Guerra dei dazi: la Cina li mette all’84% verso gli Usa, gli Usa al 125% verso la Cina

Trump congela i dazi per 90 giorni ad eccezioni di quelli verso la Cina.
Verso i prodotti cinese passano inoltre dal 104% al 125%.

Donald Trump ha deciso di congelare i dazi per 90 giorni.

Questa decisione, però, non ha effetto verso i prodotti cinesi che, inoltre, hanno addirittura subito un incremento di tassazione all’ultimo momento passando dal 104% al 125%.

I dazi di ritorsione da parte di Pechino verso gli Stati Uniti sono invece stati fissati all’84%.

Da Cina e India maxi spedizione Apple per eludere i dazi Usa

5 voli in 3 giorni completi di iPhone ed altri prodotti.
Lo scopo era farli arrivare in America prima che i dazi entrassero in vigore.

Nell’ultima settimana di marzo Apple ha spedito in soli tre giorni cinque voli completi di iPhone ed altri prodotti dall’India e dalla Cina agli Stati Uniti.

Lo riporta Times of India citando un alto funzionario indiano, precisando che si tratta di una maxi spedizione fatta per “eludere la nuova tariffa del 10% introdotta dall’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump , entrata in vigore il 5 aprile“.

Trump annuncia i dazi

Il presidente americano ufficializza i dazi sulle importazioni.
Ecco le percentuali per ogni nazione.

Ecco, di seguito, i dazi che il presidente americano Donald Trump ha annunciato ieri sulle importazioni:

  • 20% dall’EE
  • 34% dalla Cina
  • 46% dal Vietnam
  • 24% dal Giappone
  • 32% da Taiwan
  • 10% dal Regno Unito
  • 31% dalla Svizzera
  • 49% dalla Cambogia
  • 30% dal Sudafrica
  • 17% da Israele

BYD: in costruzione una fabbrica grande come Torino

Il nuovo colosso cinese dell’elettrico sfida il mondo intero.
Nell’area della fabbrica costruita una vera e propria città con un’economia interna.

Il nuovo colosso nell’industria dei veicoli elettrici sta continuando la propria inarrestabile espansione in Cina cercando al contempo di emergere in Europa, dove ha già avuto colloqui anche con i produttori italiani (approfondimento al link).

BYD (Build Your Dreams) sta realizzando a Zhengzhou una fabbrica di proporzioni senza precedenti che, una volta completata, ridefinirà gli standard della produzione automobilistica globale.

La nuova struttura di BYD, come riporta Tom’s Hardware Italia, si estenderà su circa 130 chilometri quadrati, una superficie pari dell’intera città di Torino.

Questa “super fabbrica” viene descritta come un progetto che “sfida ogni credenza” ed è destinata a cambiare radicalmente il panorama della produzione di veicoli elettrici.

Le riprese aeree rivelano la scala impressionante di questa nuova struttura: il complesso vanta eleganti edifici di produzione, blocchi di grattacieli, un campo da calcio e campi da tennis, tutti interconnessi da una rete di strade; la presenza di un campo da calcio suggerisce l’attenzione al benessere dei dipendenti. È inoltre visibile un piccolo villaggio destinato all’alloggio dei lavoratori.

La presenza di edifici residenziali adiacenti alla fabbrica è pensata per la comodità dei dipendenti, garantendo la loro disponibilità anche in caso di necessità urgenti.

Si ipotizza che questo modello possa creare un’economia interna all’azienda, con i dipendenti che vivono e spendono all’interno del complesso.

Inquinamento: metà di quello mondiale è prodotto da sole 36 aziende

Ecco quali sono aziende che inquinano anche più degli Stati.
Carbone, petrolio, gas e cemento le fonti principali.

Metà delle emissioni di CO2 mondiali viene prodotta da appena 36 multinazionali delle fonti fossili.

A rivelarlo è l’ultima edizione del Carbon Majors report, ripreso da Il Sole 24 Ore, che prende in esame i dati del 2023 relativi a 169 grandi aziende attive nei settori del petrolio, gas e carbone, ma anche della produzione di cemento.

Secondo l’ultima edizione del report, nel 2023 appena 36 colossi dei combustibili fossili (tra i quali Saudi Aramco, Coal India, ExxonMobil e Shell) hanno prodotto oltre 20 miliardi di tonnellate di CO2.

Il carbone è stata la fonte del 41% delle emissioni, con il petrolio a quota 32%, il gas al 23% ed il cemento al 4%.

Secondo il report, se Saudi Aramco fosse uno Stato sarebbe il quarto più grande inquinatore al mondo dopo Cina, Stati Uniti ed India, mentre ExxonMobil produce emissioni pari a quelle della Germania, Paese al nono posto nella classifica delle emissioni.