Le 5 auto più vendute al mondo

Ecco la classifica delle top 5.
Si misurano le vendite a livello globale fino ad oggi.

Partendo dal basso, al quinto posto si classifica la Honda Civic; prima auto di grande successo di Honda, ha totalizzato oltre 27,5 milioni di unità vendute fino a oggi.

Al quarto posto troviamo la Volkswagen Passat, con oltre 31 milioni di esemplari venduti.

Al terzo posto troviamo un’altra Volkswagen: la Golf.

Le vendite di questo modello sono state di oltre 31 milioni di esemplari.

Sul secondo gradino del podio, invece, si colloca la Ford Serie F, una gamma di pick-up che dal 1947 ad oggi ha accumulato 40,1 milioni di esemplari venduti, quasi tutti negli Stati Uniti ed in Canada.

Sul gradino più alto del podio, infine, troviamo una marca che ha fatto la storia dell’automobile rendendo la sua filosofia celebre e studiate a livello produttivo in tutte le università: la Toyota.

L’auto più venduta di tutti i tempi è, infatti, la Toyota Corolla; vettura compatta e popolare progettata per un mercato globale che dal 1966 a oggi ha conquistato 50,4 milioni di automobilisti in tutto il mondo, ma soprattutto in Giappone, Stati Uniti e Cina.

Conte: stipendi anche agli esclusi del M5S

Paghe anche ad esclusi o non candidati per il secondo mandato.
Fico, Crimi, Taverna e Bonafede tra i nomi.

Uno stipendio ai big del Movimento 5 Stelle esclusi dalle elezioni, perché non eletti o perché non candidati per via del limite dei due mandati.

Ne parla oggi il quotidiano “Il Messaggero” ripreso anche da “Leggo”, che racconta che l’ex premier Giuseppe Conte, dopo aver salvato il movimento dall’estinzione (con un buon risultato alle elezioni) si appresta a varare la fase due della sua leadership.

Già in campagna elettorale Conte chiese a tutti i big del M5S (non ricandidabili per il limite di mandati) di aiutarlo nell’impresa che sembrava impossibile: si tratta di nomi di peso, da Paola Taverna a Vito Crimi, fino all’ex presidente della Camera Roberto Fico.

Ma anche Gianluca Perilli (ex capogruppo), Laura Bottici (questore al Senato), Daniele Pesco (presidente Commissione Bilancio), Alfonso Bonafede (ex ministro della Giustizia), ed il tesoriere Riccardo Fraccaro.

Stando a quanto riportato, Conte vuole costituire un partito vero e proprio, ovvero ciò che manca da quando furono sciolti i primi meet-up ideati da Casaleggio e Beppe Grillo: il disegno dell’ex premier prevede la creazione di ruoli remunerati che garantiscano il funzionamento del partito e di una scuola di formazione pentastellata; anche i docenti di quest’ultima sarebbero remunerati.

Una buona soluzione dunque per “riciclare” chi non è stato rieletto, per motivi vari.

Per apportare questi cambiamenti però servirà modificare lo statuto: per Conte, l’ultimo ostacolo sarà dunque il fondatore, lo stesso Grillo.