Covid: il vaccino è più pericoloso del virus?

Uno studio Usa-Cina mette in evidenza che la spike danneggia direttamente le cellule di vasi sanguigni.
Italia unico Paese europeo con obbligo di vaccinazione.

Il vaccino potrebbe essere più pericoloso della malattia stessa.

È quanto emerge dalla conclusione di uno studio pubblicato sulla rivista Circulation Research, dove si suggerisce che il Covid-19 non sia solo una malattia respiratoria ma anche, e forse soprattutto, vascolare in quanto gli effetti negativi del Covid sulla circolazione (come ictus e trombosi) non sono dovuti solo all’infiammazione indotta dall’infezione, ma sono una diretta conseguenza dell’azione della proteina spike.

Come riporta “Ansa”, il virus, grazie alla proteina spike, si lega al recettore dell’enzima di conversione dell’angiotensina 2 (ACE2) per entrare e infettare cellule ospiti.

Non solo.

Ricercatori americani (Università della California San Diego) e cinesi (Xi’an Jiaotong University) hanno messo in luce come la proteina spike non solo si lega alle cellule sane per diffondere l’infezione, ma provoca danni direttamente alle cellule dell’endotelio, il tessuto che rivestono i vasi sanguigni e che sono fondamentali per la circolazione.

Gli studiosi hanno utilizzato degli pseudovirus, cioè virus “vuoti” e non infettivi ma che esprimono la proteina S (pseudo-spike) sulla superficie, iniettandoli nella trachea di alcuni criceti; questi hanno avuto come conseguenza danni ai polmoni e alle arterie, dimostrando che la proteina spike da sola causa la malattia, a prescindere dalla diffusione dell’infezione virale.

Ancora, il tema di lavoro ha eseguito un ulteriore esperimento: ha esposto le cellule endoteliali sane alla proteina spike la quale, legandosi con ACE2, ha danneggiato le cellule causandone la frammentazione dei mitocondri (le cosiddette centraline energetiche delle cellule).

Uri Manor, uno degli autori dello studio, ha dichiarato:

Molte persone considerano il Covid-19 una malattia respiratoria, ma in realtà è una malattia vascolare”.

Il virus in sé, dunque, non è necessario per avere una reazione grave, dato che questa è data dalla spike; di conseguenza, vaccinare diventa un rischio più grande che prendere il Covid-19?

E se il vaccino a mRNA insegna alle cellule umane a produrre la proteina spike, rischiamo una sorta di genocidio?

Nel frattempo, il Senato italiano ha approvato la vaccinazione obbligatoria per i sanitari, nonostante una Mozione del Parlamento Europeo che vieta l’obbligo vaccinale ai cittadini europei con vaccini sperimentali.

Com’è possibile vedere dall’immagine sotto riportata, l’Italia è attualmente l’unico Paese europeo ad aver reso obbligatoria la vaccinazione per i sanitari:

Pfizer: vendite e prospettive oltre le stime

I ricavi del primo trimestre sono pari a 14,58 miliardi di dollari.
La stima per il 2021 passa da 15 a 26 miliardi.

Vola Pfizer.

I ricavi del primo trimestre del 2021 del gruppo farmaceutico sono stati pari a 14,58 miliardi di dollari; un aumento di quasi il 50% rispetto all’anno precedente, quando ammontavano a 10,08.

Il risultato ha superato anche le aspettative, che prevedevano ricavi per 13,62 miliardi di dollari.

Non solo. Anche le stime per il 2021 sono già state riviste, ovviamente a rialzo, passando da 15 a 26 miliardi di dollari.

I ricavi provenienti dalla vendita del vaccino anti covid BNT162b2 sono destinati a salire; proprio il mese scorso, infatti, sono stati firmati altri nuovi contratti prevedenti la consegna di 1,6 miliardi di dosi.

I ricavi totali, invece, sono attesi in una forbice che va da 70,5 ai 72,5 miliardi di dollari.

Quest’ultima guidance è stata rivista in aumento proprio grazie alle vendite del vaccino, dopo che la precedente prevedeva ricavi totali compresi tra i 59,4 ed i 61,4 miliardi di dollari.

AstraZeneca: Ungheria e Germania si uniscono ai Paesi in causa

Mancano le dosi previste dal contratto: si va per vie legali.
Sciolte le riserve, anche i due Paesi si aggiungono alla causa.

Mancano le dosi del vaccino AstraZeneca previste per il blocco dei Paesi Ue.

La mancata consegna delle quantità previste dal contratto da parte dell’azienda farmaceutica ha portato alcuni Paesi dell’Unione europea ad andare per vie legali.

Alla causa, ultime in ordine di tempo, si sono aggiunte anche Germania ed Ungheria.

All’inizio i due Stati erano indecisi ma, stando a quanto riportato da “Reuters” che cita due fonti diplomatiche di Bruxelles ed una terza fonte, hanno chiesto chiarimenti e deciso di aderire alla causa.

AstraZeneca: stop alla sperimentazione sui bambini

Si aspettano i risultati inerenti alle trombosi sugli adulti.
Possibili nuove restrizioni anche dall’Ema.

Sospesa la sperimentazione del vaccino AstraZeneca sui bambini.

Ad annunciarlo è l’Università di Oxford, in attesa di un’analisi sui possibili legami tra il siero ed episodi di trombosi tra gli adulti, dopo che i test erano iniziati a febbraio e avevano coinvolto bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni.

Erano circa 300 i volontari si erano fatti avanti, se così si può dire.

A spiegare lo stop è stato il professor Andrew Pollard:

Sebbene non ci siano preoccupazioni per la sicurezza nella sperimentazione pediatrica, attendiamo ulteriori informazioni dall’Mhra (l’Authority per i farmaci britannica) sui rari casi di trombosi e trombocitopenia che sono stati segnalati negli adulti, prima di somministrare altri vaccini.”

Oggi, inoltre, l’Ema si pronuncerà di nuovo sul vaccino anglo-svedese e potrebbe non escludere più, come invece aveva fatto un paio di settimane fa, un “nesso causale” tra i casi di morti per trombosi, in particolare tra gli under 55, e le vaccinazioni.

A convincere l’Agenzia europea del farmaco sono stati i nuovi dati raccolti che già da ieri sono sotto la lente degli esperti Ue, in arrivo in particolare dalla Germania, che metterebbero sotto accusa l’eccessiva risposta anticorpale nei più giovani, che contribuirebbe a provocare trombosi associate a forme di emorragie causate dalla diminuzione di piastrine.

Von der Leyen: 70% dell’Europa vaccinata entro l’estate

Limitare il virus e stabilizzare le forniture di vaccini le priorità.
“Scelta giusta restare nell’Ue”.

In un’intervista rilasciata a “Repubblica”, la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, si è mostrata assolutamente fiduciosa del piano anti-covid e degli strumenti messi in campo per attuarlo.

Le priorità sono quelle di limitare l’espandersi del virus e garantire un adeguato approvvigionamento ai vaccini.

L’obiettivo è quello di vaccinare il 70% dei cittadini europei entro l’estate.

Più precisamente, sostenendo che il tutto sarà possibile solo grazie al coordinarsi come Unione europea, le sue parole sono state le seguenti:

“Sono estremamente fiduciosa. Ora siamo concentrati a fare di tutto per ridurre la diffusione del virus aumentando e stabilizzando le forniture dei vaccini. Sono profondamente convinta che capiremo tutti che l’approccio giusto era di stare insieme come Unione europea.”