Covid e privacy: il datore può sapere chi è vaccinato e chi no?

La vaccinazione rimane segreta.
Il medico però decide se il lavoratore è idoneo alla professione o meno.

Sul tema dei vaccini va presa in considerazione, oltra a quella in relazione alla salute, anche la problematica inerente alla privacy.

La domanda degli ultimi tempi, infatti, è “può il datore di lavoro sapere se i suoi dipendenti sono vaccinati o meno?”.

Proprio in questo senso è intervenuto il Garante della Privacy, con una pubblicazione del 17 febbraio sul sito, il quale ha risposto che la vaccinazione della persona è un’informazione che deve rimanere segreta e che, quindi, il datore non può ricevere.

Lo stesso Garante, inoltre, precisa che il datore non può venire a conoscenza del fatto che il dipendente si sia iniettato il vaccino o no anche se c’è il consenso di quest’ultimo. Nemmeno può chiedere al medico competente, ovvero quello aziendale.

Quello che però il datore ha il diritto di sapere è se il lavoratore è idoneo alla mansione.

In questo caso, come detto precedentemente, il medico non può riferire al datore informazioni inerenti all’avvenuta vaccinazione o meno, ma può decidere se la mancanza della stessa comporti l’inidoneità alla mansione.

Nel caso in cui il mancato vaccino contro il Covid-19 possa generare l’inidoneità lavorativa, il medico dovrà riferire solamente la valutazione finale (appunto, l’inidoneità) senza però aggiungere commenti in merito.

Autore: Francesco Puppato

Vive in Polonia dove è responsabile del Controllo di Gestione degli stabilimenti polacchi di una holding italiana; parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha precedentemente lavorato nel dipartimento finanziario della Holding Orange1. Laureato in Economia Aziendale con indirizzo in Management ed Organizzazione presso l'Università degli Studi di Udine, ha anche un Master in "Gestione delle Risorse Umane ed Organizzazione del Lavoro" conseguito presso lo stesso ateneo. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity"  per la rivista "Economia - ecaroiundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina" e "Gazzetta Italia". Founder di "General Magazine", ha conseguito, tra i vari titoli, il patentino Bloomberg, l'Europass Mobilità e l'ECDL.

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