Diritto nazionale prevale su quello Ue: Orban sta con la Polonia

L’Ungheria invita l’Ue a rispettare la sovranità degli Stati membri.
Corretto l’operato di Varsavia.

C’è tensione tra Polonia ed Unione europea.

Da una parte i giudici costituzionali polacchi hanno sostenuto che il diritto nazionale prevale su quello dell’Unione europea, dall’altra l’Ue sostiene il contrario. Il tutto sta esplodendo addirittura in un “dentro o fuori”.

Sul tema è intervenuto anche Viktor Orban, schierandosi dalla parte della Polonia.

Il premier ungherese, più nel dettaglio, citato dall’agenzia ungherese Mpi ha detto quanto di seguito:

Il primato del diritto dell’Ue dovrebbe applicarsi solo nelle aree in cui l’Ue ha competenza e il quadro giuridico è stabilito nei trattati istitutivi dell’Ue.

Orban ha poi aggiunto che la sentenza di Varsavia è frutto “della cattiva prassi delle istituzioni europee”, che hanno esteso il loro potere in modo “strisciante” a discapito delle leggi degli Stati membri.

Stando a quanto riporta il portavoce del premier ungherese, Bertalan Havasi, la risoluzione firmata da Orban sostiene che sono state le cattive pratiche delle istituzioni dell’Ue a innescare l’esame della corte polacca sulla questione del primato legale ed inoltre che le istituzioni europee sono obbligate a rispettare le identità nazionali degli Stati membri e che le corti e i tribunali costituzionali hanno il diritto di esaminare la portata e i limiti delle competenze di Bruxelles.

Brexit-Irlanda del Nord: accordo fallirà senza cambio governance

Servono nuove disposizioni per regolare il commercio con l’Irlanda del Nord dopo la Brexit.
In settimana nuove proposte da parte dell’Ue.

Il portavoce di Boris Johnson, primo ministro britannico, ha fatto sapere che l’accordo tra Gran Bretagna ed Unione europea che regola il commercio con l’Irlanda del Nord ha bisogno di nuove disposizioni di governance.

Più precisamente, riferendosi al protocollo dell’Irlanda del Nord, le sue parole sono state le seguenti:

“Senza nuovi accordi sulla governance, il protocollo non avrà mai il sostegno di cui ha bisogno per sopravvivere.

Nel corso di questa settimana l’Ue dovrebbe presentare delle proposte per allentare i controlli sugli scambi commerciale dell’Irlanda del Nord verso l’Irlanda; quest’ultima, stato membro dell’Unione europea.

Sempre entro questa settimana, anche la Gran Bretagna invierà all’Ue un nuovo documento negoziale relativo al protocollo.

Migranti, Stati Ue a Bruxelles: “Finanziate i muri alle frontiere”

La richiesta arriva da 12 Stati.
Il tema sarà affrontato dai 27 membri a Lussemburgo.

Nuovi strumenti per proteggere le frontiere esterne di fronte ai flussi migratori, anche col finanziamento europeo di recinzioni e muri.

Questo è quanto hanno chiesto 12 Stati firmatari di una lettera inviata alla Commissione ed alla presidenza del Consiglio Ue.

I ministri dell’interno a firmatari sono stati quelli di Cipro, Austria, Polonia, Danimarca, Repubblica Ceca, Lettonia, Grecia, Ungheria, Slovacchia, Lituania, Bulgaria ed Estonia

Il tema del rafforzamento dei confini esterni dell’Unione sarà affrontato dalla riunione dei ministri dell’Interno dei 27 Stati membri in programma a Lussemburgo, ma come già visto in passato le forze messe in campo dall’Ue si sono sempre rivelate inconsistenti e dispendiose (approfondimento al link).

Nella lettera, più precisamente, si legge quanto di seguito:

Evitare di sovraccaricare i sistemi di accoglienza. Si chiedono nuovi strumenti che permettano di evitare, piuttosto che affrontare in seguito, le gravi conseguenze di sistemi migratori e di asilo sovraccarichi e capacità di accoglienza esaurite, che alla fine influiscono negativamente sulla fiducia nella capacità di agire con decisione quando necessario. Queste soluzioni europee dovrebbero mirare a salvaguardare il sistema comune di asilo riducendo i fattori di attrazione; per garantire l’integrità e il normale funzionamento dell’area Schengen tutte le nostre frontiere esterne devono essere protette con il massimo livello di sicurezza. Le barriere fisiche sembrano essere un’efficace misura di protezione delle frontiere che serve l’interesse di tutta l’Ue, non solo degli Stati membri di primo arrivo. Questa misura legittima dovrebbe essere ulteriormente e adeguatamente finanziata dal bilancio dell’Ue in via prioritaria.”

Ue toglie Usa da lista Paesi sicuri

Possibili test e quarantena per chi arriva dagli Stati Uniti.
Tolti dalla lista anche Kosovo, Libano, Macedonia del Nord, Israele e Montenegro.

I governi degli Stati membri dell’Unione europea hanno appena concordato la rimozione degli Usa dalla lista dei Paesi sicuri.

Questo implica che le persone provenienti dagli Stati Uniti potrebbero essere soggette a test e quarantena, a seconda delle regole che ogni Stato deciderà di applicare.

La lista, infatti, punta ad unificare le regole per i viaggi attraverso il blocco, benché non sia vincolante per gli Stati membri, che rimangono liberi di determinare le proprie politiche in materia di confini.

Insieme agli Usa, sono stati rimossi dalla lista anche Israele, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Libano.

(Foto da internet)