Germania: istituita in Lituania la prima brigata permanente d’oltremare

Arriverà ad avere circa 5.000 unità entro il 2027.
Lo scopo è rafforzare il fianco orientale della NATO tra le preoccupazioni per l’aggressione russa.

La Germania ha istituito la sua prima brigata militare permanente d’oltremare in Lituania dalla seconda guerra mondiale. La 45ª Brigata Corazzata, nota anche come “Litauenbrigade“, è stata ufficialmente inaugurata il 22 maggio 2025 a Vilnius, in Lituania.

Questa, come riporta Associated Press, è la prima volta dalla seconda guerra mondiale che la Germania ha stanziato permanentemente una brigata militare completa al di fuori dei suoi confini.

Il dispiegamento è iniziato con l’arrivo delle truppe iniziali nell’aprile 2024 e si prevede che crescerà fino a circa 5.000 soldati e personale civile entro il 2027, quando la brigata raggiungerà la piena capacità operativa.

La brigata ha lo scopo di rafforzare il fianco orientale della NATO tra le preoccupazioni per l’aggressione russa.

Avrà sede principalmente in un nuovo complesso militare a Rūdninkai, a circa 30 chilometri a sud di Vilnius, con alcune unità di stanza a Rukla e personale con famiglie che vivono a Vilnius e Kaunas.

Rapporto governativo francese: i Fratelli Musulmani rappresentano una minaccia

Minaccia per coesione nazionale della Francia, non attraverso violenza ma erodendo gradualmente valori laici a livello locale.
Il ministro Retailleau: obiettivo finale è quello di convertire l’intera società francese alla Sharia.

Un rapporto governativo francese riservato mette in guardia dalla diffusione dell’ideologia dei Fratelli Musulmani.

Più precisamente, il rapporto pubblicato da Le Mond dice che i Fratelli Musulmani rappresentano una minaccia a lungo termine per la coesione nazionale della Francia, non attraverso la violenza, ma erodendo gradualmente i valori laici a livello locale e che e occorre intervenire per fermare la diffusione dell'”islamismo politico“.

Il quotidiano francese continua poi dicendo che il rapporto è stato presentato al presidente Emmanuel Macron mercoledì 21 maggio.

Le Mond precisa che una copia del rapporto è stata ottenuta da l’Agence France-Presse (AFP) nella giornata di martedì e che vi si può leggere anche quanto di seguito:

La realtà di questa minaccia, anche se di lunga durata e non comporta azioni violente, rischia di danneggiare il tessuto sociale e le istituzioni repubblicane (…) e, più in generale, la coesione nazionale“.

Come ripreso poi anche da diverse testate giornalistiche italiane che citano Le Mond, l’analisi va avanti indicando che Francia e Germania hanno le più grandi popolazioni musulmane tra i paesi dell’Unione Europea e che la diffusione dell’islamismo avviene “dal basso verso l’alto” e a livello municipale, aggiungendo che il fenomeno costituisce “una minaccia a breve e medio termine“.

Nello specifico, in Francia il movimento è “basato su una solida struttura, ma l’islamismo politico si sta diffondendo principalmente a livello locale“, hanno sottolineato gli autori che poi affermano che “Un’azione risoluta e a lungo termine sul campo sembra necessaria per arginare l’ascesa dell’islamismo politico“.

Il rapporto ha evidenziato la “natura sovversiva del progetto“, affermando che mira a “produrre gradualmente cambiamenti nelle normative locali o nazionali“, in particolare quelle relative alla laicità e all’uguaglianza di genere. Tale “islamismo municipale” rischia di incidere sulla sfera pubblica e sulla politica locale, afferma il rapporto, evidenziando “la creazione di ecosistemi islamisti sempre più numerosi“.

Il ministro degli Interni francese conservatore Bruno Retailleau ha espresso martedì preoccupazione per “un islamismo di basso livello” il cui “obiettivo finale è quello di convertire l’intera società francese alla Sharia“. Tuttavia, gli autori del rapporto hanno affermato che “nessun documento recente dimostra il desiderio dei musulmani in Francia di istituire uno stato islamico in Francia o di applicare la Sharia“.

Musulmans de France (“Musulmani in Francia“), precedentemente Unione delle Organizzazioni Islamiche di Francia, è identificata come “la branca nazionale dei Fratelli Musulmani in Francia“. “Non si tratta di un separatismo aggressivo“, ma di un “obiettivo sottile (…) ma non per questo meno sovversivo per le istituzioni“, hanno affermato gli autori.

Il rapporto stima che ci siano 139 luoghi di culto affiliati ai musulmani di Francia, con altri 68 considerati vicini alla federazione. Questo rappresenta il 7% dei 2.800 luoghi di culto musulmani elencati in Francia, afferma il rapporto.

Il movimento islamista sta perdendo la sua influenza nel mondo arabo e “sta concentrando i suoi sforzi sull’Europa“, aggiunge. Una campagna di sensibilizzazione pubblica deve essere accompagnata da rinnovati sforzi per promuovere un “discorso laico” e “segnali forti e positivi alla comunità musulmana“, incluso l’insegnamento dell’arabo, afferma il rapporto.

La Polonia sarà l’economia europea con crescita più rapida

Disoccupazione prevista al 2,8% (la media Ue è del 5,9%).
La stampa internazionale: struttura diversificata, grande domanda interna e limitata esposizione commerciale verso gli Usa.

Le previsioni economiche della primavera 2025 della Commissione Europea indicano che la Polonia sarà l’economia europea a più rapida crescita nei prossimi anni.

Come riporta Polonia Oggi, secondo quanto comunicato ieri dal Ministero delle Finanze, nel 2025 l’economia polacca crescerà del 3,3%, e del 3% nel 2026, grazie alla forte crescita dei consumi privati (+3,4% nel 2025) e da una forte ripresa degli investimenti (6,9% nel 2025 e 5,3% nel 2026).

Il contributo delle esportazioni nette alla crescita del PIL sarà invece negativo, con un impatto di -0,6 punti percentuali nel 2025 e -0,2 nel 2026, a causa del rallentamento economico dei principali partner commerciali della Polonia.

L’inflazione media annua scenderà dal 3,7% nel 2024 al 3,6% nel 2025 e al 2,8% nel 2026. L’inflazione di fondo sarà al 3,2% nel 2025 e al 2,9% nel 2026.

Il tasso di disoccupazione in Polonia scenderà al 2,8% nel 2025 e rimarrà stabile anche nel 2026. Questo livello è molto più basso della media europea, che sarà rispettivamente del 5,9% nel 2025 e del 5,7% nel 2026.

L’occupazione crescerà leggermente, mentre i costi del lavoro per dipendente aumenteranno meno rispetto al 2024: +6,2% nel 2025 e +4,8% nel 2026, dopo un aumento del 12,3% nel 2024.

Il debito pubblico crescerà dal 55,3% del PIL nel 2024 al 65,3% nel 2026. Questo è dovuto soprattutto alle spese elevate per la difesa. Secondo il Ministero delle Finanze, eventuali misure aggiuntive per consolidare le finanze pubbliche potranno essere incluse nel progetto di bilancio per il 2026.

Sia il Financial Times che The Economist elogiano la situazione del mercato finanziario polacco. Il Financial Times segnala l’aumento dei corsi azionari sulla Borsa di Varsavia (GPW), sostenuto dall’afflusso di capitali esteri.

Gli investitori sono attratti dai solidi fondi economici della Polonia, da dividendi interessanti e da valutazioni azionarie relativamente basse. Gli analisti prevedono che nel 2025 gli utili delle società quotate cresceranno in media del 10%.

In particolare, si distingue il settore bancario, che nel 2024 ha registrato profitti record (42 miliardi di złoty) e ha distribuito dividendi generosi. Il presidente della Borsa di Varsavia, Tomasz Bardziłowski, ha commentato su LinkedIn gli elogi di The Economist:

Abbiamo molti record alla GPW, ora è il momento di trasformarli in un coinvolgimento duraturo degli investitori, anche locali. Il potenziale è enorme“.

Infine il Financial Times osserva che, nonostante il rischio geopolitico legato alla guerra in Ucraina, “la forte posizione economica della Polonia rafforza la fiducia degli investitori” e sottolinea inoltre che l’economia polacca beneficerà dell’aumento della spesa pubblica in Germania, suo principale partner commerciale. Questo stimolo tedesco dovrebbe tradursi direttamente in una crescita del PIL polacco.

Beata Javorcik, capo economista della BERS, afferma che l’economia polacca mostra una forte resilienza in tempi incerti grazie alla sua struttura diversificata, al grande mercato interno e alla limitata esposizione commerciale verso gli Stati Uniti.

La BERS prevede per la Polonia una crescita del PIL del 3,3% nel 2025, la più alta tra i paesi ex comunisti oggi membri dell’UE.

Merz: andremo avanti fino all’ultimo ucraino

Il cancellerie tedesco lo ammette apertamente.
Nel frattempo l’Ue è stata completamente esclusa dai negoziati di pace in corso in Turchia.

Il cancellerie tedesco Fredrich Merz ha ammesso (nel caso ci fossero ancora dubbi a riguardo) che la strategia dell’Ue per quanto riguarda il conflitto tra Russia ed Ucraina è quella di andare avanti fino all’ultimo ucraino.

Più precisamente, lo ha dichiarato nel corso di un’intervista con la giornalista Maybrit Illner di ZDF.

Nel frattempo, però, l’Ue non è stata minimamente coinvolta nelle negoziazioni per pace che attualmente sono in corso ad Istanbul, in Turchia.

Ancora una volta, all’Ue è stato chiaramente ricordato il suo ruolo nullo nello scenario internazionale con Usa, Turchia, Russia ed Ucraina che stanno prendendo parte al processo decisionale mentre l’Ue altro non fa che finanziare una guerra non sua a spese dei propri cittadini per miliardi e miliardi di euro, salvo poi dire a Paesi membri che per cose come Sanità ed Istruzione non ci sono soldi.

Rutte: Russia produce in 3 mesi munizioni che Nato produce in 1 anno

Il segretario della Nato ammette tutta la falsa propaganda sulla Russia.
Poi aggiunge: dobbiamo diventare un’economia di guerra.

La Russia ora produce in tre mesi le munizioni che l’intera Nato, che è 20 volte più grande della Russia per dimensioni economiche, produce in un anno. Quindi non stiamo tenendo il passo con la Russia. La Russia è un’economia di guerra. Noi no. Dobbiamo farlo. Dobbiamo tagliare la burocrazia.

Lo ha detto, come riporta Ansa, il segretario della Nato Mark Rutte intervenendo alla conferenza sulla sicurezza a Monaco.