Usa: pronti all’impeachment per Biden?

Possibili benefici finanziari dagli affari stipulati dal figlio.
Interessi con Cina ed Ucraina.

Lo speaker della Camera del Congresso americano, Kevin McCarthy, ha annunciato il suo sostegno all’avvio dell’impeachment del presidente Joe Biden.

L’accusa a Biden è di aver avuto benefici finanziari dagli affari stipulati dal figlio, Hunter, con governi stranieri, tra cui Cina ed Ucraina.

Il sostegno ad avviare il processo al presidente, secondo i repubblicani, dovrebbe facilitare l’accesso a documenti bancari ed altri riservati che riguardano il presidente e suo figlio.

Di contro, come riporta Agi, Ian Sams, uno dei portavoce della Casa Bianca, ha commentato come di seguito:

Le indagini dei Repubblicani della Camera non hanno portato a prove di condotta sbagliata. Anzi, i loro testimoni e i documenti prodotti hanno mostrato che non c’è nessun legame che porti al presidente degli Stati Uniti“.

Ma la decisione di McCarthy nascerebbe anche dall’ultimatum lanciato dalla corrente di destra, guidata dal rappresentante della Florida e trumpiano Matt Gaetz, di votare il suo siluramento dal ruolo di speaker se non avesse avviato le procedure di impeachment.

La minaccia non è arrivata a sorpresa: McCarthy, che aveva dovuto superare quindici ballottaggi prima di essere nominato speaker a gennaio, cosa mai successa negli ultimi 150 anni, era sotto scacco da mesi, da quando la corrente di Gaetz aveva barattato il voto per eleggerlo, in cambio della possibilità di poterlo sottoporre più facilmente a voto di sfiducia.

La Casa Bianca ha condannato la decisione, definendola “politica estrema nella sua forma peggiore“.

Putin: Ucraina parlerà di pace solo quando finirà le risorse

Controfensive ucraine sistematicamente fallite e riarmate da Occidente.
Ucraina si autoimpone il divieto legale di colloqui di pace.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha detto oggi che l’Ucraina sarà propensa ad avviare colloqui di pace solo quando avrà esaurito le risorse, e sfrutterà qualsiasi potenziale cessazione delle ostilità per riarmarsi nuovamente con l’aiuto dell’Occidente.

La guerra ha devastato vaste aree dell’Ucraina orientale e meridionale, ha ucciso o ferito centinaia di migliaia di persone e ha innescato la più grande rottura nei legami della Russia con l’Occidente dalla crisi missilistica di Cuba del 1962.

Putin, parlando a un forum economico nella città portuale russa di Vladivostok, sul Pacifico, ha detto che la controffensiva dell’Ucraina contro le forze russe è finora fallita e che l’esercito di Kiev ha subito pesanti perdite.

Lo stesso Putin, come riporta Reuters, ha poi aggiunto:

Ho l’impressione che vogliano prendersi il più possibile e poi, quando le loro risorse sono prossime allo zero, ottenere la cessazione delle ostilità e avviare i negoziati per ricostituire le loro risorse e ripristinare la capacità di combattimento“.

Putin ha detto che molti potenziali mediatori gli hanno chiesto se la Russia sia pronta a smettere di combattere, ma che questo non è possibile dal momento che deve affrontare la controffensiva ucraina.

Affinché ci sia una possibilità di dialogo, ha detto Putin, l’Ucraina dovrebbe prima cancellare il divieto legale di colloqui di pace che si è autoimposta, e spiegare cosa vuole.

La Russia controlla circa il 18% del territorio ucraino, compresa la Crimea, annessa nel 2014, e una fascia dell’Ucraina orientale e meridionale, di cui ha assunto il controllo nel 2022.

Drammatico aumenti di morti fra i militari ucraini

Il report esce dalla Bbc nonostante si provi a tenere segreti i dati.
Si parla di 70.000 morti e 120.000 feriti.

Si moltiplicano le testimonianze di fonti occidentali su “un drammatico incremento dei morti ucraini“, sullo sfondo della resistenza delle linee russe a quella che doveva essere la controffensiva d’estate dell’Ucraina.

Lo sottolinea la Bbc, citata da Ansa, riprendendo una recente stima Usa trapelata malgrado i dati ufficiali di Kiev restino secretati secondo cui il totale di soldati ucraini uccisi in guerra è salito almeno a 70.000, con almeno 120.000 feriti ed aggiungendo il racconto del proprio inviato nel Donetsk, Quentin Sommerville, su “pile di cadaveri” ricomposti ormai giornalmente in un obitorio ucraino sul fronte est.

Ucraina, Macron: Francia non entra in guerra con Russia

Parigi impegnata ad evitare qualsiasi escalation nel conflitto.
E Macron propone un’Europa a due velocità.

La Franciaesclude la possibilità di una partecipazione diretta alla guerra dell’Ucraina contro l’aggressione della Russia“.

Lo ha affermato il presidente Emmanuel Macron alla conferenza annuale degli ambasciatori, aggiungendo che Parigi sta cercando di “evitare qualsiasi escalation del conflitto ucraino“. 

Allo stesso tempo, come riporta Adnkronos, il presidente francese ha osservato che “l’Unione europea fornisce la massima assistenza all’Ucraina in ambito umanitario ed economico, nonché in materia di fornitura di armi“.

Macron ha anche sottolineato che “la Russia non dovrebbe vincere questa guerra in nessuna circostanza”.

Macron, ancora, ha affermato che la Ue dovrebbe “forse” evolversi verso un’unione “a più velocità” in considerazione dell’integrazione di Ucraina, Moldova e paesi dei Balcani occidentali.

Il capo dell’Eliseo ha ribadito che l’Unione Europea deve riformarsi se vuole integrare nuove nazioni e deve creare consenso con più di 30 paesi membri.

Ha infine concluso il presidente francese:

Il rischio è pensare di poter allargare senza riforme. Posso testimoniare che è già abbastanza difficile per l’Europa avanzare su temi delicati con 27 membri. Con 32 o 35 membri non sarà più facile“.

I Paesi BRICS sfidano l’Occidente

Vertice in Sudafrica per gli Stati che rappresentano un quarto dell’economia globale.
Previsto l’ingresso di nuovi Paesi.

Un nuovo assetto geopolitico e l’ingresso di nuovi Paesi nel gruppo.

Si sviluppa a Johannesburg con questo ordine del giorno il vertice dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) che rappresentano un quarto dell’economia globale

Al vertice sono inoltre invitati i leader di 67 Paesi e i rappresentanti delle principali organizzazioni internazionali e del mondo dell’economia, come riporta Euronews.

Assente il presidente russo Vladimir Putin, a causa del mandato di arresto emanato dalla Corte Penale Internazionale, tra l’altro già contestato da diversi Paesi come l’Ungheria (approfondimento al link) e la delegazione Africana che fece visita a Zelensky in Ucraina per chiedere lo stop al mandato (approfondimento al link).

Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov lo rappresenta, ma in un messaggio preregistrato Putin ha salutato la Nuova Banca di Sviluppo dei Brics, come alternativa alle istituzioni finanziarie occidentali, e ha delineato un futuro in cui il dollaro statunitense non avrà più un ruolo centrale (approfondimento al link).

Le parole di Putin sono state le seguenti:

Il processo oggettivo e irreversibile di de-dollarizzazione dei nostri legami economici sta guadagnando slancio, si stanno compiendo sforzi per sviluppare meccanismi efficaci per le operazioni reciproche e il controllo valutario e finanziario. Di conseguenza, la quota del dollaro nelle operazioni di esportazione-importazione nell’ambito dei Brics sta diminuendo“.

I leader dei Brics sono chiamati a esaminare un possibile ampliamento del gruppo.

Sono 23 i paesi che hanno avanzato richiesta: tra questi figurano gli Emirati Arabi Uniti, l’Algeria, l’Egitto e l’Iran.

Il Sudafrica è stato nominato presidente del gruppo il 1 gennaio scorso.

I temi principali della presidenza sudafricana includono la lotta al cambiamento climatico e il sostegno a cambiamenti trasformativi in tutti i settori dell’economia.