Arte contemporanea e ricerca spirituale: il regista Netflix Adrian Bol in mostra all’Ara Pacis

Dodici opere in mostra per un solo giorno, performance artistiche e la donazione di un grande dipinto all’Ospedale Cristo Re di Roma.

Una mostra-performance con dodici opere, esibizioni artistiche e la donazione di un grande dipinto destinato all’Ospedale Cristo Re di Roma. 

Mercoledì 18 marzo 2026,  il Museo dell’Ara Pacis ospita l’artista e regista olandese Adrian Bol per Through the Fire, progetto che unisce arte contemporanea e ricerca spirituale. 

Il progetto espositivo, curato da Luca Papa, è promosso e organizzato da Open Mind APS, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale.

I lavori portati a Roma da Bol si muovono tra astrazione e figurazione, con forme essenziali e figure archetipiche immerse in campiture luminose dominate dai toni del giallo e dell’oro. La pittura diventa così un linguaggio simbolico capace di evocare temi universali come la trasformazione, la luce e la dimensione interiore dell’esperienza umana.

Il progetto nasce da una fase recente della ricerca dell’artista, in cui la pittura si orienta sempre più verso una riflessione sulla dimensione spirituale dell’esistenza. Senza ricorrere a iconografie religiose tradizionali, le opere sviluppano un immaginario visivo essenziale e contemporaneo, dove la figura umana appare in una condizione di tensione tra materia e trascendenza.

Nato artisticamente come pittore e successivamente affermatosi anche nel cinema internazionale, Adrian Bol ha diretto diversi film d’azione tra cui Legacy of Lies (2020), che ha raggiunto il secondo posto nella classifica Netflix negli Stati Uniti. È attualmente impegnato nella lavorazione del suo nuovo film Breaking Cover, girato in pellicola 35mm con il direttore della fotografia Andrzej Sekula (Pulp Fiction).

L’artista recentemente si è avvicinato alla fede cristiana, avviando un percorso di evoluzione spirituale che prescinde da una visione dogmatica della religione.

«Negli ultimi anni – dice Adrian Bol – il mio modo di vivere l’arte è cambiato profondamente. La pittura per me è diventata un atto di preghiera, un tentativo di attraversare zone di ombra e addentrami nella luce di Dio. Con queste opere – conclude l’artista – provo a raccontare un’esperienza personale che riguarda la dimensione spirituale dell’esistenza e il bisogno umano di trasformazione».

L’evento romano (a ingresso libero, fino a esaurimento posti) assumerà la forma di una vera e propria performance multidisciplinare. Sul palco dell’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis, Adrian Bol e sua moglie, l’attrice Yuliaa Bol, dialogheranno con il curatore Luca Papa in una intervista pubblica. A seguire una serie di contributi performativi che vedranno protagonisti il Coro Cluster Voices Roma diretto da Elisabetta Nesca, il coreografo Michael Fuscaldo, di ritorno da una tournée internazionale, e il coreografo e performer Antonino Montalbano, che in queste settimane sta preparando la prossima opera del maestro Stefano Poda. 

«Con Through the Fire – sottolinea il curatore della mostra Luca Papa – abbiamo voluto costruire un progetto che mettesse in dialogo linguaggi artistici diversi: pittura, performance e musica. L’idea è creare uno spazio di incontro tra artisti e professionisti provenienti da ambiti differenti, per generare nuove connessioni creative e offrire al pubblico un’esperienza culturale multidisciplinare. Il progetto – prosegue Papa – riflette anche il desiderio di riportare la figura di Gesù nell’arte contemporanea come simbolo universale di umanità e spiritualità, offrendo al pubblico un’esperienza di riflessione e dialogo aperto sul senso del sacro e della fede nella cultura e nella creatività contemporanea».

Momento centrale della giornata, sempre negli spazi dell’Auditorium, sarà la cerimonia di donazione dell’opera Through the Fire (che dà il titolo alla mostra-performance), un dipinto di 5 metri per 2 destinato all’Ospedale Cristo Re di Roma. Un gesto con il quale l’artista intende trasformare la propria produzione artistica in esperienza condivisa.

Oltre alla donazione all’ospedale romano, come spesso accade nelle sue mostre, Bol donerà altre due opere ad altrettante persone scelte casualmente tra i partecipanti all’evento.

Fra gli ospiti della mostra ci saranno il Consigliere Comunale delegato alla Cultura e alle Politiche Giovanili di Roma Capitale, Lorenzo Marinone, il sindaco di Mompeo Michela Cortegiani e l’Assessore alla Cultura dello stesso Comune Maria Angela Falà.

Musk si riconferma la persona più ricca del mondo

Il proprietario di Tesla ha più del triplo del patrimonio del secondo in classifica.
Trump scala 55 posizione grazie alle sue criptovalute.

Il patrimonio netto stimato di Elon Musk, pari a 839 miliardi di dollari, lo rende l’uomo più ricco mai registrato sulla Terra, a guidare un club di paperoni che ha visto le fortune complessive aumentare nell’ultimo anno al massimo storico di 20.100 miliardi.

Secondo la tradizionale classifica di Forbes sulle valutazioni al primo marzo 2026, il patron di Tesla e SpaceX è al vertice per il secondo anno di fila, dopo che il suo patrimonio è aumentato di circa 500 miliardi di dollari negli ultimi dodici mesi, trainato dalle crescenti valutazioni delle sue società.

Ma le fortune di Musk ammontano a più di tre volte quella dei nomi successivi nella lista di Forbes, che ha raggiunto il record di 3.428 individui ed è popolata in cima da altri colossi della tecnologia.

I cofondatori di GoogleLarry Page (257 miliardi) e Sergey Brin (237 miliardi) si sono classificati al secondo e terzo posto; mentre il fondatore di AmazonJeff Bezos, è quarto con 224 miliardi ed il numero uno di MetaMark Zuckerberg, è quinto, con 222 miliardi.

Donald Trump è salito al 645esimo posto dal 700esimo posto dell’anno scorso, come riporta Tgcom24: le sue criptovalute gli hanno permesso di scalare 55 posizioni in 12 mesi nella prestigiosa classifica dei paperoni.

Reddito pro capite: la Polonia supera la Spagna

Il confronto tiene conto delle differenze del costo della vita tra i vari Paesi.
Tusk: Polonia parte dell’élite economica europea.

Secondo i dati più recenti del MFW (in polacco: Międzynarodowy Fundusz Walutowy), la Polonia ha superato la Spagna in termini di reddito pro capite calcolato in base al PPP (Purchasing Power Parity, l’indicatore che tiene conto delle differenze nel costo della vita tra i paesi).

Come riporta Polonia Oggi, il reddito pro capite in Polonia ha raggiunto 58,56 mila dollari (PPP), mentre in Spagna è stato 58,35 mila dollari (PPP).

Il primo ministro Donald Tusk ha commentato questi dati, definendo la Polonia parte dell’”élite economica europea“.

Tuttavia, il reddito medio in Europa resta più alto, con una media di circa 66,8 mila dollari (PPP).

Alcuni paesi come Italia, Repubblica Ceca, Lituania e Slovenia hanno il reddito pro capite superiore a quello polacco.

Il rapporto evidenzia anche che l’economia polacca ha continuato a crescere nel 2025 a un ritmo più veloce rispetto a quella spagnola, riflettendo un trend positivo per l’economia nazionale.

Polonia: Ministero Difesa ritira formazione sul gender per i soldati

Gli stessi soldati avevano espresso critiche sull’utilità di tale formazione.

Il Ministero della Difesa Nazionale ha informato che, per decisione del ministro, dal programma delle formazioni integrative per il 2026 è stato eliminato il tema riguardante i “diritti umani e la prospettiva di genere nelle operazioni militari.

La formazione, come riporta Polonia Oggi, era stata precedentemente proposta dalla Presidente del Consiglio per il Servizio Militare delle Donne e approvata dal Dipartimento del Personale del Ministero.

La questione è diventata pubblica dopo alcune notizie diffuse dai media e dichiarazioni anonime di soldati che hanno espresso critiche sull’utilità di tale formazione.

Nel comunicato ufficiale, il Ministero ha sottolineato che, nonostante la precedente approvazione a livello dipartimentale, il ministro della Difesa ha deciso di ritirare questo punto dal programma.

Il Ministero ha inoltre ricordato che formazioni di questo tipo possono essere organizzate sulla base di una decisione del 2020 relativa alla metodologia dell’educazione civica e alla prevenzione e disciplina militare. Tuttavia, il tema in questione non sarà incluso nel programma di formazione per il 2026.

Cronache di una notte senza sonno

Tutto comincia in una notte davanti alla porta dell’autoscuola Manzoni

Ci sono notti che non portano sonno, ma rivelazioni. Notti in cui il silenzio della casa diventa un palcoscenico per i pensieri, e la mente libera da impegni, scadenze e rumori, perché ancora la sveglia era lontana, decide di fare ciò che sa fare meglio: rovistare nei ricordi, accendere immagini, riportare alla luce pezzi di vita che credevamo archiviati. 
Questa è una di quelle notti.

Una notte passata in bianco può produrre effetti che non è scontato siano del tutto negativi.
E infatti, mentre facevo avanti e indietro tra il divano e… il water, passando per un bicchiere pieno d’acqua, ho trovato un po’ di tempo da dedicare alla mia creatività. 

Dopo aver fantasticato, con la rapidità di chi sogna a occhi aperti, su come diventare ricca, bella e intelligente senza il minimo sforzo, ho deciso di tornare con i piedi per terra e dedicarmi a ciò che davvero mi appartiene: raccontare.

Così, nel buio della cucina, con solo il rumore dell’acqua che bolliva nel bollitore e il frigo che ronzava come un vecchio generatore, i miei pensieri hanno iniziato a vagare. 
E si sono fermati lì, in un punto preciso della mia giovinezza: il giorno in cui sono diventata “pilota”. 
Ops… guidatrice. 
Tranquilli, una guidatrice senza danni collaterali, per la precisione.

Era il 3 ottobre 1986. Diciotto anni e un giorno. 
Alle 15:30 in punto varcavo la porta della rinomata autoscuola Manzoni, a poche centinaia di metri da casa mia. 
Non sapevo ancora che quel pomeriggio sarebbe diventato uno di quei ricordi che tornano a bussare quando meno te lo aspetti, come stanotte.

Ogni storia ha un punto di partenza, e il mio viaggio verso la patente comincia proprio qui: una notte insonne, un pensiero che si accende, e una porta dell’autoscuola che si apre. 
Nella prossima puntata entreremo davvero in quel mondo fatto di istruttori improbabili, fogli rosa e sogni di libertà. 
Perché ogni guidatrice nasce due volte: quando compie diciotto anni… e quando incontra il suo primo istruttore.