Palestina-Israele, Medvedev: Usa potevano prevedere

L’ex presidente russo considera gli Usa affamati di guerra.
E aggiunge: l’evento era più che prevedibile.

In merito allo scontro tra Palestina ed Israele è intervenuto anche Medvedev, ex presidente russo ed attuale vice-presidente del consiglio di sicurezza nazionale.

Second quest’ultimo, l’inizio degli scontri tra Hamas ed Israele nel giorno del cinquantesimo anniversario dell’inizio della guerra dello Yom Kippur è un evento che si poteva considerare più che prevedibile.

Continua poi Medvedev sostenendo che questo è ciò che Washington ed i suoi alleati dovevano fare. Il conflitto tra Israele e Palestina va avanti da decenni e gli Stati Uniti sono un attore chiave in questo contesto.

Ma, invece di lavorare attivamente per una soluzione israelo-palestinese, questi idioti si sono intromessi in noi e stanno aiutando i neonazisti con tutte le loro forze, spingendo due nazioni vicine al conflitto.

Infine, Medvedev chiude il suo pensiero ponendo una domanda alla quale dà una possibile risposta: Cosa può fermare la passione maniacale dell’America nello scatenare conflitti ovunque sul pianeta? A quanto pare, solo una guerra civile negli Usa.

Guerra, Minsk: elicottero polacco ha sconfinato 2 volte

Lo sconfinamento polacco equivarrebbe ad uno sconfinamento Nato.
Putin: “Stiamo realizzando armi nucleari avanzate”.

La guerra in Ucraina giunge al giorno 583 e, oltre che sul campo, non mancano attacchi e contrattacchi verbali.

Esplosioni nelle regioni di Mykolaiv e Sumy con la Bielorussia che, stando a quando riporta Tgcom24, accusa la Polonia e quindi la Nato riferendo quanto di seguito:

Un elicottero polacco ha violato lo spazio aereo della Bielorussia“.

Nel frattempo, dopo il recente annuncio del presidente Nordcoreano Kim Jong-Un che ha dichiarato costituzionalmente per la Corea del Nord lo status di potenza nucleare (approfondimento al link), anche Putin afferma che la Russia sta lavorando alla “creazione di armi avanzate in grado di mantenere l’equilibro strategico nel mondo“.

Polonia: “Zelensky non insulti più i polacchi”

Brusca rottura tra i due Paesi a cause delle accuse e pretese ucraine.
Ingratitudine e arroganza: l’Ucraina continua a perdere supporto.

Zelenskynon insulti più i polacchi“.

È il monito arrivato dal capo del governo di Varsavia, Mateusz Morawiecki, dopo le parole del presidente ucraino, che ha accusato la Polonia di fare una “messinscena sulla questione delle importazioni di grano.

Nel corso di un comizio ieri sera in vista delle elezioni del 15 ottobre, come riporta Adnkronos, Morawiecki ha dichiarato quanto di seguito:

Voglio dire al presidente Zelensky di non insultare mai più i polacchi, come ha fatto recentemente nel suo discorso alle Nazioni Unite. Il popolo polacco non permetterà mai che ciò accada e difendere il buon nome della Polonia non è solo un mio dovere e onore, ma anche il compito più importante del governo polacco“.

L’atteggiamento ingrato ed arrogante di Kiev ha fatto incrinare i rapporti con la Polonia, la Slovacchia e l’Ungheria (approfondimento ai link1 e link2); quest’ultima ha anche sburgiadato il governo ucraino in merito agli accordi sul grano (approfondimento al link).

Anche negli Usa, nel frattempo, l’ultimo sondaggio riporta un netto peggioramento dell’opinione pubblica per quanto riguarda il supporto a Kiev (approfondimento al link).

In questo momento, l’operato del governo di Zelensky è il miglior alleato di Putin.

Ungheria: no a sanzioni contro Mosca. Ucraina mente sul grano

Le sanzioni fanno più danni all’Europa che alla Russia.
L’accordo è che il grano possa transitare, non un commercio bilaterale.

Nuove sanzioni contro Mosca non sono necessarie, perché “causano più danni all’Europa che alla Russia“.

A dirlo è il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, in un’intervista alla Tass dopo aver incontrato a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, il collega russo Sergei Lavrov, nel corso della quale ha parlato anche della questione delle forniture di grano ucraino ai Paesi dell’Europa centrale, tema caldo degli ultimi giorni specie tra Ucraina e Polonia, ma che ha coinvolto anche Ungheria, Slovacchia ed Ue in generale (approfondimento ai link1 e link2):

Se il grano ucraino inizia a diffondersi nei Paesi dell’Europa centrale, distruggerà sicuramente i mercati agricoli. Per non parlare dei nostri agricoltori, che ovviamente dobbiamo proteggere“.

Szijjarto, come riporta Adnkronos, ha poi ha ribadito la disponibilità di Budapest a garantire il libero transito del grano ucraino attraverso il suo territorio, perché questo era quanto previsto dagli accordi di ‘solidarietà’ con Kiev:

A quanto mi risulta, l’Ucraina preferirebbe distribuire il grano in Europa centrale, ma l’accordo originale non riguardava questo: l’autorizzazione al transito, e non al commercio bilaterale“.

Szijjarto ha infine ricordato che le risorse energetiche dell’Ungheriadipendono in larga misura dalle forniture della Russia” e che Mosca ha garantito la continuazione delle forniture di petrolio e gas al Paese durante l’incontro con Lavrov a New York.

Un tema che sarà al centro della Settimana dell’energia russa, che si terrà a Mosca a metà ottobre, ed alla quale sarà presente lo stesso Szijjarto, che, secondo la Tass, ha già in agenda un incontro anche con il vice premier Alexander Novak.

Polonia: stop agli aiuti militari all’Ucraina

L’annuncio polacco dopo la reazione ucraina sul grano.
Nel frattempo anche i cittadini Usa sono stufi di supportare l’Ucraina.

Le parole del primo ministro polacco Mateusz Morawiecki irrompono provocando un terremoto politico tra Kiev e Varsavia.

La Polonia, infatti, a detta del premier non fornirà più aiuti militari all’Ucraina se non quelli già precedentemente concordati.

Per giustificare una presa di posizione rivoluzionaria per il migliore alleato di Volodymyr Zelensky in Europa, come riporta Il Riformista, Morawiecki è ricorso a quello che da sempre è l’incubo strategico del Paese: un’eventuale aggressione russa.

Scenario per il quale Varsavia, a detta del capo del governo, ha bisogno di pensare al proprio arsenale.

Questa la versione ufficiale, ovviamente; ma è altamente probabile, per non dire sicuro, che Varsavia non abbia gradito la reazione di Kiev che l’ha citata, insieme ad Ungheria e Slovacchia, all’Organizzazione Mondiale del Commercio per aver semplicemente difeso gli interessinazionali sul grano.

L’Ucraina, per bocca del Vice Ministro dell’Agricoltura Taras Kaczka, aveva inoltre aggiunto che avrebbe posto l’embargo su frutta e verdura provenienti dalla Polonia (approfondimento al link).

Dopo quanto fatto dalla Polonia per aiutare l’Ucraina, questo è il “ringraziamento” ricevuto per la sola necessità di difendere prima gli interessi nazionali.

Nel frattempo, l’ultimo sondaggio della Cnn mostra come anche i cittadini americani si stiano stufando di supportare l’Ucraina nella sua guerra con stanziamenti e finanziamenti (approfondimento al link): un esito che sta creando dei seri grattacapi al presidente Biden.