Cercasi sperma di uomo non vaccinato

Esplose le richieste di sperma da chi non si è vaccinato contro il Covid.
Sempre più diffusa l’idea che il vaccino vada ad inficiare sperma e fertilità.

Cercasi campioni di sperma da uomo non vaccinato contro il Covid.

Merce rara dopo una pandemia e un’immunizzazione di massa, del resto.

Secondo un’inchiesta esclusiva del Daily Mail che ha indagato sul fenomeno, le richieste di sperma di non vaccinati hanno avuto un exploit.

Come riporta Adnkronos, questo succede negli Usa, dove Jonathan David Rinaldi, soprannominato “The Sperminator”, per anni prolifico donatore nel gruppo “Facebook Sperm Donation Usa”, la più grande community di questo tipo negli States, dopo aver visto un “massiccio aumento” delle richieste di sperma da donatori non vaccinati, ha deciso di fondare il suo gruppo.

Le richiesta si stanno espandendo a macchia d’olio ed hanno già raggiunto anche il Regno Unito; sono infatti in costante aumento i gruppi di persone che credono il vaccino vada ad inficiare lo sperma, con tutti i problemi connessi, e la fertilità.

A Verona il primo supermercato senza casse

Una volta scelti i prodotti, si uscirà senza passare per la cassa.
Ogni cliente potrà visualizzare la sua spesa su appositi totem.

La cooperativa trentina Dao (Conad) apre domani a Verona il primo supermercato senza casse in Italia, un punto vendita con insegna “Tuday Conad“, e ha in programma una seconda apertura a Trento.

L’infrastruttura tecnologica per la realizzazione di un flusso di pagamento digitale, come riporta Ansa, è stata fornita da Nexi.

Per la prima volta nel nostro Paese, la clientela potrà prelevare dagli scaffali i prodotti che intende acquistare e poi uscire, senza necessità di passarli al nastro cassa.

In tutto il negozio, appositi sensori identificheranno gli articoli scelti e li aggiungeranno al carrello virtuale, fino al momento del checkout.

L’ingresso al punto vendita è libero: durante la spesa si potranno scegliere i prodotti, riporli in borse, zaini o nelle proprie tasche.

Telecamere e bilance “intelligenti” riconosceranno quanto scelto da ogni cliente, che potrà visualizzare gli acquisti su appositi totem una volta raggiunta l’area di pagamento.

Qui il saldo avverrà in modo esclusivamente digitale: sarà possibile pagare con carte di credito di ogni circuito oppure con la app “Tuday Prendi & Vai”.

Per concludere il pagamento basterà scansionare il QR code generato in app sotto i totem di uscita.

L’identificazione dei prodotti comprati dal cliente e la procedura di addebito vengono gestiti da XPay, il gateway di pagamento di Nexi.

Beni primari: schizzati i prezzi degli alimentari

+75% per l’olio d’oliva; aumento anche patate, uova e burro.
Famiglie sempre più in difficoltà.

Continuano a salire i prezzi dei prodotti alimentari.

In particolare, il prezzo dell’olio d’oliva nell’Ue, che già tra gennaio 2021 e gennaio 2022 aveva visto una crescita dell’11%, ha avuto un rialzo del 75% registrato a settembre 2023 rispetto al gennaio 2021.

Aumento vertiginoso anche per i prezzi delle patate, salite del 53% tra gennaio 2021 e settembre 2023 dopo un picco del +60% a giugno 2023.

Lo rileva Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea che, citato da Ansa, segnala più in generale come i prezzi dei prodotti alimentari siano in costante crescita anche nel 2023, dopo i già importanti aumenti del 2022.

Costano di più che a gennaio 2021 e 2022 anche uova (+37%) e burro (+27%, dopo un picco del +44% a dicembre 2022).

Inutile dire che le famiglie stiano facendo sempre più fatica ed il numero delle persone che vive in condizioni di povertà aumenti insieme al caro vita.

Paesi più odiati al mondo: ecco la classifica

Dalle piccolezze alle frasi pesanti per descrivere le nazioni.
Il vostro viaggio dei sogni potrebbe essere un Paese profondamente odiato.

Azioni del governo, cultura e mentalità, religione, comportamento dei turisti, arte, cucina, usi e costumi: tutte cose che fanno apprezzare o meno un Paese.

O che non lo fanno apprezzare.

Ecco allora la classifica degli Stati più odiati al mondo, redatta dalla piattaforma World Population Review poi ripresa da Stars Insider, proprio sulla base degli aspetti sopracitati.

Si parte dal Sudafrica, passando poi al Canada dove utenti esprimono la propria disapprovazione per il Paese legandolo a Justin Biebier (una scelta artistica dunque, se vogliamo).

Ecco poi l’Australia, spesso addirittura invidiata per la sua bellezza, ed il Myanmar che non piace per la persecuzione in corso della popolazione musulmana Rohingya.

Abbastanza odiato anche il Vaticano, la reputazione negativa è in gran parte dovuta al suo coinvolgimento nell’occultamento di scandali di abusi sessuali all’interno della Chiesa.

Salendo la classifica troviamo il Qatar, del quale non piaccioni le violazioni dei diritti umani e le ancora forti disparità; poi la Turchia, accusata dall’Onu di violazione dei diritti umani nel 2017.

In netto miglioramento dopo la vittoria della Coppa del Mondo, l’Argentina. Dopo l’Argentina troviamo l’Indonesia, ricca di turbolenze politiche e crisi finanziarie.

Poi la Serbia, dove l’astio non manca tra popolazioni limitrofe, e la Somalia, con il principale problema della pirateria.

Ecco in seguito Corea del Sud e Messico (per corruzione e cartelli della droga, nonostante un’affascinante bellezza ed un vivace patrimonio culturale).

Nelle prime quindici nazioni più odiate, ecco l‘Italia: c’è chi sostiene che gli italiani siano maleducati e poco ospitali verso gli stranieri.

Poi la Siria (dove vi è una lunga guerra civile), la Francia (considerata snob), la Germania (per il passato nazista) ed il Regno Unito (per la la sua storia di potenza imperiale si porta dietro rancori da diversi Paesi).

L’Afghanistan, teatro di continui conflitti e instabilità, e l’India per malnutrizione, lavoro minorile e traffico di esseri umani; poi troviamo il Giappone, particolarmente odiato dal popolo cinese (che non è piccolo), e l’Arabia Saudita, particolarmente vista in maniera negativa per i carenti diritti alle donne.

Salendo ancora troviamo l’Iraq, peril terrorismo, l’Iran per la carenza dei diritti veros donne e bambini ed il Pakistan dove fu ucciso Osama Bin Laden.

Poi Israele, a causa del trattamento riservato ai palestinesi e della continua occupazione della Cisgiordania, e gli Stati Uniti, spesso visti come una forza dominante, con un cv di presidenti litigiosi, la loro inclinazione a scatenare conflitti ed a “interferire in questioni che non li riguardano“, chiudono in quarta posizione appena fuori dal podio.

Al terzo gradino del podio la Corea del Nord, ampiamente considerata come il Paese con i più alti livelli di violazione dei diritti umani a livello globale, mentre al secondo posto in classifica la Cina, dove tutto è concesso pur di salvaguardare la Cina comunista.

Salendo verso l’odio, per così dire, al primo poso troviamo la Russia, soprattutto soggetta alle critiche occidentali per le tese relazioni con gli Usa.

Fuga dei cervelli: l’Italia ne disincentiva il ritorno

Detassazione dimezzata e valida solo per docenti e ricercatori.
Italia non interessata a riportare in patria i cervelli espatriati.

Cambiano le regole per i lavoratori che vogliono tornare in Italia dall’estero, gli impatriati, ed il regime di tassazione agevolata temporaneo che è riconosciuto ai lavoratori che trasferiscono la residenza in Italia.

Dall’anno prossimo, secondo quanto si legge sul “decreto Anticipi” poi ripreso da La Stampa, spariranno le attuali agevolazioni e si passerà ad un nuovo regime di favore, con una stretta però sui requisiti d’accesso.

Si tratta di una detassazione del 50%, entro un limite di reddito complessivo di 600 mila euro, riservata ai ricercatori e ai docenti che trasferiranno la loro residenza fiscale in Italia dal 2024.

Sono immediatamente partite le polemiche. Sul “Gruppo Controesodo” di Facebook, ad esempio, scrivono quanto di seguito:

Il regime impatriati verrà abrogato e sostituito da un regime depotenziato che sarà di portata inferiore sia nella percentuale (50% contro il 70-90%), che nella durata (5 anni anziché 10), non prevederà un’estensione della durata legata a casa e figli (radicamento) ed è notevolmente più stringente in termini di requisiti per l’accesso (alta qualificazione non meglio specificata)”.

Non solo: “obbliga a una permanenza pari alla durata del regime, pena la decadenza totale con richiesta di restituzione di tutti gli importi più interessi e sanzioni”. Da qui la deduzione che i potenziali beneficiari saranno pochissimi.

Poi si continua:

Lo riteniamo un enorme autogol per il Paese, una iniziativa che manda in fumo anni di durissimo lavoro da parte del nostro gruppo, riuscendo addirittura a peggiorare la prima versione della normativa che si era rivelata totalmente inefficace. Proprio ora che i dati ministeriali avevano iniziato a mostrare un forte aumento dei rientri! Non riusciamo a comprendere come un governo che fa della natalità un cavallo di battaglia vada ad abrogare le norme sul radicamento legate alla presenza dei figli. Non riusciamo altresì a comprendere perché le agevolazioni maggiorate previste per il Mezzogiorno vengano cestinate”.

L’Italia, dunque, non pare molto interessata a riportare in patria i propri cervelli, dato che praticamente va a togliere i benefici per i potenziali rimpatri.