Ucraina: Russia aggira sanzioni tramite la Sicilia

Raffineria di proprietà Lukoil.
Dalla Sicilia i prodotti arrivano fino negli Usa.

La Russia starebbe aggirando le sanzioni imposte dagli Stati Uniti utilizzando una raffineria di proprietà del secondo gigante del gas e del petrolio russo Lukoil, in Sicilia.

Da qui, secondo quanto scrive il Wall Street Journal, benzina ed altri prodotti petroliferi raffinati russi arriverebbero fino al Texas e nel New Jersey, negli Stati Uniti.

Più precisamente, secondo il quotidiano la raffineria di Lukoil in Sicilia utilizza fino al 93% di greggio russo per produrre benzina che invia negli Stati Uniti ed aggiunge quanto di seguito:

Il petrolio russo sta alimentando le auto americane attraverso la scappatoia delle sanzioni“.

Russia sospende flusso greggio per problemi nei pagamenti

L’oleodotto in questione è il Druzhba.
Problema confermato da Transneft.

La Russia ha sospeso le esportazioni di petrolio attraverso la tratta meridionale dell’oleodotto Druzhba a partire dall’inizio di agosto, a causa di problemi legati alle tariffe di transito.

Lo hanno riportato due fonti a conoscenza delle operazioni, citate da “Reuters”.

Secondo le fonti, il pagamento da parte di Transneft, gestore che detiene il monopolio russo degli oleodotti, all’operatore ucraino Ukrtransnafta non è andato a buon fine.

Secondo l’agenzia di stampa “Ria Novosti“, Transneft ha confermato la sospensione dei flussi di petrolio dalla Russia attraverso il tratto meridionale dell’oleodotto Druzhba.

Ue: prezzi energia elevati fino al 2024-2025

Le previsioni della bozza del piano energetico RePowerEu.
Il gas passa da 30 a 100 euro al megawattora.

I prezzi dell’energia rimarranno elevati per il resto del 2022 e, anche se in misura inferiore, fino al 2024-2025.

È la stima della Commissione europea, riportata da “Tgcom24”, basata su previsioni di mercato e contenuta nella bozza del piano energetico RePowerEu.

I prezzi del gas, storicamente inferiori a 30 euro per Megawattora, dovrebbero attestarsi alla soglia attuale dei 100 euro fino alla fine del prossimo inverno, per poi scendere a circa 75 euro nell’estate del 2023 e intorno ai 50 euro nell’estate del 2025.

Una vera mazzata, insomma, per le bollette e si auspica un intervento deciso da parte del governo per fronteggiare dei costi esorbitanti che avranno un notevole impatto nei bilanci dei cittadini; fino ad ora, purtroppo, di concreto si è però visto ben poco ed i costi sono ricaduti quasi completamente sui consumatori.

Ungheria contro enbargo a petrolio russo

Telefonata tra Orban e Macron sulla sicurezza energetica.
Von del Leyen rassicura.

Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha discusso in una telefonata con il presidente francese Emmanuel Macron di questioni relative alla sicurezza energetica dell’Europa.

Come riporta “Reuters”, a rendere nota la notizia è stato il responsabile stampa di Orban all’agenzia di stampa statale Mti, senza fornire ulteriori dettagli.

L’Ungheria aveva già espresso le critiche più aspre alla proposta di embargo sul petrolio russo.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha detto ieri di aver compiuto progressi nei colloqui con Orban sulla questione, dopo che qualche giorno aveva già annunciato delle concessioni per prolungare la data sull’embargo del petrolio russo proprio ad Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca (approfondimento al link).

Petrolio, Usa: ok a rilascio riserve strategiche

30 milioni di barili per consumatori e aziende americane.
L’annuncio arriva dalla Casa Bianca.

Gli Stati Uniti si impegnano al rilascio di 30 milioni di barili di petrolio delle riserve strategiche.

Come riporta “Tgcom24”, ad annunciarlo è la Casa Bianca tramite il portavoce Jen Psaki, sottolineando che il rilascio si inserisce nell’ambito della decisione dell’Agenzia Internazionale dell’Energia:

Il presidente Biden è stato chiaro fin dall’inizio che tutti gli strumenti erano sul tavolo per proteggere i consumatori e le aziende americane.