Green Pass: arriva l’ok del garante della privacy

Approvata l’app dopo qualche tentennamento, insieme a Immuni.
Validità in Ue dal primo luglio.

Via libera da parte del garante della privacy al Green Pass anche tramite App.

Dopo una fase di incertezza, legata al corretto trasferimento dei dati (più nel dettaglio l’integrazione da parte di Pago Pa di alcune funzionalità come le notifiche push a contenuto generico), è arrivato il nulla osta per l’App IO, che verrà utilizzata come piattaforma nazionale ed avrà validità sul territorio Ue dal primo luglio.

Il Green Pass, appunto contenuto nell’App, permetterà ai cittadini di spostarsi liberamente tra i confini Ue e di partecipare ad eventi che lo richiedano.

Per ottenere il medesimo Green Pass è sufficiente disporre di una carta d’identità elettronica (chi non l’avesse può richiederla tramite l’account Spid, ovvero il sistema di identità digitale), scaricare l’App e registrarsi effettuando il login.

Una volta effettuata l’autenticazione, sarà possibile trovare la certificazione verde con il relativo codice QR.

Il Green Pass verrà rilasciato sia in formato digitale che cartaceo e sarà rilasciato a chi si è sottoposto a vaccinazione, a chi risulta guarito dal Covid-19 (fino a 6 mesi prima) ed a chi si è recentemente sottoposto ad un tampone risultando negativo (tendenzialmente si prende il riferimento delle 48 ore).

Non solo. Il garante per la privacy, che sull’App IO ha dichiarato “ci aspettiamo un riscontro positivo”, ha inoltre approvato anche l’App Immuni, già usata in passato ai fini della tracciabilità dei contagi sul territorio nazionale.

Commissione europea: procedura d’infrazione contro la Germania

La questione è legata all’acquisto di titoli messo in discussione dal tribunale tedesco.
La Bce era accusata di essere andata oltre il suo mandato.

La Commissione europea avvierà una procedura d’infrazione contro la Germania.

È quanto riportano due fonti a Reuters, in merito al tema legato all’acquisto di bond.

Più precisamente, un tribunale tedesco aveva messo in discussione gli acquisti di titoli della Bce, che già avevano ottenuto il via libera della Corte di giustizia, ed ora la Commissione vuole appurare se il medesimo tribunale abbia violato la legislazione Ue.

La sentenza emessa dalla Corte costituzionale tedesca, emessa a maggio del 2020, aveva stabilito che la Bce era andata oltre il suo mandato con gli acquisti dei bond.

Sempre la fonte, più nel dettaglio, avrebbe aggiunto quanto di seguito:

La sentenza presenta un pericoloso precedente per la legge Ue, in merito alla pratica della Corte costituzionale tedesca e in merito ai principali tribunali e alle corte costituzionali di altri stati membri.”

Corte dei conti Ue boccia Frontex

“Inefficace nel proteggere i confini”.
L’Agenzia è ritenuta inadeguata al ruolo e rea di non aver prodotto documentazione sull’operato.

La Corte dei conti Ue attacca l’operato di Frontex, l’agenzia Ue per il controllo delle frontiere esterne.

Dopo anni di denunce da parte di partiti e cittadini tacciate come razzismo, arriva anche una fonte ufficiale europea a bocciare la gestione dei flussi migratori.

La Corte dei conti Ue, infatti, boccia l’operato di Frontex:

Non ha aiutato con sufficiente efficacia gli Stati membri ed i Paesi associati Schengen a gestire i loro confini; il suo operato non sarebbe idoneo a contrastare l’immigrazione illegale e la criminalità transfrontaliera.

Frontex, dunque, “non ha pienamente adempiuto” al mandato ricevuto nel 2016, volto a sostenere gli Stati europei nella lotta all’immigrazione illegale e alla criminalità transfrontaliera ed ha “sollevato dubbi anche sulla sua capacità di svolgere efficacemente il nuovo ruolo operativo che le è stato assegnato”.

Uno dei membri della Corte responsabile della relazione, Leo Brincat, è intervenuto come di seguito:

Le mansioni affidate a Frontex alle frontiere esterne dell’Ue sono fondamentali per la lotta alla criminalità transfrontaliera ed all’immigrazione illegale; nondimeno, Frontex non le assolve attualmente con efficacia. Ciò desta particolare preoccupazione nel momento in cui vengono conferite a questa Agenzia responsabilità aggiuntive.

Ancora, nella nota si legge che la Corte dei conti ha rilevato “lacune ed incoerenze”, aggiunte al fatto che “le operazioni congiunte non sono ancora sufficientemente sviluppate nelle attività quotidiane”.

Altra cosa grave è “la mancanza di una rendicontazione sull’efficienza e sui costi”; in particolar modo dopo che nel 2019 era stato approvato un nuovo regolamento (“non corroborato da alcuna valutazione preliminare”, si precisa) prevedente il raggiungimento di un organico operativo fino a 10.000 unità entro il 2027 (rispetto ai 750 agenti del 2019) ed il raddoppio della dotazione finanziaria, che arriverà dunque attorno ai 900 milioni di euro all’anno.

Una cifra che proprio la Corte dei conti ritiene “Un importo ingente, deciso senza neanche accertare di cosa abbia bisogno Frontex per espletare il nuovo mandato e senza valutarne in alcun modo l’impatto sugli Stati membri.”. Chiude, infine, il report:

Alla luce dei molteplici rilievi formulati e visto che l’Agenzia non si è ancora adeguata ai requisiti del mandato del 2016, non è pronta a dare efficace attuazione al mandato ricevuto nel 2019.

Siria: Bashar al-Assad confermato per la quarta volta

L’attuale presidente viene riconfermato a pieni voti (95,1%).
Critiche da Usa, Europa e Gran Bretagna ma il suo governo è più legittimo di molti governi italiani?

Riconfermato a pieni voti.

Bashar al-Assad ha vinto le elezioni presidenziali per la quarta volta consecutiva. E lo ha fatto con una vittoria a dir poco schiacciante, raccogliendo il 95,1% ovvero portando a casa un risultato ancora migliore rispetto a quello delle scorse elezioni dove vinse con un consenso del 90%.

Migliaia le persone che si sono riversate per le strade di Damasco a festeggiare la riconferma di al-Assad, dopo che il presidente del parlamento siriano Hammouda al-Sabbagh ha ufficializzato il risultato del voto indicando inoltre che l’affluenza è stata pari al 76,64%.

La concorrenza era rappresentata da un ex ministro e da un ex esponente dell’opposizione ma il presidente in carica dal 2000 non ha avuto problemi a vincere le elezioni che gli permetteranno di rimanere in carica per altri 7 anni.

Bashar al-Assad è alla guida del Paese da quando sostituì suo padre, Hefez, che a sua volta era in carica dal 1970.

La vittoria elettorale è stata accolta, senza sorprese, in maniera critica da Usa, Unione europea e Regno Unito, che lo definiscono un dittatore e sostengono che vi fosse una concorrenza sostanzialmente assente; le Nazioni Unite, inoltre, stimano che più del 90% della popolazione siriana viva sotto la soglia di povertà.

C’è chi sostiene, invece, che il governo di al-Assad sia, proprio per le modalità elettive, ben più legittimo di altri governi; anche di quelli italiani, se pensiamo alla serie di Premier e coalizioni che hanno guidato il Paese negli ultimi circa 10 anni senza passare per le elezioni.

Alitalia tra voli, tagli e futuro

Operatività in estate, poi tagli e nuova compagnia.
I sindacati sul piede di guerra.

È ancora calco il tema inerente ad Alitalia.

Bisogna garantire i voli in estate, poi si partirà con Ita; questo il punto di vista del ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti in merito alla questione Alitalia-Ita discussa a Bruxelles:

Abbiamo il dovere di garantire l’operatività nella stagione estiva. Poi ci sarà una nuova compagnia, che partirà alle condizioni che si stanno definendo. La nuova compagnia potrà partecipare alla gara per il marchio.

L’Ue, vuole come al solito, vuole però dettare le condizioni e muovere le fila dell’operazione incitando ai tagli. Stando a quanto riporta “Ansa”, l’accordo di massima raggiunto tra Commissione Ue e governo (Margrethe Vestager, da una parte, e Giancarlo Giorgetti e Daniele Franco, dall’altra), infatti, prevede che la parte relativa all’aviazione sia trasferita direttamente a Ita in forma ridotta, con meno della metà della flotta attuale ed un taglio significativo del personale che vedrà anche modificato il proprio contratto.

Sono poi interventi anche i sindacati, con il segretario nazionale Filt-Cgil Fabrizio Cuscito che ha dichiarato quanto di seguito:

Positivo lo sblocco della situazione di stallo con la Commissione Ue ma l’intesa deve poter garantire lo sviluppo industriale dell’azienda, il mantenimento dell’attività di volo, di manutenzione, handling e amministrative e la tutela dell’attuale occupazione del personale Alitalia.

Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, da parte sua aggiunge:

Non abbiamo intenzione di accettare licenziamenti, la parola esuberi sarebbe il momento di toglierla. Stiamo parlando di persone in carne e ossa che in questi anni hanno fatto funzionare il vettore nazionale.

Non esiste un tavolo in cui il sindacato è messo nelle condizioni di discutere quello che sta succedendo (sottolineando che manca un incontro con i sindacati sul dossier).”