Vaccino J&J importato temporaneamente dal Sudafrica

L’Ue raggiunge l’accordo per infialare il vaccino.
Il direttore generale dell’Oms si dichiara “Sbalordito”.

(Foto da internet)

L’Ue ha raggiunto un accordo temporaneo con il Sudafrica per infialare i vaccini anti-Covid19 prodotti da Johnson&Johnson e che vengono importati nei Paesi aderenti all’Unione europea.

A riferirlo è il New York Times, confermando sia le precedenti dichiarazioni pubbliche del presidente sudafricano Cyril Ramaphosa e che della casa farmaceutica Aspen Pharmacare, addetta ad infialare i vaccini.

Un portavoce della Commissione europea avrebbe dichiarato ai giornalisti che l’accordo con il Sudafrica è stato raggiunto dopo che la J&J ha incontrato problemi nella produzione di vaccini negli Usa in una fabbrica appartenente al partner Emergent Biosolutions: in base all’accordo, Aspen Pharmacare infiala la sostanza vaccinale prodotta altrove, quindi le dosi finite in Sudafrica verranno trasferite nella Ue.

Sul tema è intervenuto anche il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che si è definito “sbalordito” dalla notizia, perché la Ue ha già tassi di vaccinazione molto alti mentre in molti Paesi africani non sono state vaccinate nemmeno le categorie più vulnerabili.

Vaccino J&J: l’Ema studia i disturbi neurologici

Aggiunta dell’avvertimento nella scheda informativa del vaccino.
Aumento della sindrome di Guillain-Barrè.

(Foto da internet)

Aggiunta tra gli avvertimenti della scheda informativa del vaccino J&J.

Il New York Times ha annunciato che la Food and Drug Administration (Fda) intende allertare sui possibili rischi neurologici legati al vaccino Johnson & Johnson. Da qui, con una nota all’Ansa, l’Ema ha comunicato quanto di seguito:

L’Ema sta analizzando i dati forniti da Johnson&Johnson sui casi della sindrome Guillain-Barre (Gbs) segnalati a seguito della vaccinazione col siero, ed ha chiesto alla J&J di fornire ulteriori dati dettagliati. L’Ema continuerà la revisione dei casi e comunicherà ulteriormente quando saranno disponibili nuove informazioni.

Vi sarebbe un aumento del rischio di contrarre la rara sindrome di Guillain-Barrè (nota anche come ‘paralisi di Landry’), che si manifesta con una paralisi progressiva agli arti: prima le gambe e poi le braccia. 

Stando a quanto riportano le autorità sanitarie statunitensi, sono stati identificati 100 casi segnalati di soggetti che hanno sviluppato la sindrome di Guillain-Barrè, su quasi 12,5 milioni di dosi somministrate. Di questi 100 casi, 95 sono stati gravi e hanno richiesto il ricovero mentre una persona è morta.

La società Johnson & Johnson, in una nota, ha a sua volta affermato quanto di seguito:

Le probabilità che ciò accada sono molto basse e il tasso di casi segnalati supera solo di un piccolo margine il tasso di base nella popolazione generale.

Altro rischio, quindi, riconosciuto a da aggiungere all’analisi rischi-benefici.