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Vignette su Maometto: Pakistan, Bangladesh e Afghanistan contro la Francia

Bruciate bandiere francesi e immagini di Macron.
Manifestanti diretti verso l’ambasciata francese al grido di “cacciare il cane francese”.

Seconda grande ondata di protesta in Bangladesh nell’arco di 5 giorni.

Dopo la preghiera del venerdì, le proteste sono insorte in tutto il Paese e davanti a centinaia di moschee, aggiungendo anche nuovi appelli a boicottare i prodotti francesi.

Lo stesso vale per le proteste che sono tornate ad infiammarsi anche in Pakistan, sempre a causa delle vignette su Maometto, dove decine di migliaia di persone sono scese in strada nel giorno dell’Eid Milad-un-Nab, in cui si celebra il compleanno di Maometto stesso.

Nel corso delle proteste sono state bruciate bandiere francesi ed immagini del presidente Macron.

La polizia parla di circa 12.000 persone coinvolte nelle manifestazioni, ma osservatori indipendenti ne contano addirittura 40.000.

Ad Islamabad migliaia di persone hanno tentato di raggiungere l’ambasciata francese spinti dal grido “cacciare il cane francese”. Le accuse sono dirette ad Emmanuel Macron, reo secondo i manifestanti di aver difeso la libertà di pubblicare vignette sul profeta, in nome della laicità dello Stato e della libertà d’espressione.

Infine, anche in Afghanistan si sono svolte manifestazioni anti-francesi, dove in migliaia sono scesi in strada ad Herat.

Giorni di grande tensione dopo i recenti accadimenti a Parigi (approfondimento al link) e Nizza (approfondimento al link).

Orrore a Nizza: decapitata una donna nella cattedrale

3 vittime di cui una decapitazione nella cattedrale di Notre Dame.
Torna l’incubo del terrorismo islamico. Aggressore sbarcato a Lampedusa a settembre.

Tre vittime, di cui una decapitata.

Questo il bilancio dell’attentato terroristico avvenuto in Francia, precisamente a Nizza nella cattedrale di Notre Dame.

Dalle prime informazioni che trapelano, la polizia avrebbe fatto irruzione nella cattedrale dopo che una donna di 70 anni sarebbe stata decapitata.

Ucciso a coltellate anche il guardiano della chiesa mentre un’altra donna, che nonostante le ferite era riuscita a sfuggire all’attentatore rifugiandosi in un bar, è morta poco dopo l’arrivo dei soccorsi.

Questo il tragico bilancio dell’attacco di matrice islamica, a poco tempo di distanza dall’orrenda uccisione del professor Samuel Paty e dopo che proprio ieri erano state fatte evacuare le zone dell’Arco di Trionfo e della Tour Eiffel a causa di un allarme bomba, con anche il ritrovamento di una borsa blu pieno di munizioni di diverso tipo (approfondimento al link).

Intervenuto sull’accaduto, il sindaco di Nizza Christian Estrosi si è espresso come di seguito:

“Tutto lascia supporre un attentato terroristico nella basilica di Notre-Dame. Il responsabile dei fatti non ha smesso di ripetere davanti a noi ’Allah Akhbar’, mentre veniva soccorso dai sanitari. Nizza, come la Francia, forse più di altri luoghi, paga un tributo troppo pesante essendo vittima ancora una volta dell’islamofascismo.”

L’aggressore era sbarcato a Lampedusa a settembre.

Allarme bomba in Francia: evacuati Arco di Trionfo e Tour Eiffel

Trovata anche una borsa contenente diversi tipi di munizioni.
Le aree interessate sono state fatte evacuare.

Allarme bomba in Francia.

Le aree interessate sono quelle intorno all’Arco di Trionfo ed alla Tour Eiffel, che sono state fatte evacuare, comprese le linee della metropolitana.

L’annuncio è stato dato da “Reuters”, che a sua volta riporta le fonti ufficiali della polizia locale.

Inoltre, a Campo di Marte (zona Tour Eiffel) è stata ritrovata una borsa riempita con munizioni di diverso tipo. Più precisamente, le foto derivanti dai siti di informazione locali riportano le immagini di una borsa di colore blu.

Proseguono le indagini al fine di capire l’origine ed il fine collegati agli eventi sopracitati, ma la memoria torna immediatamente agli attacchi terroristici di qualche tempo fa.

Reddito di cittadinanza: in Lombardia +25% in 9 mesi

Boom di sussidi durante il periodo segnato dal Covid-19.
Milano la provincia più colpita dalla povertà.

+25% in 9 mesi.

Tanto è stato l’aumento delle persone che percepiscono il reddito di cittadinanza o la pensione di cittadinanza (sussidio destinato agli over 67), confrontando i dati di gennaio 2020 con quelli di settembre dello stesso anno.

Più precisamente, stando ai dati emersi dal seminario online sulle nuove e vecchie povertà organizzato dalla Regione, si è passati da 90.000 a 112.939.

Scendendo più nel dettaglio, secondo i dati pubblicati da dal centro di monitoraggio delle politiche regionali “Polis Lombardia”, la provincia più colpita è stata Milano, che ha visto un incremento dei beneficiari dei sussidi pari al 36%.

Seguono poi le province di Pavia con un aumento del 20% e di Monza Brianza che ha fatto registrare un +19%.

Proprio il capoluogo lombardo, che in passato si era già caratterizzato per un maggiore rischio di povertà rispetto agli altri comuni, ha una realtà che viene definita “diseguale” in quanto presenta importanti sacche di povertà contrapposte a redditi imponibili elevati.

La pandemia di Covid-19 ha ulteriormente aggravato la situazione, tanto che Guido Gay ricercatore di “Polis Lombardia” ha dichiarato quanto di seguito:

Milano è la provincia lombarda che ha retto meno alla pandemia”.

Polonia: -28% di investimenti esteri diretti nel 2019

La Banca Nazionale di Polonia registra il calo da 57,77 miliardi di zloty a 41,7 rispetto al 2018.
Gli investimenti polacchi verso l’estero rimangono invece stabili.

Un calo del 28% negli investimenti esteri diretti rispetto al 2018.

Questo è quanto riporta la Banca Nazionale di Polonia (Narodowy bank Polski o più semplicemente Bank Polski); più nel dettaglio, la nota riporta quanto di seguito:

Nel 2019 l’afflusso di capitale netto dall’estero come risultato degli investimenti esteri diretti è ammontato al 41,7 miliardi zloty. A ciò hanno concorso re-investimenti dei ricavi per un valore di 43,4 miliardi zloty e afflusso di capitali derivante dalle azioni e altri strumenti di capitale e altre forme di partecipazione (4,1 miliardi zloty), notando al contempo un deflusso di -5,8 miliardi zloty derivante dagli strumenti finanziari di debito.”

Nel 2018 l’afflusso ammontava a 57,77 miliardi di zloty ed il deflusso si è sostanziato principalmente tra gli enti impegnati nelle attività finanziarie e comunicative. La maggior parte degli investimenti, invece, si è concretizzato nel settore delle lavorazioni industriali e nel commercio.

Per quanto riguardo il rovescio della medaglia, ovvero gli investimenti diretti polacchi all’estero, dal rapporto si nota che questi hanno raggiunto la quota di 5 miliardi di zloty, con i redditi derivanti dai medesimi investimenti che hanno fatto registrare un valore di 7,8 miliardi di zloty.

In questo caso, il livello e la forma degli investimenti sono stabili negli ultimi tre anni.