciale dell’Irlanda del Nord verso l’Irlanda; quest’ultima, stato membro dell’Unione europea.

Sempre entro questa settimana, anche la Gran Bretagna invierà all’Ue un nuovo documento negoziale relativo al protocollo.

Polonia: su i tassi per limitare l’inflazione

Mossa a sorpresa di Varsavia che alza di 40 punti base.
Analisti spiazzati; Ungheria e Repubblica Ceca inaspriscono la politica monetaria.

Era dal 2012 che la Polonia non aumentava i tassi.

Ora, pronti-via, il governatore della banca centrale Adam Glapinski segnala la disponibilità dei decisori ad aumentare i tassi e l’azione è un detto-fatto.

La decisione arriva anche un giorno dopo che lo stesso Glapinski aveva affermato che la Polonia avrebbe cercato di acquistare 100 tonnellate di oro nel 2022.

Più precisamente, di seguito la nota:

Tra una probabile ulteriore ripresa economica e condizioni favorevoli del mercato del lavoro, l’inflazione potrebbe rimanere elevata più a lungo del previsto. Anche se l’impatto di alcuni fattori dell’offerta attualmente in aumento dell’inflazione diminuirà l’anno prossimo, l’aumento dei prezzi globali sia dell’energia che delle materie prime agricole osservato negli ultimi mesi potrebbe ancora aumentare la crescita dei prezzi nei prossimi trimestri.

I tassi d’interesse sono stati alzati di 40 punti base; le vicine Repubblica Ceca ed Ungheria hanno reagito iniziando a inasprire la politica monetaria.

Nessuno dei 29 economisti intervistati da Bloomberg aveva previsto l’aumento che ha spinto il tasso di riferimento allo 0,5% a fronte di un’inflazione al 5,8%.

Ancora Bloomberg, però, osserva che la dichiarazione ha anche omesso una frase che diceva che la banca centrale continuerà il suo programma di acquisto di obbligazioni. Quindi il QE polacco, a favore del governo, non si interromperà troppo presto, come quello della BCE.