Mamdani: se Netanyahu verrà a New York sarà arrestato

Il nuovo sindaco: essere una città di diritto internazionale significa impegnarsi a rispettare il diritto internazionale.

Benjamin Netanyahu? Sarà colpito dal mandato d’arresto del Dipartimento di Polizia di New York se metterà piede nella Grande Mela.

Parola di Zohran Mamdani, che ieri ha parlato delle sue volontà future da sindaco eletto della città di New York. Mamdani si insedierà l’1 gennaio ed ha ripercorso i punti chiave del suo programma parlando con ABC7 il giorno dopo che il suo precedessore, Eric Adams, ha visitato Israele incontrando proprio Netanyahu e sollevando dubbi sulla sicurezza degli ebrei nella città in cui Mamdani sarà il primo sindaco musulmano della storia.

Essere una città di diritto internazionale significa impegnarsi a rispettare il diritto internazionale“, ha dichiarato il 34enne nativo dell’Uganda come riporta InsideOver, aggiungendo che “ciò significa rispettare i mandati della Corte penale internazionale, che siano a carico di Benjamin Netanyahu o di Vladimir Putin“.

Per Mamdani la visita di Adams in Israele “è il motivo per cui i newyorkesi desiderano così disperatamente una nuova amministrazione, una che si concentri sui bisogni della città e cerchi di parlare ai newyorkesi della classe operaia su quali siano tali bisogni, anziché ai criminali di guerra“.

Google: se esplode la bolla IA non si salva nessuno

Pichai: investimenti in intelligenza artificiale straordinari ma anche irrazionali; nessuna azienda sarebbe al sicuro, nemmeno noi di Google.

Se la “bolla” innescata dal boom dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA) esplodesse, nessuna azienda sarebbe al riparo.

E’ l’allarme lanciato da Sundar Pichai, amministratore delegato di Alphabet, filiazione del colosso americano Google, intervistato sulle prospettive di questo business tecnologico dalla Bbc.

Pichai sottolinea “il momento straordinario” dell’IA, a livello di investimenti e aspettative, ma anche qualche elemento di “irrazionalità” dietro un interesse così trascinante: senza sminuire i timori che tempo circolano nella Silicon Valley, come sui mercati mondiali, in relazione ai rischi di “una bolla” in grado potenzialmente di scoppiare.

Io penso che nessuna azienda ne sarebbe immune, inclusi noi” ha dichiarato, come riporta Ansa.

Macron: tutto pronto per la pace ma la Russia non vuole firmare

L’Ucraina comprerà dalla Francia fino a 100 caccia Rafale in 10 anni.
Il presidente francese: ci siamo sempre schierati con l’Ucraina senza ambiguità e senza indugi.

Tutto è pronto per la pace, solo la Russia la rifiuta“: lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, in conferenza stampa congiunta a Parigi con l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky.

Dopo la firma di un protocollo d’intesa nella base militare di Villacoublay per il possibile acquisto di fino a 100 caccia Rafale da parte di Kiev nei prossimi dieci anni, Macron e Zelensky si sono recati al Mont-Valérien, alle porte di Parigi, dove si trova lo stato maggiore della ”forza multinazionale Ucraina”, a cui aderisce la coalizione dei volenterosi per Kiev.

Un grande giorno”, si legge in un messaggio pubblicato su X dal presidente francese, che plaude così alla firma dell’accordo con Zelensky.

Con questo patto, Francia e l’Ucrainasuperano una nuova tappa” nel sostegno all’Ucraina, ha detto Macron in conferenza stampa.

Dal primo giorno abbiamo fatto la scelta del sostegno senza ambiguità e senza indugi all’Ucraina”, ha aggiunto il presidente francese, come riporta Ansa. Un impegno volto alla ”sicurezza di tutti gli europei”.

Orban: l’Ucraina non può vincere; aiuti a Kiev uccidono l’Ue

Il premier ungherese: abbiamo già bruciato 185 miliardi di euro e l’intenzione Ue è di bruciarne ancora.
L’accordo con Trump serve a proteggermi dalle politiche Ue.

 In un’intervista a Mathias Dopner, ceo del gruppo Axel Springer e proprietario tra l’altro di Politico, il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha affermato che l’Ucraina non haalcuna possibilitàdi vincere nella guerra con la Russia e ha definito il sostegno finanziario dell’Ue al Paese “semplicemente folle“.

Secondo il premier gli aiuti europei a Kievuccidono” l’Ueeconomicamente e finanziariamente“: “Abbiamo già bruciato 185 miliardi di euro e la nostra intenzione è di bruciarne ancora di più. Quindi finanziamo un Paese che non ha alcuna possibilità di vincere la guerra“, ha dichiarato, stando a quanto riportato da Ansa.

Il premier è tornato quindi ad accusare i leader europei di voler “continuare la guerra“. “Pensano che dobbiamo continuare la guerra per sostenere di più l’Ucraina“, una posizione che Orbán ha definito “sbagliata, totalmente sbagliata“.

L’Europa dovrebbe adottare un approccio nei confronti dell’Ucrainabasato sull’interesse europeo“, ha poi evidenziato Orbán, escludendo la possibilità di un attacco di Mosca contro i paesi Ue o Nato.

Quanto allo ‘scudo finanziario‘ concordato con il presidente Usa Donald Trump, Orbán ha spiegato che fungerà da copertura per i fondi congelati da Bruxelles. “Il motivo principale per cui ho bisogno di uno scudo finanziario è a causa dell’Unione Europea e contro Bruxelles“.

Ucraina e Grecia firmano un accordo energetico

Si tratta di gas naturale liquefatto americano che partirà dalla Grecia ed attraverserà Bulgaria, Romania e Moldova per arriva in Ucraina.

Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ed il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, alla presenza dell’ambasciatore statunitense in Grecia, Kimberly Guilfoyle, hanno firmato una dichiarazione di intenti tra la greca DEPA Emporia e l’ucraina Naftogaz per la fornitura di gas naturale liquefatto (Gnl) statunitense all’Ucraina attraverso la Grecia.

L’accordo prevede che il gas venga trasportato dal dicembre 2025 al marzo 2026, con l’obiettivo di fornire energia a Kiev durante il prossimo inverno.

Si tratta di un contributo fondamentale alla sicurezza e alla resilienza energetica regionale ed europea, hanno dichiarato fonti governative, aggiungendo che l’infrastruttura energetica critica della Grecia garantisce flussi di gas stabili lungo il Corridoio verticale.

Il gas naturale liquefatto sarà rigassificato a Revithusa e poi importato nel sistema di gasdotti Vertical Corridor.

Dalla fine di ottobre è già stato attivato un prodotto di capacità speciale (“Route 1”) per il trasporto dalla Grecia all’Ucraina. La rotta 1, che ha già ricevuto l’approvazione normativa, parte dal terminale Gnl di Revithoussa.

Gli operatori (DESFA per la Grecia, Bulgartransgaz, Transgaz, VestMoldTransgaz e l’ucraino GTSOU) si sono recentemente coordinati per offrire questo servizio. Come ripoirta Euronews, le gare d’appalto si svolgono su base mensile.

Il gas attraverserà Bulgaria, Romania, Moldova, per poi arrivare in Ucraina, seguendo cioè lo schema dell'”asse orientale” del Corridoio verticale. Il prodotto “Route 1” è stato progettato proprio per questa direzione.