Covid e privacy: il datore può sapere chi è vaccinato e chi no?

La vaccinazione rimane segreta.
Il medico però decide se il lavoratore è idoneo alla professione o meno.

Sul tema dei vaccini va presa in considerazione, oltra a quella in relazione alla salute, anche la problematica inerente alla privacy.

La domanda degli ultimi tempi, infatti, è “può il datore di lavoro sapere se i suoi dipendenti sono vaccinati o meno?”.

Proprio in questo senso è intervenuto il Garante della Privacy, con una pubblicazione del 17 febbraio sul sito, il quale ha risposto che la vaccinazione della persona è un’informazione che deve rimanere segreta e che, quindi, il datore non può ricevere.

Lo stesso Garante, inoltre, precisa che il datore non può venire a conoscenza del fatto che il dipendente si sia iniettato il vaccino o no anche se c’è il consenso di quest’ultimo. Nemmeno può chiedere al medico competente, ovvero quello aziendale.

Quello che però il datore ha il diritto di sapere è se il lavoratore è idoneo alla mansione.

In questo caso, come detto precedentemente, il medico non può riferire al datore informazioni inerenti all’avvenuta vaccinazione o meno, ma può decidere se la mancanza della stessa comporti l’inidoneità alla mansione.

Nel caso in cui il mancato vaccino contro il Covid-19 possa generare l’inidoneità lavorativa, il medico dovrà riferire solamente la valutazione finale (appunto, l’inidoneità) senza però aggiungere commenti in merito.

Vaccino Covid19: sono arrivate le siringhe sbagliate

Nei kit sono arrivate siringhe da 5 ml anziché da 1.
Usate le scorte a magazzino.

A Pavia, pochi giorni fa, sono state vaccinate contro il coronavirus 189 persone.

Il problema è che con i kit sono arrivate siringhe sbagliate: da 5 ml anziché da 1 ml.

Per effettuare le vaccinazioni, sia presso il Policlinico San Matteo che all’ospedale di Voghera, sono state usate le siringhe corrette che erano in giacenza a magazzino.

A riportare la notizia è la Provincia Pavese che aggiunge un quesito: le siringhe sbagliate devono essere restituite o possono essere utilizzate per altri scopi?

Vaccino Covid19: ecco come sta andando nei vari Stati

Tra chi non aspetta altro che poterlo fare e chi denuncia malesseri post somministrazione, ecco come si stanno muovendo i vari Paesi.

Le posizioni, come su ogni cosa, sono le più diverse.

Da chi ritiene il vaccino l’unica via per uscire dall’epidemia (approfondimento al link) a chi lo ritiene un business (approfondimento al link), passando per chi lo desidera e spera che tutte le dosi necessarie arrivino presto (approfondimento ai link1, link2 e link3) e chi invece lamenta effetti collaterali dopo la somministrazione del vaccino stesso (approfondimento al link).

Cerchiamo di vedere cosa accade a livello generale nei vari Stati.

La Germania ha vaccinato oltre 188mila persone e, in attesa di ricevere altre scorte di vaccino, deve scegliere a sorte tra chi vaccinare e chi no nelle fasce considerate più a rischio.

L’Italia, con più di 80mila inoculati, è la seconda in Europa per numero di vaccinati.

Boris Johnson, per quanto riguarda la Gran Bretagna che è stato il primo Paese a dare il via alle vaccinazioni, dichiara:

“Abbiamo vaccinato un milione di persone: più del resto d’Europa messo insieme.”

E poi, come riporta “TgCom24”, continua sottolineando che da lunedì circa 530mila dosi del vaccino Oxford-AstraZeneca saranno disponibili nei centri di vaccinazione e “qualche milione in più” del vaccino Pfizer deve ancora essere somministrato ai pazienti.

La Spagna, dal lato suo, pare intenzionata ad istituire un registro in cui inserire i nomi di chi non si sottoporrà al vaccino.

Chi va a rilento, da questo punto di vista, è invece la Francia; il presidente Macron, da poco uscito dall’isolamento (approfondimento al link), chiede un cambio di passo nella campagna di vaccinazione:

Presto e con forza. Io sono in guerra mattino, giorno, sera e mi attendo da tutti lo stesso impegno”.

La Francia ha ricevuto 560mila dosi del vaccino Pfizer/BioNTech, ma i dati ufficiali (riferiti ancora alle 20:30 del 31 dicembre) danno conto di 352 dosi somministrate.

Poi c’è il Belgio, dove medici e sanitari hanno chiesto che l’Oms fosse indagato per avere una falsa pandemia (approfondimento al link).

Andando oltreoceano, vediamo che negli Usa, con i dati aggiornati alle ore 09:00 di sabato 2 gennaio, si è superata la quota di 4 milioni di vaccinati. Più precisamente, il Cdc Covid Data Tracker ha riferito che erano state distribuite 13.071.925 dosi e ne erano state somministrate 4.225.756, comprendendo sia i vaccini Pfitzer che Moderna.

Il primo Paese al mondo per numero di inoculazioni è la Cina, che dichiara di averne somministrati 4,5 milioni.

In questo caso, però, George Gao Fu, il direttore del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, avrebbe preferito adottare un mix di vecchie e nuove tecnologie sviluppando 5 diverse categorie di vaccino: vaccini inattivi, vaccini a subunità proteiche ricombinanti, vaccini influenzali vivi attenuati, vaccini a vettore adenovirus e vaccini basati su acidi nucleici.

Questo perché, sempre a detta di George Gao Fu, in occidente sono stati somministrati vaccini che hanno una tecnologia mRNA che è stata sviluppata per i malati di cancro e non si può escludere che il somministrarla a persone sane possa comportare dei rischi.

Infermiere positivo al Covid19 dopo il vaccino

Un 45enne infermiere americano è risultato positivo al coronavirus 8 giorni dopo aver fatto il vaccino.
Gli esperti: “Non è un evento inaspettato”.

Matthew W., infermiere americano di 45 anni, è risultato positivo al Covid 19 8 giorni dopo la somministrazione del vaccino.

La notizia arriva dopo i casi di un’altra infermiera spagnola risultata positiva dopo aver fatto il vaccino e quello di Khalila Mitchell, che dichiara di aver avuto una paralisi al volto dopo che le era appunto stato somministrato il vaccino.

Ovviamente, anche in questo caso, non mancano le accuse di “bufala”, ma vediamo più nel dettaglio l’accaduto.

L’infermiere della California si è sottoposto al vaccino il 18 dicembre ed il primo effetto collaterale era inerente ad un dolore al braccio. Proprio su questo, lo stesso Matthew scherzava su Instagram dicendo “Ho il mio vaccino Covid! Riferirò se comincio a far crescere un terzo braccio”.

Ecco però che, sei giorni dopo, l’infermiere termina il turno nell’unità Covid di uno dei diversi ospedali di San Diego in cui lavora e comincia a sentirsi male.

I sintomi, dopo il dolore al braccio, sono stati: dolori muscolari, affaticamento e brividi. Così l’infermiere ha deciso di sottoporsi al tampone, al quale è risultato positivo.

È così che Matthew, stando a quanto riporta “Il Messaggero.it”, scopre che l’immunità da Covid19 arriva 7 giorni dopo aver ricevuto la seconda dose, la quale, a sua volta, viene somministrata tre settimane dopo la prima.

L’immunità, dunque, non vi è fino a circa un mese dopo la somministrazione della prima dose.

Questo pare non aver sorpreso gli esperti; il dottor Christian Ramers, specialista in malattie infettive del Family Health Centers di San Diego, infatti ha affermato quanto di seguito in tv:

Non è affatto inaspettato. Se analizzi i numeri, questo è esattamente quello che ci aspettiamo.

Nel frattempo, però, rimane da chiedersi se il vaccino possa funzionare anche per la variante inglese recentemente scoperta e per altre eventuali mutazioni del virus.

Vaccino Covid-19, lo fareste? “No”

Nel sondaggio i lettori esprimono un secco “No”.
Il “Si” non raggiunge il 10%, con una quota simile a quella degli indecisi.

Sono giorni caldi per il vaccino del Covid-19.

L’Ue sta firmando contratti con diverse case farmaceutiche (approfondimenti ai link1, link2 e link3) al fine di approvvigionare gli Stati membri delle dosi di vaccino necessarie e di farlo il prima possibile.

General Magazine, nel frattempo, ha lanciato un sondaggio su twitter per vedere quanti cittadini si sottoporrebbero o meno al vaccino.

La risposta dei lettori è stata decisamente orientata al “no“, che ha toccato quota 89%.

Il “Si” si è fermato ad un 7%, mentre gli indecisi (“Non saprei“) sono stati il 4,1%).

Di seguito, il risultato da noi effettuato: