Germania: 3.400 stranieri illegali arrivati dalla Polonia

Perlopiù georgiani, iracheni e ceceni che non rispettano le procedure.
495 sono già stati rimandati indietro.

Il portavoce della Guardia di Frontiera, il tenente Anna Michalska, ha comunicato che la Germania ha 3.400 stranieri da rimandare in Polonia, il maggior numero di tutti i paesi membri dell’Unione Europea, e di questi finora ne sono stati rimandati 495.

Gli stranieri denunciati sono per lo più persone che sono arrivate illegalmente in Germania attraverso la Polonia, come riporta Polonia Oggi.

Alcuni hanno lasciato i centri aperti agli stranieri in Polonia prima della conclusione delle necessarie procedure legali e hanno attraversato illegalmente il confine con la Germania, altri abusano delle procedure richiedendo la protezione internazionale e partono dalla Polonia senza aspettare la decisione.

Si tratta di persone che hanno attraversato illegalmente il confine polacco arrivando da Bielorussia, Lituania o Lettonia e poi dalla Polonia hanno proseguito per la Germania, dove sono state arrestate.

La maggior parte degli stranieri rimandati dalla Germania in Polonia sono cittadini di Georgia (89 persone), russi di nazionalità cecena (86 persone) e iracheni (51 persone).

Niger: espulsi gli ambasciatori di Francia, Germania, Usa e Nigeria

I diplomtici dovranno lasciare il Paese entro 48 ore.
Parigi: “Non sono autorizzati”.

La giunta militare del Niger ha espulso gli ambasciatori di Stati Uniti, Francia, Germania e Nigeria: i diplomatici dovranno lasciare il Paese entro 48 ore.

Immediata la risposta della Francia, affidata al ministero degli Esteri:

I golpisti non hanno l’autorità per avanzare questa richiesta, l’approvazione dell’ambasciatore proviene solo dalle legittime autorità elette del Niger”.

L’ambasciatore francese Sylvain Itte è stato invitato a lasciare il Niger entro 48 ore in una lettera in cui lo si accusa di aver ignorato un invito per un incontro con il ministero.

La lettera di venerdì, stando a quanto riporta “La Repubblica”, cita anche “azioni del governo francese contrarie agli interessi del Niger” tra le ragioni dell’espulsione di Itte.

Il Niger, ex colonia francese, era partner della Francia prima del colpo di Stato.

Parigi ha mantenuto il suo contingente militare nel Paese nonostante la crisi e le richieste dei golpisti di riportare a casa le truppe.

La giunta del Niger ha autorizzato le truppe dei vicini Mali e Burkina Faso a intervenire in difesa del Paese, alzando la posta in gioco con altre nazioni dell’Africa occidentale (Ecowas) che minacciano di reinsediare con la forza il presidente Bazoum.

Il leader della giunta, il generale Abdrahmane Tchiani, ha firmato due ordini esecutivi che autorizzano “le forze di sicurezza del Burkina Faso e del Mali ad intervenire sul territorio del Niger in caso di aggressione“, ha detto giovedì scorso, Oumarou Ibrahim Sidi, alto funzionario della giunta, dopo aver ospitato una delegazione dei due Paesi a la capitale nigerina, Niamey.

Sidi non ha fornito ulteriori dettagli sul sostegno militare dei due Paesi i cui regimi militari hanno affermato che qualsiasi uso della forza da parte dell’Ecowas contro la giunta del Niger sarebbe trattato come un atto di guerra contro le loro stesse nazioni.

L’accordo è stato l’ultimo di numerose azioni intraprese dai soldati ribelli del Niger per sfidare le sanzioni.

Il presidente della commissione Ecowas, Omar Alieu Touray, ha detto venerdì che la minaccia di un intervento per reinsediare Bazoum è “ancora sul tavolo“, respingendo il piano di transizione triennale proposto dalla giunta.

Touray ha affermato che i capi di stato dell’Africa occidentale prenderanno una decisione solo quando saranno state tentate tutte le opzioni diplomatiche.

India: in 5 anni tra le prime 3 economie mondiali

Il preier indiano esorta la popolazione ad un nuovo ordine mondiale.
La previsone è di superare Germania e Giappone. Esclusa l’Ucraina dal G20.

Nel giorno dei 77 anni dell’indipendenza dell’India dal dominio della Corona britannica, il primo ministro Narendra Modi ha lanciato la sfida economica e sociale del Paese davanti alla nazione.

Un discorso, come riporta First Online, di 90 minuti alla folla del Forte Rosso di Nuova Delhi per esortarla a “realizzare il suo potenziale” e plasmare “un nuovo ordine mondiale”.

La sua dichiarazione arriva dopo che l’anno scorso alcuni rapporti di S&P Global e Morgan Stanley avevano previsto che l’economia indiana avrebbe superato quella del Giappone e della Germania, diventando la terza più grande del mondo entro il 2030.

Secondo queste previsioni, il boom economico dell’India sarà trainato dall’offshoring, dagli investimenti nel settore manifatturiero, dalla crescita delle infrastrutture digitali e dalla transizione energetica.

Tuttavia, la crescita della disoccupazione il mese scorso ha raggiunto l’8% secondo il Center for Monitoring the Indian Economy.

Modi, più precisamente, ha dichiarato quanto di seguito:

Dopo il Covid un nuovo ordine globale, una nuova equazione geopolitica, sta avanzando molto velocemente. E la vostra capacità di plasmare il mondo che cambia è visibile. Siamo a un punto di svolta. L’India sta diventando la voce del Sud globale. I prossimi 5 anni saranno un momento d’oro per realizzare il sogno dell’India come nazione sviluppata entro il 2047”.

Un percorso, quello indicato dal premier indiano, che comprende anche il summit dei leader del G20 in programma a Delhi il 9 e 10 settembre, dove l’Ucraina non figura tra gli invitati.

Bosch apre nuovo test center per semiconduttori in Malesia

Investimento da circa 65 milioni di euro.
285 milioni entro la metà del prossimo decennio.

Un investimento di circa 65 milioni di euro con Bosch che investirà altri 285 milioni di euro entro la metà del prossimo decennio, con l’obiettivo di continuare a espandersi in questo settore.  

Il nuovo sito produttivo si estende su di una superficie di otre 18.000 metri quadrati comprende uffici, laboratori per il controllo qualità e la produzione e coinvolge un totale di 4.200 collaboratori. 

La Malesia rappresenta un importante centro per la supply chain globale dei semiconduttori, si stima che da qui arriverà il 13% della produzione di back end globale.  

Lo stabilimento Bosch di Penang è uno dei più avanzati test center per semiconduttori nel sud-est asiatico, stando a quanto riporta Adnkronos.

Si partirà con i test sui semiconduttori che l’azienda produce nel front end di Dresda, polo tecnologico dove saranno investiti tre miliardi di euro nell’ambito del programma di finanziamento europeo ICEI ME/CT.  

Stefan Hartung, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Bosch ha dichiarato:

Con il nuovo test center per semiconduttori di Penang, creiamo ulteriore capacità nella nostra rete di produzione mondiale per rispondere alla domanda sempre elevata di chip e sensori. I semiconduttori rappresentano un fattore di successo decisivo per tutte le aree di business di Bosch. L’ampliamento di questo segmento riveste una grande importanza strategica“.  

Markus Heyn, membro del Board of Management di Robert Bosch GmbH e Presidente del settore di business Mobility Solutions:

Il nuovo test center di Penang avvicina geograficamente la nostra rete produttiva alle aziende che servono la catena di valore successiva dei semiconduttori oltre che ai clienti di questo importante mercato asiatico. La riduzione dei tempi e delle distanze per la consegna migliora la nostra competitività”.

Nuova Lancia Delta: Italia, Francia e Germania si contendono la produzione

Prevista nel 2028. Nel 2024 la nuova Y, nel 2026 la nuova Gamma.
Possibile che la gara si estenda nei prossimi anni.

Nuova Lancia Delta è uno dei tre modelli del nuovo corso di Lancia sotto il gruppo Stellantis.

La vettura sarà lanciata nel corso del 2028 e dunque sarà la terza a debuttare dopo la nuova Lancia Ypsilon nel 2024 e la nuova Lancia Gamma nel 2026.

Questa auto sarà solo elettrica e sarà realizzata su piattaforma STLA Medium.

Di questo modello si dice che avrà un design simile a quello della versione orginale con linee squadrate e muscolari e avrà una lunghezza di circa 4,4 m.

Sarà una vettura votata alla sportività e non si esclude il ritorno ai rally per Lancia con questo atteso modello.

Ancora incerto però il luogo di produzione della nuova Lancia Delta; utilizzando la nuova piattaforma STLA Medium, al momento in Europa sono tre le fabbriche di Stellantis di cui sappiamo con certezza che adotteranno questa piattaforma: Melfi in Italia, Eisenach in Germania e Sochaux in Francia.

Dunque è possibile ipotizzare che sia proprio uno di questi stabilimenti ad ospitare la produzione dell’atteso modello.

Ovviamente, dato che il suo debutto avverrà nel 2028, stando a quanto riporta Motorionline non è possibile nemmeno escludere che nei prossimi anni altre fabbriche possano aggiungersi a quelle già nominate candidandosi ad ospitare la produzione della nuova vettura di Lancia.