Nuova Fiat Panda: arriva tra un anno e sarà un crossover

Data fissata per l’11 luglio 2024 per i 125 anni del marchio Fiat.
Sarà un crossover di segmento B.

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Sindi Manushi: prima sindaca albanese d’Italia

Accade a Pieve di Cadore (Belluno). Sindaco? “No, sindaca”.
Si dichiara di centro-sinistra ma ricorda il dramma del comunismo in Albania.

Sindi Manushi è la prima sindaca albanese d’Italia.

Accade a Pieve di Cadore, comune del pittore Tiziano Vecellio che conta circa 3.600 abitanti e si trova in provincia di Belluno, dove il 14 e 15 maggio la sua lista civica, composta da otto donne e quattro uomini, ha portato alle urne il 49% della popolazione superando il quorum.

Avvocata, 31 anni a luglio, è la prima cittadina di origine albanese eletta a capo di un comune in Italia.

Come riporta Oggi, ci tiene a precisare quanto di seguito: Sindaco? “No, sindaca”.

Su di lei, in merito alla sua storia, dice:

La mia storia, a partire dal mio nome, è il prodotto di un momento storico. Nel 1991, un anno prima che nascessi, in Albania era caduto il regime comunista ed è esplosa una forma di esterofilia. I nomi stranieri prima erano vietati, considerati propaganda occidentale. Dal 1992 eravamo liberi e i miei volevano chiamarmi Cindy. Al municipio di Elbasan, la città dove sono nata e cresciuta, l’hanno trascritto come si pronuncia, Sindi. Ed eccomi qua”.

Quanto, invece, al suo orientamento politico, continua come di seguito:

Qualcuno mi ha dato della comunista albanese. Forse senza sapere che dramma è stato il comunismo inAlbania. Personalmente mi colloco nel centro sinistra, ma la nostra lista non è politica. Riuniamo orientamenti diversi, che convergono sulle esigenze del territorio, del paese, della popolazione”.

Una breve dichiarazione prima di entrare in municipio:

Voglio fare bene, e tutti, questi cinque anni; e vorrei diventare un’amministratrice che lascia il segno”.

Conflitto, Erdogan: “Sto con Putin”

Blinken chiama gli alleati Nato.
Ue con gli Stati Uniti; la Gran Bretagna mobilita il comitato Cobra.

La rivolta dei mercenari Wagner in Russia crea fibrillazioni nella comunità internazionale e negli alleati contro la guerra in Ucraina.

Si guarda alla crisi scatenata dal capo delle milizie Yevgeny Prigozhin come un segnale di debolezza all’interno del Cremlino.

Il Dipartimento di Stato americano riferisce che gli Stati Uniti stanno lavorando “in stretto coordinamento con i loro alleati” sulla situazione in Russia per quello che sembra prefigurarsi come un colpo di Stato ai danni dell’attuale presidenza russa, con Prigozhin che ha già minacciato una guerra civile senza precedenti.

Come riporta Rai News, dopo aver parlato con i ministri degli esteri del G7 e con l’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera Joseph Borrell, il Segretario della Nato Blinken non ha mancato di rinnovare il sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina:

Il sostengo non cambierà, gli Stati Uniti rimarranno in stretto contatto con alleati e partner mentre la situazione in Russia continua a evolversi. Mi sto coordinando e ho attivato il centro di risposta alla crisi“.

Londra, nel frattempo, ha mobilitato il comitato Cobra (Cabinet Office Briefing Rooms) ovvero il comitato strategico del governo britannico, istituito per rispondere alle crisi nazionali o regionali.

La riunione d’emergenza fa seguito alle dichiarazioni del primo ministro Rishi Sunak, che aveva espresso la sua intenzione di parlare con gli alleati ed esortato le forze in campo ad essere responsabili e a proteggere i civili.

Chi invece si dichiara dalla parte del leader del Cremlino è la Turchia del presidente Recep Tayyip Erdogan. Secondo una nota del Cremlino, infatti, la Russia avrebbe incassato il sostegno turco:

Su iniziativa della parte turca, il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il presidente turco. Putin ha fornito (ad Erdogan) informazioni sulla situazione nel Paese in relazione a un tentativo di ribellione armata“.

Il presidente turco “ha espresso il suo pieno sostegno alle misure prese” da Putin, si legge sempre nella nota.

Germania: riforma per immigrazione qualificata

Sistema a punti basato sulle competneza per poter accedere al mercato del lavoro per immigrati provenienti da Stati Extra Ue.

In Germania il Parlamento ha approvato una nuova legge sull’immigrazione di lavoratori qualificati da Stati non Ue, da tempo discussa nel Paese.

Come riporta Tgcom24, il ministro dell’Interno, Nancy Faeser, della Spd, ha definito la riforma come la “legge sull’immigrazione più moderna del mondo“.

Il nuovo regolamento utilizzerà anche un sistema a punti, basato su qualifiche e conoscenze linguistiche, attraverso il quale i migranti potranno ottenere il permesso di cercare lavoro.