Polonia: “Germania e Francia sfruttano la guerra in Ucraina per eliminare le votazioni all’unanimità nell’UE”

L’eurodeputato Jacek Saryusz-Wolski mette in guardia dalle sornione strategie Franco-Tedesco

Berlino e Parigi stanno cercando di usare la guerra in Ucraina al fine di cambiare il sistema dell’Unione Europea e rafforzare la loro posizione e il loro potere“.

A dichiararlo è Jacek Saryusz-Wolski, eurodeputato polacco del partito di PiS.

Le sue parole sono state una reazione al fatto che Germania e Francia hanno vincolato il loro consenso all’allargamento della Comunità all’abolizione del veto nelle votazioni del Consiglio e all’ulteriore centralizzazione del potere nell’Unione.

Continua poi il politico:

La guerra russa contro l’Ucraina mette all’ordine del giorno la sua ammissione nell’UE con maggiore urgenza di quanto sarebbe stato senza la guerra. A questo punto, Berlino e Parigi vogliono ottenere il meglio per sé, cioè cambiare il sistema dell’Unione. L’idea è quella di creare un superstato dell’UE. Alcuni avranno la possibilità di esprimersi e altri ne saranno privati“.

Saryusz-Wolski sottolinea poi che il piano di Berlino e Parigi prevede nelle proposte massimaliste l’eliminazione del veto ovunque sia ancora in vigore, in 63 casi, e non solo in politica estera, sicurezza e fiscalità.

Inoltre, prevede il trasferimento delle competenze dell‘Unione dal livello degli stati membri a quello dell’Unione in undici settori, tra cui la politica estera, la cultura, la protezione del clima, ecc. Saryusz-Wolski sottolinea che attualmente tutti coloro che non dimostrano entusiasmo per l’idea di un superstato sono soggetti a varie pressioni all’interno dell’Unione.

Spagna e Francia: stop ai veicoli a benzina

La data limite è il 2035.
L’annuncio durante il COP27 in Egitto.

Francia e Spagna si sono impegnate a fermare le vendite di veicoli a benzina entro il 2035, nell’ambito degli sforzi per accelerare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

L’annuncio è arrivato in occasione dei colloqui sul clima della COP27, in Egitto.

Parigi e Madrid fanno parte di un gruppo di nuovi firmatari della Dichiarazione sui veicoli a emissioni zero, lanciata alla conferenza di Glasgow dello scorso anno.

I firmatari si impegnano a passare al 100% delle vendite di veicoli a zero emissioni entro il 2035 nei mercati principali ed entro il 2040 in tutto il mondo. 

Ong su Macron: “Non ci ha offerto un porto sicuro”

L’ipocrisia francese incrina i rapporti con l’Italia.
43 richieste di porto sicuro e nessun Paese ha risposto.

La retorica buonista della Francia era stata subito smontata da quanto accade a Ventimiglia e ora a smascherare ulteriormente Parigi ci ha pensato la portavoce della Sos Mediterranée Italia.

Si tratta di Elisa Brivio, che ha spiegato nel dettaglio quanto accaduto nell’ambito della vicenda Ocean Viking: alla fine la nave ha attraccato al porto di Tolone e i 230 migranti sono stati fatti scendere. Ma davvero la Francia è nelle condizioni di impartire lezioni all’Italia? Non proprio, alla luce anche del racconto arrivato dalla Organizzazione non governativa (Ong) al timone della nave.

La portavoce della Sos Mediterranée Italia, nell’intervista rilasciata a “La Stampa“, ha voluto porre l’attenzione sul significato esatto che caratterizza un vero porto sicuro: per “pof” (ovvero “place of safety“), si intende un porto in cui le persone salvate in mare possono non solo sbarcare ma anche “esercitare i loro diritti, a partire da quello di richiedere asilo”.

E quello offerto dalla Francia sarebbe perfettamente coerente con questa definizione?

Non a caso Elisa Brivio ha sottolineato che Tolone giovedì ha concesso un porto “in via eccezionale, non un porto sicuro“.

Poi, rispondendo a precisa domanda, ha aggiunto: “Quindi la Francia non ha mai offerto un porto sicuro? A noi mai“. Ed ha parlato di un “colossale equivoco” che successivamente ha inasprito i rapporti tra il nostro Paese e la Francia.

Nelle 43 richieste di porto sicuro erano state coinvolte l’Italia e Malta, considerati “i Paesi più vicini” in cui “bisogna sbarcare“.

Non solo: a Francia, Grecia e Spagna era stato rivolto un appello per “un supporto” affinché “si trovasse una soluzione“. Il risultato? “Nessuno aveva mai risposto, né gli uni né gli altri“.

In questi giorni Parigi ha usato toni molto duri, minacciando ritorsioni contro il nostro Paese per il caso Ocean Viking; il che, tra le altre cose, si è tradotto nello stop all’accoglienza di 3.500 rifugiati dall’Italia.

Con il passare delle ore non si è placata la serie di reazioni scomposte dalla tanto solidale e accogliente Francia che, nel frattempo, ha respinto le domande di asilo di 44 dei 230 migranti soccorsi e si sta preparando a procedere all’espulsione nel loro Paese di origine.

L’ipocrisia francese è stata denunciata anche da Marine Le Pen, che al Corriere della Sera ha ricordato un precedente che ha coinvolto proprio Parigi: ora il governo francese si affretta a denunciare la gestione italiana e a evocare ragioni umanitarie, “ma nel 2018 la nave Aquarius venne rifiutata dalla Francia e fu costretta a navigare fino a Valencia“.

Senza dimenticare che sul sito Oxfam nel 2018 venivano criticati i respingimenti di minori non accompagnati da parte della Francia, “in palese violazione del diritto europeo e interno“.

Si parlava di “minori non accompagnati anche di 12 anni” che “continuano a essere vittime di abusi, detenzioni e respingimenti illegali“.

Ecco perché le lezioncine di Parigi lasciano il tempo che trovano.

Italiani col governo: “le Ong vanno bloccate”

Sondaggi vedono approvazione cittadini a linea del governo.
Parigi chiede provvedimenti europei contro l’Italia e rifiuta le quote.

Le Ong vanno bloccate”.

Questa l’opinione degli italiani, stando ad un sondaggio realizzato da “Termometro Politico” e ripreso anche da “Il Giornale”, che si schierano dunque dalla parte del governo.

Altro che politica disumana e lontana dalla volontà popolare: la verità è che la maggior parte degli italiani è d’accordo con la linea adottata dal governo nell’ambito dell’immigrazione.

Più precisamente, dal sondaggio emerge che un italiano su due condivide la strategia intrapresa dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni per porre un freno agli arrivi dei migranti sulle nostre coste.

Dalla rilevazione si legge inoltre che la maggioranza degli intervistati (che di preciso corrisponde al 50,7%) ritiene giusta la scelta di impedire lo sbarco ad una parte delle persone che si trovano a bordo della navi delle Organizzazioni non governative (Ong).

Il 30,5% valuta positivamente la decisione, ma chiede anche che gli sbarchi siano completamente bloccati e che eventuali domande di asilo siano esaminate fuori dal nostro Paese.

Per il 20,2% è giusto che sia concesso di scendere a terra solo ai veri rifugiati, altrimenti si rischia di alimentare l’illegalità.

Il fronte del “no” vede un 28,6% che sostiene che sarebbe doveroso far sbarcare tutti e solamente dopo procedere all’espulsione verso il Paese di origine di chi non ha diritto all’asilo.

Solamente il 18,7% crede che sia necessario accogliere tutti senza alcuna distinzione e senza provvedere ai respingimenti. Il 2% non sa o preferisce non rispondere.

Viene dunque smontata la narrazione della sinistra, secondo cui il governo italiano starebbe portando avanti una politica non umana e contraria al pensiero degli elettori. Il sondaggio di “Termometro Politico” smentisce tutto questo, ricordando che il centrodestra, uscito vincitore dalle elezioni di domenica 25 settembre, ha ricevuto un mandato politico dagli italiani anche per imprimere un cambio di passo sul fronte dell’immigrazione.

La Francia, invece, critica l’operato dell’Italia con Parigi che chiede provvedimenti a livello europeo per Roma, rifiutandosi di partecipare alle quote di ripartizione e sollecitando anche gli altri Paesi europei a fare lo stesso (approfondimento al link).

Parigi blocca arrivo rifugiati dall’Italia e invita a fare lo stesso

Sospeso il trasferimento delle quote: “Gli altri Paesi facciano lo stesso”.
Ritorsione perchè l’Italia deve accogliere le navi. Ma Parigi allontana tutti.

È partita la ritorsione della Francia contro l’Italia.

Dopo essersi fatta carico di una nave delle quattro che premevano contro i confini italiani, la Francia ha sospeso il trasferimento e l’accoglienza prevista di 3.500 rifugiati attualmente in Italia.

A dirlo è stato il ministro degli Interni francese, deplorando l’azione italiana e condannando il governo di Roma per non aver fatto scendere dalla nave anche i 200 della Ocean Viking, oltre agli altri già sbarcati nel porto di Catania.

Come riporta “Il Giornale”, Gerald Darmanin ha sottolineato che la decisione di accogliere domani, nel porto di Tolone, la nave Ocean Viking è stata presa “in via eccezionale“.

Un modo diplomatico per lanciare un messaggio all’Italia sul fatto che non ci saranno repliche per il futuro, quando il nostro Paese dovrà gestire da sola, o comunque senza l’appoggio della Francia, le navi delle Ong che si sono già dette pronte a tornare in mare. Il ministro dell’Interno francese ha anche piantanto alcuni paletti, annunciando che i soggetti “non coperti dal diritto di soggiorno e di asilo saranno soggetti a misure di allontanamento senza indugio“.

Bisogna dunque inoltre capire verso dove verranno allontanati i migranti non meritevoli di protezione internazionale.

Il titolare del ministero dell’Interno francese ci ha tenuto a ribadire in conferenza stampa che l’Italia era il “primo beneficiario” del meccanismo di solidarietà europeo per la ricollocazione dei migranti rifugiati e che il “meccanismo di solidarietà era stato introdotto, in particolare, con l’Italia, sotto presidenza francese proprio per far fronte a questo tipo di situazioni“.

Darmanin ha poi aggiunto quanto di seguito:

Questi meccanismi sono pienamente funzionanti da diverse settimane. Del resto, l’Italia ne è il primo beneficiario, con 3.500 rilocalizzazioni di rifugiati previste entro l’estate 2023“.

Darmanin ha poi rivolto un appello a tutta l’Ue, invitando “tutti gli altri partecipanti” al meccanismo di ricollocamento europeo dei migranti, “in particolare la Germania“, a sospendere l’accoglienza dei profughi attualmente in Italia.

Quindi, ecco che è arrivata una minaccia diretta da parte della Francia:

Il governo italiano è quello che perde. Ci saranno conseguenze estremamente forti nelle relazioni bilaterali“.

Da subito, la Francia rafforzerà i controlli alle frontiere con l’Italia e non accoglierà i migranti (profughi) che sbarcano in Italia raccolti dalle navi umanitarie, contrariamente a quanto aveva accettato nell’accordo di redistribuzione che era stato raggiunto con l’Ue.

Ma basta fare un passaggio su Ventimiglia per rendersi conto di cosa succeda alla frontiera con la Francia, ormai da anni.

Un richiamo alla Francia è arrivato invece dall’Unione europea:

Quello che stiamo osservando nel Mediteranno ci fa vedere che abbiamo bisogno di cooperazione fra stati europei e serve avanzare sul patto sulla migrazione: la Commissione è qui per aiutare, non vogliamo addossare la colpa a uno Stato o all’altro“.

Anitta Hipper, portavoce della Commissione europea per gli affari interni, nel briefing quotidiano ha dichiarato:

Continuiamo a dover affrontare una situazione molto difficile nella quale le persone dovrebbero essere fatte sbarcare per evitare una tragedia umanitaria e per questo abbiamo chiesto uno sbarco rapido nel luogo sicuro più vicino. Allo stesso tempo, capiamo che alcuni Stati membri sono di fronte a molti arrivi via mare e per questo, oltre al caso specifico, sottolineiamo l’importanza di soluzioni europee“.