La Nato accelera l’adesione dell’Ucraina

A Kiev non sarà rihciesto il percorso Map.
La decisione dopo “intnesi colloqui con gli alleati”.

La Nato ha deciso di eliminare l’obbligo per Kiev di seguire il Piano d’Azione per l’Adesione (Membership Action Plan, Map) come parte del percorso di adesione all’Alleanza atlantica.

Come riporta Ansa, ad annunciarlo è il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, su Twitter alla vigilia di un vertice Nato in Lituania:

A seguito di intensi colloqui, gli alleati della Nato hanno raggiunto un consenso sulla rimozione del Map dal percorso di adesione dell’Ucraina. Accolgo con favore questa decisione a lungo attesa che accorcia il nostro percorso verso la Nato“.

Conflitto, Erdogan: “Sto con Putin”

Blinken chiama gli alleati Nato.
Ue con gli Stati Uniti; la Gran Bretagna mobilita il comitato Cobra.

La rivolta dei mercenari Wagner in Russia crea fibrillazioni nella comunità internazionale e negli alleati contro la guerra in Ucraina.

Si guarda alla crisi scatenata dal capo delle milizie Yevgeny Prigozhin come un segnale di debolezza all’interno del Cremlino.

Il Dipartimento di Stato americano riferisce che gli Stati Uniti stanno lavorando “in stretto coordinamento con i loro alleati” sulla situazione in Russia per quello che sembra prefigurarsi come un colpo di Stato ai danni dell’attuale presidenza russa, con Prigozhin che ha già minacciato una guerra civile senza precedenti.

Come riporta Rai News, dopo aver parlato con i ministri degli esteri del G7 e con l’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera Joseph Borrell, il Segretario della Nato Blinken non ha mancato di rinnovare il sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina:

Il sostengo non cambierà, gli Stati Uniti rimarranno in stretto contatto con alleati e partner mentre la situazione in Russia continua a evolversi. Mi sto coordinando e ho attivato il centro di risposta alla crisi“.

Londra, nel frattempo, ha mobilitato il comitato Cobra (Cabinet Office Briefing Rooms) ovvero il comitato strategico del governo britannico, istituito per rispondere alle crisi nazionali o regionali.

La riunione d’emergenza fa seguito alle dichiarazioni del primo ministro Rishi Sunak, che aveva espresso la sua intenzione di parlare con gli alleati ed esortato le forze in campo ad essere responsabili e a proteggere i civili.

Chi invece si dichiara dalla parte del leader del Cremlino è la Turchia del presidente Recep Tayyip Erdogan. Secondo una nota del Cremlino, infatti, la Russia avrebbe incassato il sostegno turco:

Su iniziativa della parte turca, il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il presidente turco. Putin ha fornito (ad Erdogan) informazioni sulla situazione nel Paese in relazione a un tentativo di ribellione armata“.

Il presidente turco “ha espresso il suo pieno sostegno alle misure prese” da Putin, si legge sempre nella nota.

Polonia: “Germania e Francia sfruttano la guerra in Ucraina per eliminare le votazioni all’unanimità nell’UE”

L’eurodeputato Jacek Saryusz-Wolski mette in guardia dalle sornione strategie Franco-Tedesco

Berlino e Parigi stanno cercando di usare la guerra in Ucraina al fine di cambiare il sistema dell’Unione Europea e rafforzare la loro posizione e il loro potere“.

A dichiararlo è Jacek Saryusz-Wolski, eurodeputato polacco del partito di PiS.

Le sue parole sono state una reazione al fatto che Germania e Francia hanno vincolato il loro consenso all’allargamento della Comunità all’abolizione del veto nelle votazioni del Consiglio e all’ulteriore centralizzazione del potere nell’Unione.

Continua poi il politico:

La guerra russa contro l’Ucraina mette all’ordine del giorno la sua ammissione nell’UE con maggiore urgenza di quanto sarebbe stato senza la guerra. A questo punto, Berlino e Parigi vogliono ottenere il meglio per sé, cioè cambiare il sistema dell’Unione. L’idea è quella di creare un superstato dell’UE. Alcuni avranno la possibilità di esprimersi e altri ne saranno privati“.

Saryusz-Wolski sottolinea poi che il piano di Berlino e Parigi prevede nelle proposte massimaliste l’eliminazione del veto ovunque sia ancora in vigore, in 63 casi, e non solo in politica estera, sicurezza e fiscalità.

Inoltre, prevede il trasferimento delle competenze dell‘Unione dal livello degli stati membri a quello dell’Unione in undici settori, tra cui la politica estera, la cultura, la protezione del clima, ecc. Saryusz-Wolski sottolinea che attualmente tutti coloro che non dimostrano entusiasmo per l’idea di un superstato sono soggetti a varie pressioni all’interno dell’Unione.

Kiev, delegazione africana: stop al mandato di arresto per Putin

Leader africani in Ucraina per presentare il piano di pace.
Kiev: erano interessati solo alla revoca del mandato.

La delegazione dei leader africani, che è stata a Kiev il 16 giugno per presentare un piano di pace, aveva un solo punto ma ben chiaro: revocare il mandato di arresto nei confronti di Vladimir Putin emesso dalla Corte penale internazionale.

A dirlo, come riporta Ansa, è il consigliere dell’ufficio presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak media ucraini all’indomani della visita:

C’è un punto che li preoccupa ed è il motivo per il quale, credo, siano venuti a Kiev ieri: (la delegazione dei leader africani) era interessata solo a sospendere il mandato di arresto di Vladimir Putin, da parte della Corte penale internazionale”.

La Russia venderà la casa di villeggiatura di Zelensky

Nazionalizzata la casa del presidente ucraino sul Mar Nero.
Ricavi destinati alle famiglie dei soldati caduti in guerra.

Esattamente come ricevuto, la Russia ora restituisce.

Non appena è iniziato il conflitto in terra Ucraina, Ue, Nato & Company sono corsi a sequestrare i beni, mobili ed immobili, di proprietà dei cittadini russi presenti sui rispettivi suoli nazionali.

Ora la Russia ha deciso, di conseguenza, di nazionalizzare e vendere la casa di villeggiatura di Zelensky.

Le autorità russe, infatti, hanno recentemente annunciato la nazionalizzazione della casa di villeggiatura sul Mar Nero del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Sergey Aksyonov, attuale Capo della Repubblica di Crimea, ha annunciato il 21 maggio scorso che l’assemblea legislativa locale aveva votato a favore della nazionalizzazione di diversi immobili di proprietà ucraina.

Lo stesso, stando a quanto riportato dal The Telegraph, disse che “La Crimea riacquisterà i diritti su una serie di proprietà“.

Come riporta il The Daily Digest, Askyonov ha aggiunto che tra gli immobili confiscati ci sono un edificio a Simferopol appartenente al Parlamento dei Tartari di Crimea (messo fuori legge da Mosca) e un appartamento di proprietà di Volodymyr e Olena Zelensky.

Come sottolinea il Telegraph, l’assemblea legislativa della Crimea ha approvato la nazionalizzazione di un totale di cinquantasette proprietà appartenenti a “figure politiche e magnati” dell’Ucraina.

I nemici della Russia non faranno soldi nella Crimea russa“, ha spiegato Aksyonov nella sua registrazione video.

Non ci sono molte informazioni sulla proprietà di Zelensky, ma si sa che è stata acquistata nel 2013 nella città costiera di Livadia sul Mar Nero, secondo quanto riportato dal Telegraph.

Nel 2019, la Reuters riferiva che Olena Zelensky aveva acquistato la proprietà dal magnate Oleksandr Buryak per meno della metà del prezzo di mercato al momento dell’acquisto.

Secondo i dati di Reuters, provenienti da una dichiarazione dei redditi, Olena Zelensky acquistò l’attico composto da tre camere da letto per 163.893 dollari nell’aprile 2013.

Secondo il Telegraph, però, attualmente la proprietà ha un valore stimato di 800.000 di dollari: un bel gruzzolo con cui la Russia intende finanziare la guerra in corso in Ucraina.

Certo, non è una grande perdita per lui“, ha detto il portavoce dell’assemblea legislativa della Crimea Vladimir Konstantinov, secondo la traduzione dell’agenzia di stampa russa (TASS).

In un’altra intervista rilasciata a Rossiya-24, come riportato dalla TASS, Konstantinov ha detto che tutte le proprietà nazionalizzate sarebbero state vendute per “finanziare l’operazione militare speciale“.

I ricavati andranno anche alle famiglie dei soldati caduti in guerra e a quelle che hanno avuto un familiare chiamato a combattere durante la mobilitazione militare parziale, come riporta il Telegraph.

La politica avrà un aspetto sociale“, ha dichiarato Konstantinov, il quale ha sottolineato che dall’autunno scorso sono state nazionalizzate in totale 700 proprietà ucraine in Crimea, secondo quanto riportato dalla TASS.